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UNA STAGIONE DA DIMENTICARE
Inviato da : admin Venerdì, 08 Giugno 2007 - 15:34
UNA STAGIONE DA DIMENTICARE
Il mestiere di imprenditore nel settore del turismo invernale, sembra  proprio essere diventato molto più rischioso e imprevedibile di chi opera nel settore agricolo dove,  con le tecnologie di sostegno sviluppate, soffre di meno le follie del clima. Questo anno al Terminillo l’inverno ha fatto qualche breve apparizione a macchia di leopardo con il caldo ed il poco freddo che si sono alternati con  gemellare equità. 

Le vacanze di Natale, che rappresentano turisticamente il quaranta per cento delle entrate annue per tutte le attività commerciali terminillesi,  sono trascorse senza un filo di neve con un susseguirsi di giornate primaverili e con un pugno di turisti, prevalentemente proprietari di appartamenti, che si aggiravano con una marcata smorfia di noia sul viso. Eppure di novità ce ne sono state tante, il Terminillo ha ottenuto dalla  Federazione Sport Invernali, l’assegnazione di importanti gare quali il Campionato Interappenninico che raccoglie tutti gli atleti degli sci clubs provenienti dalla Liguria fino alla Calabria e alle isole; è stata illuminata la pista di fondo; sono state apportate innovazioni ad alberghi e ristoranti, ma soprattutto la società Funivia ha fatto ingenti  investimenti in nuovi impianti di risalita, anche se la miopia degli amministratori laziali per il turismo invernale  hanno negato la possibilità di esercire la sciovia Cardito Nord ma sopratutto hanno negato i permessi per la sua sostituzione in seggiovia. Quanto sopra vale anche per il progetto di impiantistica sciistica nel versante leonessano che non riesce a fare alcun passo avanti e qui non sono certo il WWF ed il C.A.I. a mettere il bastone fra le ruote.
Ma torniamo al Terminillo e diamo uno sguardo analizzando le varie problematiche di questa stagione pazza. La società Funivia non ha potuto azionare i cannoni da neve che un paio di notti  soltanto, motivazioni? Alta temperatura notturna dai + 3° ai 5° con percentuali di umidità, così ci dicono, superiori spesso al 70%. Morale spari acqua e acqua resta. E’ stata costruita una nuova seggiovia che sale fino al monte Terminilluccio (1870 mt.), quadriposto, con un investimento da capogiro e poi? È stata aperta al pubblico solo alcuni giorni per carenza di neve. Ancora, la  battitura delle piste di discesa è stata carente sia a causa del sottile strato che per la qualità della neve spesso marcia di acqua, la qual cosa ha fatto impazzire di rabbia i conduttori dei «gatti», Ivan detto Schumaker e Daniele detto «Attila».  E il famoso «tappeto» che ha sostituito in parte la vecchia sciovia «Togo»? È stato una rivelazione e una soluzione perché, soprattutto i maestri di sci, sono riusciti a faticare di meno in quanto questo impianto facilita la risalita dei bambini che difficilmente cadono anche se molto piccoli e ai primi passi sciistici. E infine la meteorologia, intesa come qualità? Un giorno bello, un giorno pioggia, un giorno nebbia, una notte tre dita di neve ma solo in coda alla perturbazione piovosa perché solo in quelle condizioni il vento agisce raffreddando la temperatura. Ma allora va tutto male? Ormai non si recupera più la stagione, ma la Pasqua è bassa e non è la prima volta che porta in dono la neve.        e. r.
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