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21 Ott 2017   10:37
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n. 1/05 ORIZZONTI
Periodco: ORIZZONTI ieri, oggi, domani Anno Dicembre 2005 numero 1
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.


Nome argomento: n. 1/05 ORIZZONTI

Che fine hanno fatto le radio private?
Che fine hanno fatto le radio private?
di Egisto Fiori

Ogni giorno di piu le nostre giornate, si riempiono di nuovi elettrodomestici e di tecnologie sempre piu innovative. Questo vale naturalmente anche per gli apparecchi radio, magari montati nella nostra auto, ma nonostante l’intasamento delle frequenze, i programmi sono sovente simili e le canzoni trasmesse che umiliano l’impianto pagato centinaia di euro, sono sempre piu uguali e ripetute all’infinito. C’e chi cerca rifugio nel palinsesto di Radio 3, ma sempre piu spesso decide di suonare il ed o il nastro preferito. 
Sanità ospedaliera
Sanità ospedaliera
Il reparto di Radio terapia dell’Ospedale Provinciale di Rieti, diretto dal dott. Mario Santarelli, ha ricevuto in questi giorni un ambito riconoscimento da parte della Regione Lazio Agenzia di Sanità Pubblica. Erano in «corsa» 37 aziende della Regione.
Un premio per la qualità del reparto apprezzato da pazienti e loro famigliari nel contesto di un lavoro di equipe che sta dando ottimi risultati.
Un capitolo di buona sanità per il nostro territorio troppe volte relegato nelle ultime posizioni.
Un artista a Vazia
Michelangelo Rossi: un artista a Vazia

Ci ha accolto nella sua casa di Vazia, un luogo interessante pieno com’è di sue opere e non solo pittoriche.È tornato da pochi anni in Italia, è infatti nato in Svizzera da genitori italiani e ha trascorso molti anni a Londra.
«Voglio che i miei figli crescano qui a Vazia, nella terra dei miei genitori», ci ha detto durante l’intervista.
Storia di Vazia
Storia di Vazia e dei paesi del comprensorio
di Alessandro De Angelis
Le prime fonti attendibili riguardo l’ antica città di Vatia ce le forniscono Dionigi di Alicarnasso, storico greco vissuto a Roma intorno al 30 A.C. e M. T. Varrone, il primo afferma che sorgeva lungo la via Latina a circa 30 stadi (4 km) da Reate, il secondo che faceva parte dell’antico comprensorio di Cotilia, grazie a loro l’ archeologo irlandese Dodwell  ne scoprì i resti nel 1828 nei pressi dell’ attuale Vaiano. Si pensa che l’ insediamento di Vatia fu fondato dai Pelasgi (popolazione greca il cui nome significa “popolo venuto dal mare”) nel 1200 A.C. circa, mentre intorno al 1150 A.C. fu conquistato dai Sabini che distrussero Cotilia e Lista (antica città situata sulla collina omonima in cui oggi è situata la Eems)  e si impadronirono dell’intera attuale provincia reatina.
LIBRO SU SAN FRANCESCO D’ASSISI
Nostra intervista con Felice Gianfelice
È IN STAMPA UN SUO LIBRO SU SAN FRANCESCO D’ASSISI

Noto avvocato reatino Gianfelice è anche uno studioso di storia delle religioni per le quali ha curato vari lavori. In questi giorni ha dato alle stampe una nuova pubblicazione che uscirà prossimamente. A lui abbiamo rivolto alcune domande per conoscere più da vicino questo nuovo lavoro.
D. Ho saputo che sta per uscire un suo libro su S. Francesco D’Assisi; quale ne è la ragione?
R. Il 18-19 dicembre del 1982 si svolse a Borgorose un convegno promosso dalla Comunità Montana «Salto Cicolano» comune di Bor-gorose avente per tema: San Francesco nella civiltà medioevale con riferimento alla Valle Reatina, al Cicolano e a Corvaro. Il gestore e direttore del Convegno Mons. Giovanni Maceroni mi fece l’onore di indicarmi come relatore sul tema: «Francesco D’Assisi e la gente povera».
Molti furono i relatori e il lavoro in equipe divenne il contenuto di un volume, oggi esaurito e intro-vabile. Avendo l’intenzione di ristamparlo, ho pensato ad una antologia di studi francescani formata dal lavoro di illustri francescanologi, le cui opere, come la mia, sono oggi esaurite ed introvabili nelle librerie.
“Pizzicotti... un piatto da riscoprire”
Lisciano e antichi sapori
“Pizzicotti... un piatto da riscoprire”
Anche quest’anno si è svolta con un grande successo di pubblico la sesta sagra dei pizzicotti alla liscianara. L’evento, organizzato dalla Banda Musicale G. Verdi di Lisciano, è ormai diventato un appuntamento fisso (il secondo sabato di luglio) al quale i patiti di feste popolari e sapori antichi non possono più rinunciare. Questa manifestazione è nata dalla voglia dei componenti dell’Associazione culturale Giuseppe Verdi, di tenere vivo lo spirito di comunità, che purtroppo a Lisciano si stava perdendo, riscoprendo un piatto dell’antica tradizione culinaria liscianara.
DIALETTO REATINO IN CRISI?
DIALETTO REATINO IN CRISI?
All’avvocato Mario Travaglini, autore prolifico di tante fortunate commedie in vernacolo reatino, come: «Lu rattu de le Sabine», «Lu lupu panaru», «Lu calenne» ed altre ancora, abbiamo rivolto alcune domande per quanto attiene il dialetto di casa nostra, alla luce delle sue esperienze e conoscenze.
I FIORI SPONTANEI DEL TERMINILLO
Nascosti nel verde della vegetazione
I FIORI SPONTANEI DEL TERMINILLO

di Simona Di Giannantonio
Chi lo avrebbe mai detto che nella semplicità e nella rusticità della nostra montagna si potessero trovare specie floreali così rare e preziose?
Probabilmente quando si passeggia immersi nella natura e abbandonati a sensazioni di estremo benessere è necessario avere uno sguardo attento e da intenditore per scorgere particolari tanto inaspettati quanto eccezionali come quelli che ci riserva il Terminillo.
Banda musicale di Lisciano
In un crescendo di successi la Banda musicale di Lisciano compie 95 anni
L’Associazione culturale banda musicale di Lisciano, nasce nel lontano 1911 ad opera di don Attilio di Francesco, un sacerdote che fin dai primi anni del suo arrivo a Lisciano (1908), istituì una scuola di musica con l’aiuto del padre Cesare, presso la quale i ragazzi del paese apprendevano i primi fondamenti musicali e che inoltre contribuì nei giovani d’allora un primo motivo per stare insieme.
Lisciano per il sociale
Lisciano per il sociale
Quanto amore sotto quel «Nespolo»!
Dal 2002 Lisciano ospita un centro di pronta accoglienza per minori disagiati.
Il «Nespolo» è sorto lì dove un tempo si trovava la scuola ele- mentare del paese e finalmente, dopo anni di inutilizzo, la struttura è tornata ad essere un luogo di crescita e di formazione per tanti giovani.
Curiosità di casa nostra
Curiosità di casa nostra
Sì, lo ammetto sono curiosa!
E per soddisfare la mia curiosità sono costretta a ricercare e studiare antichi documenti. Ma vi assicuro che ne vale la pena perché le cose che si scoprono sono veramente interessanti.
La voglia di conoscere mi ha spinto a ricercare il significato dei nomi dei luoghi in cui viviamo: Lisciano, Lugnano, Rosce, Campo Forogna, tanto per cominciare.
Una Montagna per tutti e per tutte le stagioni
TERMINILLO
«Una Montagna per tutti e per tutte le stagioni» 

TerminilloIl gruppo del monte Terminillo è il più importante dei quattro in cui si può dividere l’intera catena dei monti Reatini sia per interesse alpinistico e sciistico che per caratteri di flora e di fauna. Esso è costituito da un complesso di cime separato da profonde valli ed eleganti creste.
Donna vuol dire danno? Non nelle nostre contrade!
Donna vuol dire danno?
Non nelle nostre contrade!

Il filo della memoria che un’anziana di Capolaterra ha consegnato ai giovani lettori di questa rivista consente di ricostruire la vita quotidiana delle donne, l’evolversi dei costumi, del paesaggio, dei borghi.
E’ subito evidente che la grande famiglia della prima metà del novecento è ormai «storia» in un’epoca come la nostra dove se non si è «single», si vive comunque in una famiglia mononucleare.
Ma le donne del primo Novecento dovevano affaccendarsi nelle cucine dove c’era un via vai di zii, nonni, cognati, fratelli, bambini e conoscenti.
Attorno al grande tavolo della cucina non era raro si ritrovassero, a pranzo o a cena, almeno una decina di persone specialmente la domenica o nei giorni di festa.
Poi c’era da fare il bucato al fontanile pubblico e com’era fredda l’acqua!
Vazia: arti e mestieri degli anni ’30-’40
Vazia: arti e mestieri degli anni ’30-’40
di Walter Festuccia
Le origini dell’antica città di Vazia sono avvolte dal mistero dei secoli e strettamente legate alla civiltà dei Sabini che risale ai tempi della preistoria, quando Roma non era ancora nata.
Dai frammenti ritrovati si può stabilire che Vazia era adagiata tra Vaiano e Villa Troiana.
Il sindaco di Lugnano, Matteocci Carlo, nel 1865 così scriveva: «Vaiano è l’unico sobborgo sopravvissuto all’antica città di cui è stato tramandato il nome: Vajano-Vaziano.
Al via la stagione invernale della montagna di «Roma»
Al via la stagione invernale della montagna di «Roma»
Puntuale come raramente succede, quest’anno la Nostra montagna si è coperta prima delle aspettative di un bianco e candido mantello: la neve è caduta in perfetto orario sulle teste di chi si augura che dall’alto arrivi un aiuto provvidenziale. 
Lugnano: una Madonna piccola ma preziosa
Lugnano:
una Madonna piccola ma preziosa


Madonna di Luganodi Tea Antignani
È alta 57 cm, è databile al XIII-XIV sec. ed è preziosa per più di una ragione: è intagliata nell’avorio e in tutta Europa esistono solo quattro esemplari dello stesso genere!
Stiamo parlando della Madonna col Bambino conservata nella chiesa parrocchiale Santa Maria in Catene di Lugnano.
Non è facile ricostruire la storia della statuina perché Lugnano ha fatto parte della Diocesi di Cittaducale e, dunque, i documenti riguardanti le opere sacre erano tutti conservati nell’archivio vescovile di Cittaducale e del regno di Napoli.
La preziosa statuetta è citata in un documento del XVII sec., ma questo documento è andato perduto per cui per ricostruirne la storia ci serviamo di uno scritto di Ugo Valeri che aveva letto e studiato il documento andato perduto.
Pare sia opera di un artista francese che ha intagliato una zanna di elefante ricavandone la figura della Madonna, allungata e piegata all’indietro che reca sulla mano sinistra il Bambino e nella destra un fiore.
Terminillo: non è un vulcano
Terminillo: non è un vulcano

Quando il Direttore mi ha telefonato, chiedendomi un pezzo sulla natura geologica del Terminillo, non ha esitato a dirmi di descrivere il meglio possibile questo vulcano, perché di vulcano si tratta.
È questo ciò che crede la gran parte degli abitanti di Rieti e d’altronde, vedendo dal basso questa montagna a forma di co-no perfetto viene subito spontaneo l’accosta-mento ad un vulcano
Lugnano di Villa Troiana
Lugnano di Villa Troiana
Una proposta che anticipava i tempi di almeno 50 anni


Villa TroianaIn data 1° Gennaio 1919 il Sig. «Luigi Guglielmo Matteocci di Giuseppe» chiese al Comune di Lugnano di Villa Troiana «per se e per persona da nominare», «la concessione delle acque comunali della montagna per utilizzazione idroelettrica».
A fronte della concessione il Sig. Matteocci si impegnava a fornire gratuitamente al Comune:
1)    costruzione di fontane con acqua potabile nei centri abitati che ne sono sprovvisti;
2)    illuminazione elettrica pubblica nei centri abitati;
3)    costruzione di fontane alle sorgenti per abbeveraggio del bestiame.
L’ipotesi di lavoro del Sig. Matteocci era quella di «creare nel paese una forte sorgente di energia elettrica da sfruttarsi preferibilmente nel Comune».
La transumanza
La tradizione come unico legame tra la comunità e la società.
La transumanza
Fattore esclusivamente economico o più profondamente prodotto socio-culturale?

L’usanza di rievocare feste e costumi tipici dei nostri antenati evidenzia, già da alcuni anni, un comportamento sociale molto diffuso, testimonianza di un chiaro bisogno di recuperare consuetudini di vita passate. 
Una delle manifestazioni che la nostra comunità fa rivivere ogni anno lungo i sentieri del monte Terminillo è la transumanza, evento che riscuote un successo sempre più eclatante.
In questa occasione si rinnova un’esperienza apparentemente lontana nel tempo ma che, come è possibile osservare, è tornata nuovamente in uso in molte località della dorsale appenninica.
Terminillo: una storia da raccontare
Terminillo
una storia da raccontare

di Franco Ferriani

Era il 1923 quando il Regio Decreto del 4 marzo riuniva la Sabina al Lazio. Nello stesso anno un altro avvenimento conferiva lustro a Rieti con la nomina a Governatore di Roma di Lodovico Spada Veralli Potenziani, Principe di San Ma-rino, patrizio di Bologna, Roma, Forlì, Faenza, Rieti, e latifondista della piana reatina. Potenziani, all’epoca già stimatissimo per i molteplici incarichi pubblici ricoperti (anche presidente dell’Istituto Internazionale di Agricoltura che dopo la guerra dette origine alla F.A.O.), fu contattato intorno al 1932 dal ministro dell’agricoltura Giacomo Acerbo e dall’On. Manaresi perché collaborasse alla realizzazione di un polo turistico montano da affiancare a quello marino di Ostia voluto dal fascismo.