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30 Apr 2017   06:58
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n. 4/06 ORIZZONTI
Periodco: ORIZZONTI ieri, oggi, domani Anno Dicembre 2006 numero 4 Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.


Nome argomento: n. 4/06 ORIZZONTI

«Orizzonti»: consuntivo di un anno
«Orizzonti»: consuntivo di un anno
Era ieri ed è stato subito domani. Tutto è passato molto in fretta.
È trascorso un anno da quando in armonia con l’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia decidemmo di dar vita a questo periodico che tanti consensi ha incontrato nel corso dei giorni. Se qualche critica c’e stata ci ha aiutati a crescere.
È stato il nostro un lavoro di equipe basato sull’entusiasmo e sulla ricerca: due cose che la redazione e i vari collaboratori hanno saputo coniugare con intelligenza ed amore, dando ad «Orizzonti» credibilità e concretezza.

Gli auguri dell’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia
Gli auguri dell’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia
E' con vivo piacere che saluto un anno di vita di «Orizzonti». Un periodico che ha saputo raccontare, attraverso vari argomenti, la vita del nostro territorio. Sappiamo che «Orizzonti» ha trovato ampi consensi che hanno ampiamente ricompensato gli impegni assunti;  il merito va alla direzione del giornale, alla redazione e a quanti, a vario titolo, hanno collaborato.
Il saluto del vescovo di Rieti
VescovoIl saluto del vescovo di Rieti
S. E. Delio Lucarelli
Ai lettori
Sono stato richiesto di un saluto e di un augurio natalizio da rivolgere ai lettori di «Orizzonti», il periodico promosso e condotto dai Beni civici di Vazia con la collaborazione di molte voci che insieme contribuiscono alla promozione di quella parte del territorio comunale della città di Rieti.
Una notte di Natale
Viaggio nella memoria
Una notte di Natale
di Egisto Fiori

L'ultimo sole disegna i contorni lontani delle montagne. Solo il tempo di fumare una bionda in terrazza e il freddo farà sprangare le imposte d’ogni casa. L’aria è calma. Ancora una sigaretta ed il buio nasconderà la valle. Dai vicoli risuonano ancora qualche passo, una sigla di telegIornale e rumori di stoviglie.Dai comignoli, giunge l’odore accogliente della legna che arde nei camini sottostanti. Lontano dalle luci della città, dalla calca nei negozi per l’acquisto dei regali, dal traffico frenetico, qui in paese, il Natale, apparentemente più discreto, mostra il suo fascino più potente ed arcaico. All’orizzonte ora, tutto è ben presto divenuto più indistinto e lo sfregare di mani per il freddo richiama il gesto antico dell’accensione del fuoco per attrito.
Il sole, il fuoco... Nella mente si affollano teorie sul solstizio d’inverno, sui Saturnali, sul venticinque dicembre considerato il giorno della nascita del sole.
    
Addio professore Pasquetti
Addio professore Pasquetti
Ricordo di un amico e nostro prezioso collaboratore

Vogliamo ricordare il professor Savino Pasquetti sorridente, al suo tavolo da lavoro, proprio come appare nel risvolto di copertina del suo ultimo libro, «Divagazioni reatine». E con ancora il desiderio di insegnare, di scrivere, di arrivare alla mente e al cuore di chi ha letto i suoi libri o è stato spettatore delle sue opere teatrali. Disponibile, ironico, un vero gentiluomo vecchio stampo. Con la fragilità degli anni, ma con la forza di polemizzare ancora, soprattutto parlando del «suo dialetto», come ha fatto sull’ultimo numero di questo giornale.
Un piccolo prezioso paese
Lugnano: un piccolo prezioso paese

Lugnano, un piccolo ma prezioso paese della periferia di Rieti, con una tradizione storica e una ricchezza artistica tra le più importanti della Sabina, è una delle ultime testimonianze degli antichi castelli e feudi della Sabina, le cui origini risalgono al VI secolo dopo Cristo. Costruito quasi a forma di «V» sulla roccia viva di un colle ai piedi del Terminillo, Lugnano è stato fondato dalle tribù formate dai superstiti dell’antica città di Vazia. Il suo primo nome fu Lucinae Fanum, dal tempio sacro alla dea Juno Lucina che sorgeva tra i boschi del monte. In secondo tempo fu chiamato Unianus, come si legge nello stemma sull’antica Chiesa di S. Croce, per indicare l’aggregazione dei profughi dell’antica Vazia che si erano riuniti a formare il nuovo centro abitato. Collegata a Lugnano era Cupaello, zona di boschi e campi coltivati a viti e cereali.
Santa Barbara: la fiera a Rieti
Tradizioni di casa nostra
Quattro dicembre, Santa Barbara: la fiera a Rieti

Nel folklore e nella tradizione popolare reatina un posto d’onore lo ha la fiera di Santa Barbara: è una usanza antica, comune a tutti i paesi italiani, che si tramanda da secoli e pure in quest’epoca così tecnologica e consumistica, resiste perché ha una sua valenza religiosa e sociale.
Quando ancora non vi erano negozi o centri commerciali erano proprio le fiere il momento migliore per un  proficuo scambio commerciale e di  esperienze ed idee.
Fin dall’antichità il commercio ha avuto bisogno di un luogo in cui era possibile lo scambio di merci e i momenti migliori erano le varie festività, pagane prima, cristiane poi, che richiamavano un notevole numero di persone nel luogo di culto per rendere il dovuto omaggio al santo festeggiato. 
Le iniziative della scuola primaria di Vazia
Le iniziative della scuola primaria di Vazia
Siamo gli alunni della scuola Primaria di Vazia e spesso, attraverso il finanziamento e la collaborazione dei Beni Civici del luogo, riusciamo a realizzare dei bellissimi progetti.
Per esempio l’anno scorso abbiamo portato avanti un progetto sull’ambiente in cui viviamo, che, abbiamo deciso insieme alle insegnanti,  si protrarrà per almeno tre anni.  Ci siamo però divisi i compiti e ogni modulo ha preso in esame un luogo diverso.
Noi alunni di seconda quarta e quinta per esempio dovevamo fare le nostre ricerche su Lisciano per scoprire come si viveva un tempo, in questo paesino arrampicato sulla montagna, ai piedi del Terminillo.
San Giovanni Battista
Lugnano
San Giovanni Battista: la chiesa da riscoprire
«Tra i vicoli caratteristici e storici di Lugnano esiste una meraviglia architettonica
che racchiude in se la tradizione socio-religiosa di un paese dalla storia gloriosa».


Tutti conoscono Lugnano come il centro della vita politico-economica del passato, nel nostro comprensorio era realmente il nucleo della società dei tempi andati.
Sede del comune e di un importante abbazia, Lugnano si è sempre distinto per la sua struttura,per la sua posizione di roccaforte costruita sulle pendici di un monte, proprio a dimostrazione della propria inespugnabilità.
I vicoli a misura d’uomo, le abitazioni costruite prevalentemente a sassi e le scale che collegano la zona inferiore a quella superiore sono tipiche del luogo.
Chiunque abbia la fortuna di avventurarsi nel cuore del paese, avrà la possibilità di respirare un’aria insolita, antica, tranquilla…insomma, tutto l’opposto dell’esistenza frenetica che si è costretti a condurre nella vita quotidiana.
I fontanili del Terminillo
Fontanile del TerminilloOasi di pace disperse nel cuore della montagna: i fontanili del Terminillo

Addentrandosi nei sentieri sterrati che circondano la strada statale del Termi-nillo, capita spesso di imbattersi in antichi fontanili che, ricoprono e soprattutto hanno ricoperto, un ruolo fondamentale nella vita delle persone abituate a frequentare per i più diversi motivi la montagna.
Le fonti, fin dalla loro costruzione, hanno avuto una grandissima importanza per la vita dell’uomo sia dal punto di vista lavorativo che sociale, infatti se da un lato sono di notevole utilità per il sostentamento degli animali da pascolo durante il periodo della transumanza, dall’altro nel periodo primaverile estivo, soprattutto la domenica e negli altri giorni festivi (1 maggio, Pasquetta, 25 aprile) è facile imbattersi in comitive di amici o interi nuclei familiari che organizzano i loro picnic nei pressi dei fontanili alcuni dei quali attrezzati con tavoli e camini.
LAURIANO ERA FORSE L’ANTICO NOME DI LISCIANO?
LAURIANO ERA FORSE L’ANTICO NOME DI LISCIANO?

Ricordo una conversazione di tanti anni fa con Ugo Valeri, precursore degli studi storici sui paesi del nostro territorio e ricercatore infaticabile di documenti nascosti in archivi e biblioteche. Si parlava delle origini e del significato dei nomi dei nostri castelli: Lugnano deriverebbe da Lucinae fanum, un ipotetico tempio o santuario della dea Lucina collocato in quel sito; Lisciano da ager listanus perché sorto nel territorio dell’antica città di Lista, oppure da lycium, arbusto chiamato volgarmente spina santa che avrebbe colonizzato i terreni circostanti. Tutte ipotesi ben poco documentate.
Associazionismo e volontariato uguale a fratellanza
Associazionismo e volontariato uguale a fratellanza

In questi ultimi anni si sta risco-prendo l’importanza di creare dei gruppi di associazioni di volon-tariato che stanno facendo rinascere la cultura della fratellanza. In effetti durante i periodi di crisi economica e di sfiducia sociale, si tende a creare la coesione che porti a superare gli eventi e le difficoltà nella speranza di un domani più rigoglioso.
L’Aipa, Associazione Italiana Pazienti Anticoagulanti, rappresenta uno dei fiori all’occhiello che opera sul nostro territorio all’interno dell’Ospedale de Lellis di Rieti. Nata a Padova nel 1987 per iniziativa di pazienti e alcuni medici con caratteristiche di volon-tariato tra medici, paramedici e persone malate, questa realtà prende piede a Rieti nel 1991 per merito del presidente signor Enzo Spadoni, andando ad arricchire l’elenco della Feder.-Aipa che attualmente conta 64 sedi in Italia.
Tra utopia e... speranze possibili
Tra utopia e... speranze possibili
Cari amici lettori,
è una specie di lettera aperta che vi indirizzo.
Ho appena conosciuto Giuliano Rossi, direttore della rivista e subito ci siamo trovati d’accordo su tutto o quasi. Non capita spesso e così colgo tale occasione per conoscerci meglio per dialogare.
Eravamo incerti sull’argomento da scegliere per l’articolo e quando Giuliano mi ha dato «carta bianca» non ci ho pensato più ed eccomia voi, in silenzio, percorrendo i viali del borgo di Rieti le idee si sono pettinate di sole, le parole si sono allacciate tra loro, gli aggettivi si sono autolucidati, i ricordi hanno bussato alla porta, la nostalgia - da un’altra parte - l’ha fatta da padrona ed eccoci qui.
Al lupo, al lupo!
Un animale che va protetto e rispettato
Spesso è vittima di gente sconsiderata e crudele
di Enza Rossi

LupiC'è una leggenda che ancora oggi racconta come un lupo (anzi, «Il Lupo») un inverno, nel paese di Lugnano, sia entrato in una casa, sia salito su per le scale e abbia portato via un neonato in fasce, prendendolo dalla culla. Solo una delle tante variazioni della fiaba «Cap-puccetto Rosso»? Del lupo è stato detto di tutto, e purtroppo ancora oggi l’idea che si ha di lui è spesso legata a paure superstiziose, a fantasie negative che risalgono al medioevo, quando i lupi davvero rappresentavano un pericolo soprattutto per le greggi, ma a volte anche per gli uomini.
Fin dall’epoca romana la Sabina era ricoperta di foreste, e non mancava certo la selvaggina (cervi, cinghiali, caprioli) per la caccia sia dell’uomo che del lupo. Anche allora i pastori dovevano difendere le greggi dai predatori, soprattutto con cani robusti e addestrati. Ma il lupo non era considerato un pericolo per le persone.
I Papi a Rieti
I Papi a Rieti
Il capoluogo sabino e l’ala protettrice della Santa Sede

Fin dai tempi più antichi, Rieti si sistemò sotto l’ala protettrice della Santa Sede e vi è rimasta per millenni mostrando fedeltà e rispetto per la figura del Papa anche nei secoli più bui per le scorribande dei barbari o dei vari regnanti di diverse stirpi che volevano ottenere queste terre ricche e salubri.
In  antichi documenti si  legge che il primo Papa a soggiornare a Rieti fu Innocenzo I nel 410, ma dopo di lui, altri visitarono la città e spesso vi soggiornarono per periodi più o meno lunghi.
Certo nella memoria delle genti si ricordano occasioni particolari quale, ad esempio, il soggiorno reatino di Onorio III che si fermò in città per più di un anno e durante la sua permanenza consacrò la cattedrale, approvò la regola dei Carmelitani e ricevette San Francesco in visita.
Nuova seggiovia al Terminillo
Nuova seggiovia al Terminillo

La stagione invernale 2006/2007, presenta un Terminillo con delle novità particolarmente interessanti per gli sciatori che amano questa nostra montagna. La società Funivia del Terminillo s.r.l., nell’ambito della programmazione mirata allo sviluppo innovativo delle proprie strutture impiantistiche, ha costruito una nuova seggiovia a quattro posti in sostituzione dei due impianti scioviari che salivano dal prato delle Carbonaie alla cima del monte Terminilluccio. L’impianto aereo monofune,  parte da quota 1590 con la stazione superiore a quota 1870, è attrezzata con un tapis-roulant per accompagnare i quattro sciatori fino alle «seggiole» in sincronismo con la velocità di queste ultime ed è sostenuta da 10 piloni di linea. Va sottolineato l’intelligente lavoro della fase costruttiva sotto la guida  dall’amministratore Flavio Formichetti che ha fatto ricorso ai più moderni ausili tecnologici. A titolo di esempio, un potente elicottero da trasporto ha fatto risparmiare tempo e fatica coadiuvando le maestranze e le macchine da lavoro, della ditta Faraglia di Vazia, alla installazione dei piloni di sostegno e dei macchinari.
Reparto di radioterapia
Reparto di radioterapia
Bilancio positivo per l’unità operativa del De Lellis
La fine dell’anno rappresenta molto spesso, per un gran numero di realtà, il periodo per fare bilanci. Questo è tanto più è necessario per le realtà in crescita di recente costruzione. Ultima nata ormai da circa due anni presso l’Ospedale S. Camillo è la Unità operativa di Radioterapia. Il gran numero di iniziative svolte a migliorare la qualità della terapia e della vita del malato oncologico che deve per necessità ricorrere a questa metodica e le numerose associazioni di volontariato, culturali e ricreative sono già note, grazie soprattutto alla grande disponibilità del direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radioterapia, prof. Mario Santarelli, e del responsabile Coordinato-re dell’Unità, dott. Antonio Fasciolo.
SENTIERI GEOLOGICI DEL TERMINILLO
SENTIERI GEOLOGICI DEL TERMINILLOSENTIERI GEOLOGICI DEL TERMINILLO

Domenica scorsa, presso il rifugio A. Sebastiani , al Terminillo, è stata presentata la guida «Sentieri geologici sul monte Terminillo» di Giancarlo De Sisti, alpinista e geologo, socio del C.A.I.
Alla manifestazione, patrocinata dalla sezione del C.A.I. di Rieti e della scuola Regionale Tecnici del Soccorso Alpino Lazio, ha partecipato un folto pubblico, nonostante la giornata inclemente. Erano presenti il Dott. Fabrizio Millesimi, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, il Dott. Stefano Cresta, Dirigente dell’Agenzia Regionale Parchi del Lazio, che ha presenziato, unitamente al Presidente della Sezione del CAI di Rieti Pietro Ratti ed all’autore.
«Musi sporchi» a Marcinelle
Storie di emigranti della nostra terra: Giuseppe Fabri
«Musi sporchi» a Marcinelle

Così erano chiamati, con disprezzo, gli italiani che tra la seconda metà degli anni quaranta e la prima metà degli anni cinquanta emigrarono numerosissimi per andare a lavorare nelle miniere dei bacini carboniferi del Belgio: uno di loro era Giuseppe Fabri, nato a Vazia nel 1925. La sua era una famiglia piuttosto numerosa anche per quei tempi: oltre al padre Domenico e la madre Laura D’arcangelo, aveva altri quattro fratelli, Annita, Lucia, Olindo e Giocondo e la loro vita non doveva certo essere agiata, soprattutto dopo la guerra. Poi Giuseppe notò i manifesti che pubblicizzavano, per chi fosse andato a lavorare nelle miniere belghe, una vita migliore, stipendi allettanti, assegni familiari, un’abitazione. 
Fra letteratura e musica: un sentiero americano
Il libro di Gabriella Belloni
Fra letteratura e musica: un sentiero americano
di Lucia Munalli

Un piccolo teatro affollatissimo nel centro storico di Rieti. Sullo schermo una diapositiva: il viso di una giovane donna, un po’ ironico, un po’ serio. Sul palco alcune chitarre in attesa. Insomma decisamente non è la scenografia che ci si aspetta per la presentazione di un libro. Eppure nel Teatro dei Condomini il 2 dicembre scorso si parlava di un libro, «Il sentiero americano» di Gabriella Belloni, (Memori, Diario minimo, prefazione di Eugenio Finardi, 208 pagg., 16 euro). Ma non ci sono state solo parole, dal palco.
Sciare in sicurezza
Sciare in sicurezza
L’affaticamento e l’imprudenza sono i peggiori nemici dello sciatore
di Franco Ferriani
Alcuni pratici suggerimenti che possono ridurre i rischi sulle piste di sci e in montagna in generale.

LA PRUDENZA
¨    Siate sempre vigili, valutate, senza presunzione, la vostra preparazione fisica e tecnica, scegliete le piste più idonee alle vostre capacità sciistiche;
¨    è buona norma effettuare la ginnastica prescistica prima della stagione invernale;
¨    l’affaticamento è il nemico più subdolo dello sciatore. È statisticamente provato che la stanchezza, anche se non ve ne accorgete, è più insidiosa intorno all’ora del pranzo e in particolare in prossimità delle ore 13 e  14, per poi ripresentarsi alla fine della giornata di sci;
¨    non toglietevi mai e per nessuna ragione gli sci in presenza di neve dura o gelata sui pendii ripidi. Gli scarponi di plastica  non intaccano la neve  in queste condizioni, vi fanno perdere l’equilibrio e scivolare a valle con grande pericolo.
Il Terminillo «cresce» in altezza: adesso misura 2.217 metri
Il Terminillo «cresce» in altezza: adesso misura 2.217 metri

Le apparecchiature satellitari della facoltà di ingegneria della Sapienza hanno confermato tale misura. Per la precisione ora la «vetta» più alta sarebbe di 2217 metri e 13 centimetri. In precedenza l’altezza della «montagna di Roma» era stata calcolata nell’ordine di 2216 metri, rilevazione effettuata dall’Istituto Geografico Militare. C’è da aggiungere inoltre che la «cresta» in questione si troverebbe più a nord e tutta ricadente nel territorio di Leonessa. Peccato che il Terminillo cresca solo in altezza.
Potenzialità acquifere del Terminillo
La nostra montagna
Potenzialità acquifere del Terminillo
di Leonida Corrozzoni

Il masiccio del Terminillo presenta una notevolissima potenzialità acquifera.
La presenza di formazioni eminentemente calcaree intercalate a formazioni prevalentemente marnose, talvolta silicee, determina un’alternanza di rocce con differente grado di permeabilità.
Una tale diversità di litologie, unitamente alla presenza molteplice di dislocazioni tettoniche, ha avuto una notevole influenza non solamente sulla morfologia del Massiccio, bensì pure sulla circolazione delle acque sotterranee; infatti, mentre la diversità della litologia ha influito con una diversa permeabilità, le dislocazioni tettoniche hanno influito con la fratturazione dei terreni, facendo diventare permeabili quelle rocce che non lo erano per loro natura, cioè hanno operato una ristrutturazione di alcune rocce dando loro un nuovo tipo di permeabilità cosidetta secondaria.
FISCO e CONTRIBUENTE
Consigli legali
FISCO e CONTRIBUENTE
Norme di carattere generale relative all’accertamento, rettifica, iscrizione a ruolo e riscossione tributi

L'eterno contrasto tra Fisco e Contribuente ci offre l’opportunità di trattare, anche se in modo sommario, il delicato tema riguardante le procedure volte al controllo, accertamento, rettifica, iscrizione a ruolo e riscossione dei tributi dovuti dal contribuente a favore del Fisco.
Considerato che la macchina burocratica dello Stato, e dell’Amministrazione finanziaria in particolare, s’inceppa con una certa frequenza, ciò fa nascere contenziosi complessi e annosi che non fanno amare lo Stato e danno luogo a scarsa fiducia e affidabilità nei suoi confronti da parte dei contribuenti.
Noi e l’Islam
Noi e l’Islam

Nell’anno 570 dopo Cristo, Maometto nasceva nella città della Mecca, nell’odierna Arabia Saudita.
Alla sua nascita, il padre era già morto ed il nonno lo affidò ad una badante-nutrice Halimah.
All’età di sei anni rimase orfano anche di madre e all’età di otto anni, morì anche il nonno, quindi si occupò di lui lo zio paterno Abu Talib. Lo zio era persona generosa ma povera, per cui non fu in grado di far studiare il nipote che rimase analfabeta. Nella città della Mecca esisteva la Ka’aba, casa consacrata all’Unico Dio che sarebbe stata costruita dal profeta Abramo.