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L’antica sede e gli stemmi
QUANDO LUGNANO ERA COMUNE
L’antica sede e gli stemmi
È propri
 o vero, ogni comunità ha i suoi simboli. Pensiamo a Firenze, e ci viene subito in mente Palazzo Vecchio col gonfalone bianco e il giglio rosso, il palazzo comunale e lo stemma. È così non solo per le grandi città che hanno fatto la storia d’Europa, ma anche per i centri minori, che quella storia pure hanno contribuito a costruire, anche per le piccole comunità rurali, con le loro vicende più limitate e le loro tradizioni.
I nostri paesi, che hanno avuto una storia lunga e di grande interesse, non devono dimenticarlo, altrimenti rischiano di diventare solo la periferia di Rieti, o peggio, addirittura l’estrema, lontana periferia della periferia di Roma.
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“Monnezza!” Nooo... grazie...!!!
“Monnezza!” Nooo... grazie...!!!
Non sapete come disfarvi dell’immondizia e dove posizionare gli impianti più inquinanti e dannosi per la salute umana e ambientale? La risposta è semplice: portateli a Vazia!
A prima vista sembrerebbe uno slogan pubblicitario, in realtà non lo è ma rappresenta esattamente ciò che succede ormai da molti anni all’ecosistema di Vazia e dei paesi limitrofi.
Questa zona, che è, paesaggi-sticamente e per qualità di vita, una delle più belle del comprensorio rea-tino, se non altro per la sua posizione assolata e per la collocazione sita subito al di sotto delle pendici del monte Terminillo, viene usata oramai come una vera e propria «discarica».
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Padre Riziero Lanfaloni
Padre Riziero Lanfaloni: ovvero i molti abiti che fanno il monaco
 E' il ricordo di Padre Riziero Lanfaloni, giovane frate conventuale dei Minori di Assisi che venne inviato il 5 giugno 1948 al Terminillo per prendersi cura delle anime, valligiane e villeggianti. Arrivò in sella ad una «Vespa» della Piaggio, la tonaca nera dei conventuali con il cordone bianco a nodi, una valigia di fibra e tanta speranza per la sua missione di parroco montanaro. In un articolo del 1989 su «Frontiere», rivista della Diocesi di Rieti, Ottorino Pasquetti narrava che il primo impatto con la comunità terminillese non fu molto lusinghiero, ma è cosa nota come i montanari siano guardinghi nell’aprirsi ai nuovi venuti, chiunque essi siano, ma non certo ostili.
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L’eccidio di Collalto Sabino
L’eccidio di Collalto Sabino
(Dopo aver descritto l’ingresso dei Piemontesi in città domenica 23 settembre 1860, l’A. si attarda nel sesto capitolo del suo libro Il Risorgimento a Rieti a descrive un terribile fatto avvenuto in quel difficile momento di transizione politica)
Tre furono le principali preoccupazioni del nuovo governo nei primi anni della sua costituzione: il brigantaggio, l’emigrazione romana e il partito d’azione.(…)
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Associazione «coMpassi»
coMpassi
L’Amministrazione Separata Beni Civici di Vazia, fra le varie iniziative che operano sul territorio di Rieti, si è fatta sostenitrice di un’associazione costituita da un gruppo di cittadini che da anni operano sul territorio locale.
L’Associazione in oggetto, denominata «coMpassi», di recente costituzione, con sede sociale presso i locali della stessa amministrazione in via F. M. Malfatti n. 2, intende promuovere le seguenti finalità: Attività culturali; ricreative; visite guidate; gite sociali; attività di formazione; attività sportive; attività editoriali; svolte tutte con priorità legate alle esigenze del territorio pedemontano.
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Sagra dei Pizzicotti alla Liscianara
Decimo successo per la Sagra dei Pizzicotti alla Liscianara
È iniziato tutto quasi per scherzo dieci anni fa quando qualcuno lanciò l’idea di provare ad organizzare una sagra dei Pizzicotti, un piatto così semplice e antico eppure così gradito. E quasi senza accorgersene quest'anno la Sagra di Lisciano è arrivata alla sua decima edizione.
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Il cancello rinato
Porta Cintia - Il cancello rinato
Per decenni i reatini, meno giovani naturalmente, si sono chiesti cosa diavolo sia passato per la mente di quell’ufficiale tedesco che ordinò ai suoi uomini di minare e far saltare in aria le antiche torri di Porta Cintia oltre ad alcune diecine di alberi di viale Maraini. Lasciando da parte gli alberi, come quei ruderi potessero fermare le avanzanti truppe alleate non si riesce proprio a capire!
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Il Ratto delle Sabine
Il Ratto delle Sabine
La festa era nell’entusiasmo del suo pieno svolgimento: l’ameno pianoro tra il Palatino e l’Aventino, risuonava delle grida gioiose dei tanti giovani e della tante fanciulle accorse a festeggiare tra canti, balli e suoni, inebrianti con la complicità del diffuso odore di primavera esaltato dal caldo sole di una limpida giornata d’aprile e dal sapore del mirto onnipresente. I gruppi di giovani, il capo cinto da ghirlande di fiori di campo dai vivaci colori della primavera, danzavano allegri ad anche alquanto eccitati dalle rispettive presenze, mentre i più anziani, in gruppi, parlottavano tra loro delle tante cose importanti nel mondo contadino; parlavano di sementi e di raccolti augurandosi che Conso, questo antico dio delle popolazioni sabine che venivano dalle oscure profondità di una terra dominata da spaventevoli monti le cui cime, che si intravedevano in lontananza circonfuse da nubi e spesso ricoperte da neve, propiziasse l’abbondanza delle messi e la loro conservazione quando, all’improvviso, ad un segno convenuto, i giovani danzatori afferrata ciascuno la fanciulla già tenuta d’occhio la caricò a forza sulle spalle e la involò scomparendo alla vista degli increduli genitori.
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Rieti: “Festa del sole”
Rieti: “Festa del sole”
Grande successo di pubblico e di partecipazione per la 41a edizione della manifestazione la tradizionale «Festa del Sole», manifestazione tra le più importanti ed ormai storiche della nostra città.
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Il Turismo e la montagna
Il Turismo e la montagna
La montagna racchiude le più importanti risorse naturali del Paese, si continua a parlare sempre più di ambiente e poco di montagna. La montagna è cambiata perché è cambiato l’uomo. È cambiato dentro e fuori. Non c’è più il conflitto tra città e montagna, c’è il conflitto tra montagna e civiltà moderna, fatta di alterazioni ambientali che provengono anche da lontano. È cambiata l’economia che è sempre meno agro-silvo-pastorale e sempre più rivolta al terziario soprattutto turistico.
I pascoli rendono più bianchi di neve che verdi di erba. La zootecnia è in crisi.
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