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Questa è la Categoria: Terminillo Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questa Categoria.
Terminillo
Un vulcanello alle pendici del Terminillo
Un vulcanello alle pendici del Terminillo
 Quando nel primo numero di questa Rivista dicemmo che il Terminillo non era un vulcano anche se la sua conformazione a cono lo faceva presupporre, dicemmo pure che «in effetti a Rieti e precisamente a Vazia nei presi di Cupaello esiste, anzi è esistito un vulcanello dovuto ad una non ben precisata eruzione avvenuta all’incirca 400.000 anni fa nel Pleistocene, da una non ancora rinvenuta frattura del terreno che ha dato luogo ad una colata di magma. Questa colata raffreddandosi ha formato questo vulcanello che aveva una lunghezza di circa sette-ottocento metri per una larghezza di circa duecento metri ed una potenza di circa dieci metri al massimo.
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Padre Riziero Lanfaloni
Padre Riziero Lanfaloni: ovvero i molti abiti che fanno il monaco
 E' il ricordo di Padre Riziero Lanfaloni, giovane frate conventuale dei Minori di Assisi che venne inviato il 5 giugno 1948 al Terminillo per prendersi cura delle anime, valligiane e villeggianti. Arrivò in sella ad una «Vespa» della Piaggio, la tonaca nera dei conventuali con il cordone bianco a nodi, una valigia di fibra e tanta speranza per la sua missione di parroco montanaro. In un articolo del 1989 su «Frontiere», rivista della Diocesi di Rieti, Ottorino Pasquetti narrava che il primo impatto con la comunità terminillese non fu molto lusinghiero, ma è cosa nota come i montanari siano guardinghi nell’aprirsi ai nuovi venuti, chiunque essi siano, ma non certo ostili.
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Terminillo estate
Terminillo: un’estate di funghi porcini, mirtilli e lamponi
Il clima dell’estate 2009, ormai tramontata, è stato benevolo al Terminillo. Un luglio altalenante con prevalenza di sereno e temperature miti ed un agosto eccezionalmente molto caldo, con un limpido cielo azzurro dominante ed una natura di un verde rigoglioso nei prati. Guardandoli dall’alto, i boschi apparivano lussureggianti e talmente fitti, grazie al copioso e compatto intreccio di fogliame, tanto da sembrare un immenso tappeto di fresco muschio. In luglio, le tante specie di funghi,ma soprattutto porcini in abbondanza, hanno scatenato le orde dei raccoglitori.
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Girasole con Madonna del Don
Benedetta dal Santo Padre
«Girasole con Madonna del Don» di Silvano Leonardi
Una nuova opera dell’Artigliere Alpino Silvano Leonardi fa coppia con la significativa e commovente «Madonna del Don» da lui stesso progettata e prodotta, attualmente custodita nella chiesetta alpina della Madonna della Vittoria al Terminillo (Rieti). In quel caso l’altorilievo rettangolare in terracotta rappresentava diverse immagini simboliche: tra queste, la Madonna dal cuore trafitto, gli scudetti con il gladio delle divisioni del CSIR (poi ARMIR) partecipanti alla Campagna di Russia, i nomi dei battaglioni distinti si nelle operazioni militari sul Don, la Penisola Italiana con la stella militare su Roma legata ad un filo spinato, la bolla in ottone e vetro contenente la terra di Russia raccolta a Nikolajewka.
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Il Turismo e la montagna
Il Turismo e la montagna
La montagna racchiude le più importanti risorse naturali del Paese, si continua a parlare sempre più di ambiente e poco di montagna. La montagna è cambiata perché è cambiato l’uomo. È cambiato dentro e fuori. Non c’è più il conflitto tra città e montagna, c’è il conflitto tra montagna e civiltà moderna, fatta di alterazioni ambientali che provengono anche da lontano. È cambiata l’economia che è sempre meno agro-silvo-pastorale e sempre più rivolta al terziario soprattutto turistico.
I pascoli rendono più bianchi di neve che verdi di erba. La zootecnia è in crisi.
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Nevicate da Valanga
Terminillo, inverno 2009 - Montagna: neve e slavine
Nevicate da Valanga
Durante la stagione invernale appena terminata, i media si sono scatenati per raccontarci sciagure e danni procurati dalle valanghe. Questo fenomeno che definirei «naturale» sulle catene alpine è notevolmente limitato sulle montagne appenniniche vuoi per le quote inferiori (fatta eccezione per qualche massiccio abruzzese, Gran Sasso in particolare), vuoi per la quantità e la frequenza delle precipitazioni nevose, spesso limitate dalle temperature delle nostre latitudini, dai due mari che scaldano l’atmosfera e dai venti africani che trasportano talvolta particelle di sabbia dal Sahara..
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Gli uomini della Montagna
Gli uomini della Montagna
Continuiamo la narrazione dal numero precedente (Orizzonti del giugno 2008) focaliz-zando l’attenzione su alcuni personaggi tipici o pittoreschi più vivi nel ricordo di molti e di coloro che hanno vissuto e lavorato, per brevi o lunghi periodi, al Terminillo. In una tale ottica si intende ripercorrere in retrospettiva mansioni e personalità, episodi e ritratti di una stirpe di montanari in via di estinzione.
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Gli uomini della Montagna
Terminillo
Gli uomini della Montagna
Per raccontare la loro storia è necessario iniziare il nostro racconto partendo da una memoria che ci proietti molti anni addietro quando la montagna era sinonimo di fatica, disagio, freddo, pericolo, ma anche fonte di sostentamento per molti valligiani e le loro famiglie. La parola «sostentamento» è il termine per indicare, più propriamente, il provvedere alle minime necessità essenziali di un focolare, spesso composto da molte bocche da sfamare per sconfiggere, almeno in parte, l’indigenza di quei tempi, ormai dimenticati dalle nuove generazioni.
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Terminillo festa della Transumanza
Terminillo festa della Transumanza
«Sui prati pecora per tutti»
L' Amministrazione dei Beni Civici di Vazia ha organizzato anche quast’anno nel mese di giugno la «Festa della Transumanza» giunta alla sua settima edizione.
«L’evento» in località Bocca di prato - Fonte della pigna. Tante persone hanno partecipato alla manifestazione riuscitissima.
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Rete idrica al Terminillo
Una efficiente rete idrica consente al Terminillo di bere un’ottima acqua
Il Terminillo fu sviluppato in termini turistici dal passato regime fascista. Nel dopoguerra, però, per consentire un maggiore sviluppo della località, si sentì l’esigenza di ampliare i servizi e, tra questi, l’acquedotto. Pertanto, attingendo ai finanziamenti del Piano Marshall, la Cassa per il mezzogiorno elaborò il progetto per la sostituzione del vecchio sistema di alimentazione idrica, costituito da un impianto di pompaggio della sorgente Ratino, situata nei pressi del terzo tornante. L’acqua disponibile in quantità sufficiente e di ottima qualità fu individuata sulle pendici del Monte Cambio nel comune di Posta, dove sono presenti le sorgenti denominate Cavalli (a circa 1600 metri sul livello del mare) Porcini 2 (a circa 1400 metri) e Porcini 1 (a circa 1375 metri). La qualità dell’ acqua è ottima sotto il profilo organolettico e della potabilità biologica e chimica, tanto che potrebbe essere anche imbottigliata con buone probabilità di successo.
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