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28 Giu 2017   17:47
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n. 1/06 ORIZZONTI
Periodco: ORIZZONTI ieri, oggi, domani Anno Marzo 2006 numero 1
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.


Nome argomento: n. 1/06 ORIZZONTI

«ORIZZONTI» promosso a pieni voti
«ORIZZONTI»
promosso a pieni voti


Non vorremmo essere tacciati di presunzione ma con molta onestà ci sia consentito dire che, il primo numero di «Orizzonti» è piaciuto e ha riscosso ampi consensi.
Lo dimostrano le tante persone che,  incontrandoci per strada, hanno espresso il loro apprezzamento, le numerose telefonate e lettere giunte in redazione.
Tra queste ci piace ricordare quella di S.E. Mons. Delio Lucarelli, Vescovo di Rieti, il quale si congratula per la bella iniziativa intrapresa.
Un grande Papa
Il ricordo di un grande Papa

Un anno fa, il 2 aprile del 2005, alle ore 21.37, moriva  Giovanni Paolo II. Era sabato.
Gli altoparlanti della Città del Vaticano diffondevano questo annuncio: «Il Papa è tornato nella casa del Padre».
Poche parole che lasciarono increduli i centomila presenti in Piazza S. Pietro. Centomila volti guardarono la «Sua» finestra: inutilmente.
Anche noi di «Orizzonti», come hanno fatto le maggiori testate gionalistiche, abbiamo voluto ricordare la figura di Karol Wojtyla.
Gli usi civici
Gli usi civici: nati con l’antica Roma
di Maria Lattanzi

Chiunque voglia risalire all’origine di questo antico istituto, così tipico del regime fondiario italiano, deve ricercarla in un periodo assai remoto e glorioso della storia della nostra penisola, quello dell’antica Roma. Fu infatti nel corso dell’epoca classica che ebbe luogo un fenomeno importantissimo: l’istituzione delle colonie, in conseguenza del quale il territorio fu diviso in due parti; di queste la prima, costituita da terreni coltivabili, era assegnata a titolo di proprietà privata ai singoli coloni, mentre la seconda era a sua volta divisa in tre parti. Una sezione era assegnata ai singoli coloni, come pertinenza del feudo, in proprietà privata; un’altra era considerata comune a tutti i coloni e, infine, la terza era destinata alla colonia come ente a sé. Per quest’ultima parte il diritto di utilizzazione spettante ai coloni, veniva esercitato mediante il pagamento di un vectigal, ossia di una corrisposta - peraltro assai tenuee si concretava nel libero esercizio del pascolo e del legnatico.
Lo sci agonistico al Terminillo
Lo sci agonistico al Terminillo
di Franco Ferriani

Zeno ColòLa prima notizia storicamente accertata alla quale possiamo attingere per conoscere l’episodio che dette origine allo sci agonistico, risale al 1800 quando, nella regione nord europea di Cristiania, un campione tanto anonimo quanto antesignano, entusiasmò la carta stampata dell’epoca per una spettacolare scommessa vinta dopo aver effettuato uno «schuss con acrobazie, tra ostacoli e diavolerie varie». Solamente a partire dalla seconda metà del 1800 iniziano a nascere sodalizi sportivi dello sci in Europa, in Canada e anche negli U.S.A., mentre da noi i primi «ski clubs» sorgono alla fine degli anni 1920 e con essi le prime gare. Il 1930 è l’anno del «boom» agonistico con l’istituzione dei «Lit-toriali» per iniziativa del C.O.N.I. che comprendono anche «i Littoriali dello sci e del ghiaccio», ovvero gli attuali Campionati Italiani. Di sciatori valligiani ancora non se ne parla, perché la passione per la neve diventa epidemica prevalentemente nelle città. 
Regolamenti e competenze degli Usi Civici di Vazia
I Diritti non si toccano
Regolamenti e competenze degli Usi Civici di Vazia
Uno degli usi civici gestito dalla Amministrazione dei Beni Civici di Vazia è quello relativo al pascolo del bestiame dei naturali nel territorio di competenza, vale a dire quello del cessato Comune di Lugnano di Villa Troiana, oggi frazione di Vazia.
Il diritto di uso civico di pascolo nel Comune di Lugnano risale ai tempi in cui il Comune non esisteva ed il territorio faceva parte del Regno delle Due Sicilie, quando, nei territori di confine con lo Stato Pontificio, il «principe», per garantire la presenza costante di nuclei familiari, consentiva che nei suoi terreni coloro che vi si installavano stabilmente, potessero usufruire dei terreni stessi per coltivarli, per pascolarvi il bestiame, per raccogliere la legna necessaria al «focolare» domestico.
La nuova struttura carceraria reatina
Giustizia e società
La nuova struttura carceraria reatina
di Simona Di Giannantonio

La concezione moderna di carcere come strumento fondamentale di punizione prende piede in Europa nel secolo XIX, in seguito alla diffusione degli ideali razio-nalistici del periodo storico conosciuto con il nome di Illuminismo. È proprio in tale panorama storico – culturale che si assiste alla divulgazione di una nuova «filosofia della pena» che crea le basi dei nuovi principi liberali del diritto penale, grazie anche all’opera «dei delitti e delle pene» di Cesare Beccaria.
La magia vicina di casa
La magia vicina di casa
Dalla spiritualità che si respira nei santuari francescani della «Valle Santa» al fenomeno tutto laziale delle «isole spontanee» del lago di Paterno, la nostra zona ci regala  luoghi magici, tutti da riscoprire e visitare
di Lucia Munalli

Spesso cerchiamo in paesi lontani la bellezza delle opere d’arte o la natura incontaminata, dimenticando quello che abbiamo a portata di mano, a pochi chilometri da casa, in luoghi che spesso riescono anche a stupirci con quel non so che di mistero che li avvolge. E allora ecco un piccolo «itinerario» per vedere con occhi nuovi cose che la consuetudine, la quotidianità, ci fanno considerare già visti, da archiviare nella memoria.   
Lisciano e le sue storie
Lisciano e le sue storie
Eventi miracolosi, antiche suggestioni
di Tea Antignani

Madonna LiscianoLa chiesa parrocchiale di S.Maria del Soccorso è una bella chiesa, semplice ed elegante con la sua unica navata e i quattro altari laterali.
Risale al Medioevo e intorno ad essa si sono strette le case del nucleo più antico di Lisciano. Eretta a parrocchia nel 1616 fu, poi, completamente restaurata nel 1700 mantenendo però la pianta antica ed abbellendosi con lo stile «roccocò» tipico dell’epoca.
Visita eccellente
L’attore Marco Iannone brillante «carabiniere televisivo» fa visita alla nostra redazione

Il giovane e promettente attore Marco Iannone, nato a Roma nel 1984, è venuto a trovarci in redazione grazie alla grande amicizia che lo lega da tempo al nostro fotografo Rolando Samperna ed ha apprezzato la nostra rivista e il nostro impegno.
Economia reatina
Scenari  2006 per l’economia reatina
di Walter Festuccia

Il dibattito attuale sulla ripresa economica del Paese ha il pregio di avere richiamato l’attenzione sulla dimensione settoriale della nostra economia, da tempo concentrata sui fattori intersettoriali e trasversali, su cui si sono basate le politiche di sviluppo di quest’ultimo decennio.
È pericoloso proporre un’alternativa tra un modello di economia immateriale, della conoscenza e delle emozioni, da una parte, e quello più tangibile, fatto di fabbriche, tecnologia e distretti, dall’altra, in quanto costringe a scegliere in funzione di un futuro ideale invece di valorizzare e far crescere quanto piuttosto di più o meno buono c’è nella nostro sistema produttivo.
Il fosso Ranaro e la sua storia
Il fosso Ranaro e la sua storia
di Alessandro De Angelis

Non tutti sanno che nella nostra zona scorre un fosso che, nel bene o nel male, è sempre stato di importanza strategica per la vita delle nostre frazioni e della nostra stessa città di Rieti, il Renaro o Ranaro.
Il primo a parlarcene è Sebastiano Marchesi il quale, nel suo «Compendio storico di Cittaducale», ce lo presenta in due distinti momenti storici, il primo quando racconta delle dispute territoriali tra la comunanza di Rieti e la neo costituita comunanza di Città Ducale, in merito alla distinzione dei confini fra i Castelli di Lugnano e Castelfranco: nel 1466 il legato pontificio il cardinale Santacroce per risolvere la controversia indicò nel fosso Renaro il confine fra i due castelli e quindi tra i comuni di Rieti e Cittaducale che appartenevano l’uno allo Stato Pontificio e l’altro al Regno di Napoli.
Castelfranco:tra Stato Pontificio e Regno di Napoli
Castelfranco:tra Stato Pontificio e Regno di Napoli
di Fabrizio Salvati

CastelfrancoMettere insieme numerose notizie storiche che alternano epiche battaglie a problemi di natura economica, in poche righe, non è assolutamente facile.
Proveremo a cavalcare insieme circa tre secoli di storia e di scontri, che hanno avuto come scenario la terra di mezzo posta tra Rieti e Castelfranco da un lato e Cittaducale, S.Rufina, Lugnano e Cantalice, dall’altro.
Castelfranco nasce come baluardo di difesa dello Stato Pontificio nei confronti del Regno di Napoli.
IL QUARTO: ovvero «il taglio del bosco»
IL QUARTO: ovvero «il taglio del bosco»
Oggi la legna, come ogni altro combustibile, non ha un prezzo modico quindi, quando è possibile, si cerca di usufruire della opportunità che la legge mette a disposizione delle famiglie assegnando «il quarto» cioè una parte della riserva boschiva per il taglio e l’utilizzo della legna. La memoria delle nostre genti tramanda un paesaggio diverso da quello che siamo abituati a vedere se lasciamo scorrere lo sguardo sulle zone montane che ci circondano e che culminano nel monte Terminillo. Fino a «Bocche di prato» c’erano campi coltivati a grano, patate o fave; bisognava arrivare al terzo tornante per trovare aree boschive che potessero assicurare la legna necessaria.
Dal Terminillo alle Ande, dal Polo all’Himalaya
Dal Terminillo alle Ande, dal Polo all’Himalaya
La storia di un alpinista d.o.c.: Alberto Bianchetti
di Francesca Troiani

Lui, Alberto Bianchetti, abita in via Valle D’Aosta quasi ad evocare montagne a lui famigliari; alpinista, istruttore di volo, Bianchetti ha segnato insieme ad altri l’evolversi dell’alpinismo nel nostro territorio partecipando a ben ventisei spedizioni dalle Alpi alle Ande, fino a raggiungere l’Himalaya,  è uno dei pochi italiani che può vantare di aver partecipato a spedizioni nei due poli magnetici.
L’interesse per la montagna nasce dall’ambiente in cui vive, ai piedi dell’Imponente Monte Terminillo che austero scruta e domina l’intera Valle Santa.
Spinto da una forte passione per la natura, proprio dal Terminillo inizia a muovere i primi passi verso l’attività escursionistica e alpinistica, aprendo le vie di roccia e scalando la parete nord del Camicia, spingendosi poi in tutto l’Appennino Centrale, compresi il Gran Sasso e la Maiella.
Il nuovo reparto di Radioterapia
Rieti: Ospedale De Lellis
Il nuovo reparto di Radioterapia

Da circa 15 mesi è iniziata l’attività di radioterapia oncolo-gica.
La realizzazione del Reparto ha costituito un grande investimento sia in termini economici che di crescita del livello della oncologia reatina.
È stata colmata una lacuna che per troppo tempo ha relegato i malati della nostra provincia a livelli assistenziali inferiori a quelli della media della popolazione.
Genesi geostrutturale del Terminillo
Genesi geostrutturale del Terminillo
di Leonida Carrozzoni
Il Terminillo nella sua interezza merita una approfondita conoscenza sia da un punto di vista strutturale che culturale.
Trattasi infatti di una delle più belle montagne del territorio nazionale.

Archiviata la leggenda del vulcano ed accertata la natura sedimentaria marina del Terminillo, andiamo a vedere come esso si è costituito, sia dal punto di vista strutturale che da quello litologico.
Corpo forestale
Breve storia del Corpo forestale fino al nuovo ordinamento
di Walter Festuccia


La nascita del Corpo forestale dello Stato risale al 15 ottobre 1822, quando Carlo Felice di Savoia stabilì la costituzione dell’Amministrazione forestale per la custodia e la vigilanza dei boschi. Da quella data ad oggi, le funzioni e l’ordinamento del Corpo si sono trasformate e ampliate divenendo assai più complesse. È del 20 giugno 1877 la prima legge che individua, con un vincolo forestale, indirizzi unitari atti a regolare il disbo-scamento dei terreni collinari e montani e le prescrizioni di massima a cui i proprietari terrieri si dovevano attenere: lo Stato comincia a prendere coscienza della necessità di regolamentare i rapporti tra i cittadini, le comunità e il territorio.
A proposito di dialetto...
...A proposito di dialetto...
Dal Prof. Vincenzo Marchioni, affermato autore di lavori in dialetto reatino,
nonchè regista e attore, riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente lettera


P.L. MarianiAl giornalista Giuliano Rossi Direttore di «Orizzonti» – Rieti  

Caro Direttore,
ho avuto il primo numero del neonato periodico «Orizzonti» da te diretto e cordialmente ringrazio. L’ho letto con molto interesse e mi congratulo con tutti coloro che l’hanno tenuto a battesimo: Amministrazione Beni Civici di Vazia, nella persona del suo Presidente Vinicio Munalli; con i suoi redattori e tutti coloro che l’hanno promosso e sostenuto. Anche l’elegante veste tipografica è degna di particolare apprezzamento.
La stagione «bianca» del Terminillo
Tra una discesa e l’altra cerchiamo di riassumere la stagione «bianca» del Terminillo
Se si dovesse tracciare un consuntivo della stagione turistica invernale in funzione delle previsioni meteorologiche, si dovrebbe aspettare ancora un bel po’ di tempo, visto che “madre natura” non sembra desistere e lascia cadere copiosamente fiocchi di neve come se fosse ancora dicembre.
Tuttavia è possibile  abbozzare un resoconto del periodo di vacanze  in questione, in quanto i mesi più produttivi sono ormai trascorsi e, nonostante anche le festività primaverili potranno riservare sorprese positive, per gli operatori del turismo è giunto il momento di tirare le somme. 
Occhio ai vostri interessi e al vostro denaro
Consigli legali
Occhio ai vostri interessi e al vostro denaro

Nel composito panorama delle Associazioni sorte a difesa dei consumatori, si può ben dire che l’ADU-SBEF è una delle più attente, se non la più attenta e sensibile, ai problemi degli utenti in campo bancario e finanziario.
L’ADUSBEF è l’Associazione degli Utenti dei Servizi Bancari e Finanziari; ha sede in Rieti, Via Duprè Theseider 13, ed è a disposizione di tutti coloro i quali hanno problemi con le banche, con finanziarie, assicurazioni, con promotori finanziari per avere acquistato prodotti  che sono definiti «spazzatura», in quanto privi di valore commerciale, ma che  hanno preso  perché mal consigliati da disonesti funzionari di banca, come è a tutti noto, dal momento che giornalmente ne parlano le radio, le televisioni e la carta stampata.
L’attività più praticata dai giovani
Lo sport: calcio
L’attività più praticata dai giovani: oggetto principale dei ricordi delle generazioni passate
di Fernando Angelucci

Calcio vaziaPer la generazione di oggi lo sport è un «hobby», rappresenta l’attività svolta per piacere nel proprio tempo libero e l’opportunità in più per socializzare e dare libero sfogo alla necessità di movimento fisico.
Antichi lavori: i «cavatori» di neve e ghiaccio
Antichi lavori: i «cavatori» di neve e ghiaccio

Un lavoro che ormai appartiene a un lontano passato di fatica, ma anche di maestria e ingegno, e che all’inizio del secolo scorso ha molto spesso garantito il sostentamento per le famiglie
e che all’inizio del secolo scorso ha molto spesso garantito il sostentamento per le famiglie
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento nei paesini ai piedi del Terminillo la vita era decisamente dura. Famiglie numerose, piccoli orti, un maiale, qualche gallina. L’acqua corrente o l’energia elettrica in casa erano un sogno, e molto spesso bisognava «arrangiarsi» non solo per procurarsi, ma anche per conservare il cibo. Certo, si poteva contare sulle cantine, dove oltre al vino si conservavano prosciutti, salsicce, patate e mele per l’inverno. Ma gli esercizi commerciali, come bar e gelaterie ad esempio, a Rieti ma anche a Roma, dovevano essere regolarmente riforniti di neve e ghiaccio per poter conservare «in ghiacciaia» i prodotti. E allora ecco che a quei tempi c’era chi, sul Terminillo, svolgeva un lavoro che davvero oggi non esiste più, quello dei «cavatori di neve e ghiaccio».
Famiglia nobiliare della romana gens
Un illustre concittadino: Publio Servilio Vatia
Nella città pelagica di Vatia risiedeva un’importante famiglia nobiliare della romana gens

Lungo la via consolare Vatia, antica strada che congiungeva la città sabina di Reate e la ormai decaduta città pelagica di Vatia, risiedeva nel secondo secolo a.C. una importante famiglia nobiliare romana appartenente alla gens Servilia, la quale dette i natali nel 134 a.C. circa, ad un personaggio che avrebbe avuto un ruolo rilevante nella vita politica di Roma nel periodo di transizione dalla repubblica all’impero: Publio Servilio Vatia.