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20 Giu 2019   18:08
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n. 4/06 ORIZZONTI
Periodco: ORIZZONTI ieri, oggi, domani Anno Dicembre 2006 numero 4 Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.


Nome argomento: n. 4/06 ORIZZONTI

Vedi tutti gli articoli per questo argomento.

«Orizzonti»: consuntivo di un anno
«Orizzonti»: consuntivo di un anno
Era ieri ed è stato subito domani. Tutto è passato molto in fretta.
È trascorso un anno da quando in armonia con l’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia decidemmo di dar vita a questo periodico che tanti consensi ha incontrato nel corso dei giorni. Se qualche critica c’e stata ci ha aiutati a crescere.
È stato il nostro un lavoro di equipe basato sull’entusiasmo e sulla ricerca: due cose che la redazione e i vari collaboratori hanno saputo coniugare con intelligenza ed amore, dando ad «Orizzonti» credibilità e concretezza.

Gli auguri dell’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia
Gli auguri dell’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia
E' con vivo piacere che saluto un anno di vita di «Orizzonti». Un periodico che ha saputo raccontare, attraverso vari argomenti, la vita del nostro territorio. Sappiamo che «Orizzonti» ha trovato ampi consensi che hanno ampiamente ricompensato gli impegni assunti;  il merito va alla direzione del giornale, alla redazione e a quanti, a vario titolo, hanno collaborato.
Il saluto del vescovo di Rieti
VescovoIl saluto del vescovo di Rieti
S. E. Delio Lucarelli
Ai lettori
Sono stato richiesto di un saluto e di un augurio natalizio da rivolgere ai lettori di «Orizzonti», il periodico promosso e condotto dai Beni civici di Vazia con la collaborazione di molte voci che insieme contribuiscono alla promozione di quella parte del territorio comunale della città di Rieti.
Una notte di Natale
Viaggio nella memoria
Una notte di Natale
di Egisto Fiori

L'ultimo sole disegna i contorni lontani delle montagne. Solo il tempo di fumare una bionda in terrazza e il freddo farà sprangare le imposte d’ogni casa. L’aria è calma. Ancora una sigaretta ed il buio nasconderà la valle. Dai vicoli risuonano ancora qualche passo, una sigla di telegIornale e rumori di stoviglie.Dai comignoli, giunge l’odore accogliente della legna che arde nei camini sottostanti. Lontano dalle luci della città, dalla calca nei negozi per l’acquisto dei regali, dal traffico frenetico, qui in paese, il Natale, apparentemente più discreto, mostra il suo fascino più potente ed arcaico. All’orizzonte ora, tutto è ben presto divenuto più indistinto e lo sfregare di mani per il freddo richiama il gesto antico dell’accensione del fuoco per attrito.
Il sole, il fuoco... Nella mente si affollano teorie sul solstizio d’inverno, sui Saturnali, sul venticinque dicembre considerato il giorno della nascita del sole.
    
Addio professore Pasquetti
Addio professore Pasquetti
Ricordo di un amico e nostro prezioso collaboratore

Vogliamo ricordare il professor Savino Pasquetti sorridente, al suo tavolo da lavoro, proprio come appare nel risvolto di copertina del suo ultimo libro, «Divagazioni reatine». E con ancora il desiderio di insegnare, di scrivere, di arrivare alla mente e al cuore di chi ha letto i suoi libri o è stato spettatore delle sue opere teatrali. Disponibile, ironico, un vero gentiluomo vecchio stampo. Con la fragilità degli anni, ma con la forza di polemizzare ancora, soprattutto parlando del «suo dialetto», come ha fatto sull’ultimo numero di questo giornale.
Un piccolo prezioso paese
Lugnano: un piccolo prezioso paese

Lugnano, un piccolo ma prezioso paese della periferia di Rieti, con una tradizione storica e una ricchezza artistica tra le più importanti della Sabina, è una delle ultime testimonianze degli antichi castelli e feudi della Sabina, le cui origini risalgono al VI secolo dopo Cristo. Costruito quasi a forma di «V» sulla roccia viva di un colle ai piedi del Terminillo, Lugnano è stato fondato dalle tribù formate dai superstiti dell’antica città di Vazia. Il suo primo nome fu Lucinae Fanum, dal tempio sacro alla dea Juno Lucina che sorgeva tra i boschi del monte. In secondo tempo fu chiamato Unianus, come si legge nello stemma sull’antica Chiesa di S. Croce, per indicare l’aggregazione dei profughi dell’antica Vazia che si erano riuniti a formare il nuovo centro abitato. Collegata a Lugnano era Cupaello, zona di boschi e campi coltivati a viti e cereali.
Santa Barbara: la fiera a Rieti
Tradizioni di casa nostra
Quattro dicembre, Santa Barbara: la fiera a Rieti

Nel folklore e nella tradizione popolare reatina un posto d’onore lo ha la fiera di Santa Barbara: è una usanza antica, comune a tutti i paesi italiani, che si tramanda da secoli e pure in quest’epoca così tecnologica e consumistica, resiste perché ha una sua valenza religiosa e sociale.
Quando ancora non vi erano negozi o centri commerciali erano proprio le fiere il momento migliore per un  proficuo scambio commerciale e di  esperienze ed idee.
Fin dall’antichità il commercio ha avuto bisogno di un luogo in cui era possibile lo scambio di merci e i momenti migliori erano le varie festività, pagane prima, cristiane poi, che richiamavano un notevole numero di persone nel luogo di culto per rendere il dovuto omaggio al santo festeggiato. 
Le iniziative della scuola primaria di Vazia
Le iniziative della scuola primaria di Vazia
Siamo gli alunni della scuola Primaria di Vazia e spesso, attraverso il finanziamento e la collaborazione dei Beni Civici del luogo, riusciamo a realizzare dei bellissimi progetti.
Per esempio l’anno scorso abbiamo portato avanti un progetto sull’ambiente in cui viviamo, che, abbiamo deciso insieme alle insegnanti,  si protrarrà per almeno tre anni.  Ci siamo però divisi i compiti e ogni modulo ha preso in esame un luogo diverso.
Noi alunni di seconda quarta e quinta per esempio dovevamo fare le nostre ricerche su Lisciano per scoprire come si viveva un tempo, in questo paesino arrampicato sulla montagna, ai piedi del Terminillo.
San Giovanni Battista
Lugnano
San Giovanni Battista: la chiesa da riscoprire
«Tra i vicoli caratteristici e storici di Lugnano esiste una meraviglia architettonica
che racchiude in se la tradizione socio-religiosa di un paese dalla storia gloriosa».


Tutti conoscono Lugnano come il centro della vita politico-economica del passato, nel nostro comprensorio era realmente il nucleo della società dei tempi andati.
Sede del comune e di un importante abbazia, Lugnano si è sempre distinto per la sua struttura,per la sua posizione di roccaforte costruita sulle pendici di un monte, proprio a dimostrazione della propria inespugnabilità.
I vicoli a misura d’uomo, le abitazioni costruite prevalentemente a sassi e le scale che collegano la zona inferiore a quella superiore sono tipiche del luogo.
Chiunque abbia la fortuna di avventurarsi nel cuore del paese, avrà la possibilità di respirare un’aria insolita, antica, tranquilla…insomma, tutto l’opposto dell’esistenza frenetica che si è costretti a condurre nella vita quotidiana.
I fontanili del Terminillo
Fontanile del TerminilloOasi di pace disperse nel cuore della montagna: i fontanili del Terminillo

Addentrandosi nei sentieri sterrati che circondano la strada statale del Termi-nillo, capita spesso di imbattersi in antichi fontanili che, ricoprono e soprattutto hanno ricoperto, un ruolo fondamentale nella vita delle persone abituate a frequentare per i più diversi motivi la montagna.
Le fonti, fin dalla loro costruzione, hanno avuto una grandissima importanza per la vita dell’uomo sia dal punto di vista lavorativo che sociale, infatti se da un lato sono di notevole utilità per il sostentamento degli animali da pascolo durante il periodo della transumanza, dall’altro nel periodo primaverile estivo, soprattutto la domenica e negli altri giorni festivi (1 maggio, Pasquetta, 25 aprile) è facile imbattersi in comitive di amici o interi nuclei familiari che organizzano i loro picnic nei pressi dei fontanili alcuni dei quali attrezzati con tavoli e camini.