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20 Set 2019   04:12
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n. 1/10 ORIZZONTI
Periodco: ORIZZONTI ieri, oggi, domani Anno Marzo 2010 numero 1 Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.


Nome argomento: n. 1/10 ORIZZONTI

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L’antica sede e gli stemmi
QUANDO LUGNANO ERA COMUNE
L’antica sede e gli stemmi
È propri o vero, ogni comunità ha i suoi simboli. Pensiamo a Firenze, e ci viene subito in mente Palazzo Vecchio col gonfalone bianco e il giglio rosso, il palazzo comunale e lo stemma. È così non solo per le grandi città che hanno fatto la storia d’Europa, ma anche per i centri minori, che quella storia pure hanno contribuito a costruire, anche per le piccole comunità rurali, con le loro vicende più limitate e le loro tradizioni.
I nostri paesi, che hanno avuto una storia lunga e di grande interesse, non devono dimenticarlo, altrimenti rischiano di diventare solo la periferia di Rieti, o peggio, addirittura l’estrema, lontana periferia della periferia di Roma.

“Monnezza!” Nooo... grazie...!!!
“Monnezza!” Nooo... grazie...!!!
Non sapete come disfarvi dell’immondizia e dove posizionare gli impianti più inquinanti e dannosi per la salute umana e ambientale? La risposta è semplice: portateli a Vazia!  
A prima vista sembrerebbe uno slogan pubblicitario, in realtà non lo è ma rappresenta esattamente ciò che succede ormai da molti anni all’ecosistema di Vazia e dei paesi limitrofi.
Questa zona, che è, paesaggi-sticamente e per qualità di vita, una delle più belle del comprensorio rea-tino, se non altro per la sua posizione assolata e per la collocazione sita subito al di sotto delle pendici del monte Terminillo, viene usata oramai come una vera e propria «discarica».
Checco al Calice d’Oro
Checco al Calice d’Orodi Giorgia Casciani
Immaginate di salire su un’ipotetica macchina del tempo e viaggiare a ritroso negli anni  ritrovandovi nella Rieti del primo novecento, a calpestare le anguste vie acciottolate di quello che oggi è il centro  storico, ma che allora era l’intera città pulsante nei suoi vicoli ricchi di artigiani e di varia umanità, così differente da quella attuale, tutta presa dal nuovo fervore ideologico e da una dirompente speranza nel futuro che animava quei primi anni  del novecento che precedevano l’avvento delle due guerre mondiali. Immaginate adesso di percorrere via Garibaldi procedendo  verso la piazza, assaporando di nuovo un’atmosfera antica, immutata nel tempo e di svoltare poi a destra, imboccando via Marchetti, all’angolo con le Poste Centrali; arrestate i vostri passi  dinnanzi al numero civico 56 accanto al quale campeggia l’insegna “Checco, al Calice d’Oro”.
Un vulcanello alle pendici del Terminillo
Un vulcanello alle pendici del Terminillo
Quando nel primo numero di questa Rivista dicemmo che il Terminillo non era un vulcano anche se la sua conformazione a cono lo faceva presupporre, dicemmo pure che «in effetti a Rieti e precisamente a Vazia nei presi di Cupaello esiste, anzi è esistito un vulcanello dovuto ad una non ben precisata eruzione avvenuta all’incirca 400.000 anni fa nel Pleistocene, da una non ancora rinvenuta frattura del terreno che ha dato luogo ad una colata di magma. Questa colata raffreddandosi ha formato questo vulcanello che aveva una lunghezza di circa sette-ottocento metri per una larghezza di circa duecento metri ed una potenza di circa dieci metri al massimo. 
Mondo X compie vent’anni
Mondo X compie vent’anni al Santuario S. Maria della Foresta
Prima di Natale, presso il  palazzo della provincia di Rieti, si è tenuto un incontro organizzato dalla associazione «Amici della Biblioteca» finalizzato a conoscere più nello specifico la realtà di Mondo X che da vent’ anni custodisce e dà vita al Santuario di Santa Maria della Foresta.
L’ incontro è iniziato con una relazione del responsabile della Comunità; relazione che aveva lo scopo di presentare la storia di Mondo X e capire quali fossero le sue iniziative e le sue finalità. 
Una maestra racconta
Vazia: un libro
Una maestra racconta
Il giorno 4 febbraio 2010, nella suggestiva atmosfera della Sala Consiliare del Comune di Rieti, l’insegnante, Anna Sara Corrao, ha voluto raccontare la sua «storia», presentando il libro, scritto in poco più di due mesi, intitolato «Le farfalle nel cuore»,  per condividere con gli amici, con gli alunni, grandi e piccoli, e i loro genitori, anche questa sua prima e nuova esperienza. L’insegnante è nativa di Assisi e risiede a Rieti, città dove ha prestato servizio per tanti anni, dedicandosi ai bambini di scuola primaria, con tanta passione e amore.
Negli ultimi 16 anni ha insegnato nella scuola elementare di Vazia, seguendo per tre cicli completi i bambini (dalla prima alla quinta), ognuno di loro ha avuto un posto nel suo cuore, ha fatto parte della sua vita, e lei ha condiviso con i suoi alunni e con i loro genitori, progetti, esperienze, confidenze e tenerezze.
Vazia: notizie dalla parrocchia
Vazia: notizie dalla parrocchia
Non sà chi non vuol sapere Non vede chi non vuol vedere
Volevo iniziare col solito entusiasmo, ma dopo uno attimo di smarrimento mi sono accorta che non era lì a portata di mano come sempre, pronto ha straripare alla più piccola motivazione.
Mi sono chiesta - cosa succede?, che fine ha fatto la mia voglia di vedere positivo, l’ingenuità, a me tanto cara, che mi fa credere di poter trasmettere agli altri un messaggio d’integrazione, di solidarietà e amicizia?
Castelfranco: nobile vita d’artigiano
Una passione lunga 58 anni: Mario Salvati
Castelfranco: nobile vita d’artigiano
«Vivi delle tue passioni senza lavorare un giorno della tua vita», diceva Oscar Wilde, intendendo con ciò sottolineare quanto per un uomo sia importante  e auspicabile  svolgere un’attività coinvolgente, appagante, significativa non tanto sul piano economico o prettamente lavorativo ma piuttosto su quello umano, personale.
Pochi al giorno d’oggi riescono ancora a fermarsi un istante a contemplare la bellezza di ciò che stanno realizzando.
Padre Riziero Lanfaloni
Padre Riziero Lanfaloni: ovvero i molti abiti che fanno il monaco
E' il ricordo di Padre Riziero Lanfaloni, giovane frate conventuale dei Minori di Assisi che venne inviato il 5 giugno 1948 al Terminillo per prendersi cura delle anime, valligiane e villeggianti. Arrivò in sella ad una «Vespa» della Piaggio, la tonaca nera dei conventuali con il cordone bianco a nodi, una valigia di fibra e tanta speranza per la sua missione di parroco montanaro. In un articolo del 1989 su  «Frontiere», rivista della Diocesi di Rieti, Ottorino Pasquetti narrava che il primo impatto con la comunità terminillese non fu molto lusinghiero, ma è cosa nota come i montanari siano guardinghi nell’aprirsi ai nuovi venuti, chiunque essi siano, ma non certo ostili. 
21 dicembre 2012: cosa succederà?
21 dicembre 2012: cosa succederà?
Lo avevo saputo diversi anni or sono leggendo Le profezie dei Maya di Maurice Cotterel, che il 21 Dicembre 2012 d.C. sarebbe accaduto qualcosa di straordinario; ora ne stanno parlando in molti a cominciare dalla trasmissione televisiva Voyager del 2007.
Cotterel, studiando nella calendaristica Maya il loro gioiello per eccellenza, il cosiddetto «Lungo Computo», si accorse che il calendario terminava proprio con questa data.
Il Lungo Computo era, anzi lo è ancora, un sistema per calcolare le date, oltre ad essere anche una rappresentazione di credenze riguardanti il passato, soprattutto quella secondo la quale il Tempo operava in Grandi Cicli, durante i quali avevano luogo creazioni e distruzioni del mondo.