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Gli Asburgo
Inviato da : admin Venerdì, 08 Giugno 2007 - 15:40
Gli Asburgo erano di casa anche da noi...
La storia di Margherita d’Asburgo meglio conosciuta come la Madama d’Austria. Protagonista delle vicende politiche italiane ed europee del 1500, figlia del grande imperatore Carlo V, fondatrice della nobile famiglia dei Farnese, madre di un coraggioso capitano e profonda ammiratrice della nostra terra.
Audenarde, piccolo paese delle Fiandre nel distretto di Malines, ebbe l’onore, nel 1522, di dare i natali ad una delle più influenti dame di tutto il 1500: Margherita d’Austria, figlia illegittima di Carlo V, l’imperatore che grazie alla sua parentela aveva riunito nelle sue mani i possedimenti spagnoli ed austriaci, ovvero delle più grandi potenze europee del cinquecento, e la cortigiana Jeanne Van Der Gheinst.

Carlo V riconobbe ugualmente Margherita e, dopo averla strappata alla madre la affidò alle sorelle Margherita di Savoia e Maria di Ungheria per essere educata degnamente e divenire una vera sovrana, ciò accadde prestissimo; infatti, nel 1529, nel corso dei colloqui di pace tra l’imperatore ed il papa Clemente VII de Medici, Margherita, che all’epoca aveva solamente sette anni, fu promessa in sposa ad Alessandro de Medici che Carlo V aveva nominato Duca di Penne, al conseguimento della maggiore età che risultava essere di quattordici anni.
Così, per onorare gli impegni presi dal padre, nel 1533 Margherita  partì per l’Italia e, dopo essere stata ricevuta dal papa a Roma con una sfarzosa cerimonia, si trasferì a Napoli portandosi come educatrice Madame De Lannoy, vedova del grande capitano Charles che aveva guidato gli eserciti di Carlo V durante la campagna italica, lì rimase per tre anni fino al 29 febbraio del 1536 quando il suo promesso sposo Alessandro giunse a Napoli, ratificò l’impegno di matrimonio e la condusse a Firenze dove il 31 maggio dello stesso anno la sposò nella chiesa di Santa Maria del Fiore (il matrimonio è stato dipinto da Giorgio Vasari il cui quadro oggi si trova esposto a Palazzo Vecchio).
Madama d’Austria si ambientò benissimo a Firenze, ma la sua felicità fu presto turbata dall’uccisione del marito Alessandro ad opera di Lorenzino de Medici il 6 gennaio del 1537; la giovane sovrana si rifugiò nella fortezza da Basso che era stata appena costruita ed ereditò dal defunto marito il ducato di Penne ed il distretto della Montagna abruzzese ovvero Leonessa, Cittaducale sotto la cui giurisdizione erano comprese le nostre frazioni e Montereale, oltre ai possedimenti medicei a Roma tra cui vale la pena ricordare l’attuale sede del Senato che ancora oggi porta il suo nome ovvero Palazzo Madama e la cosiddetta “vigna del papa” a Monte Mario anch’essa oggi chiamata Villa Madama in suo onore.
In seguito Margherita fu a lungo corteggiata da Cosimo de Medici e, se fosse dipeso da lei, probabilmente si sarebbero sposati, ma il padre Carlo V aveva previsto diversamente e, essendosi accordato con il papa Paolo III Farnese che era succeduto a Clemente VII, la diede in sposa a suo nipote Ottavio  con cui celebrò il matrimonio a Roma il 4 novembre del 1538.
Nonostante ciò la giovane cercò in ogni modo di invalidare le nozze disertando la corte papale, rifiutandosi di consumare il matrimonio e non considerando minimamente il marito, e solo dopo che Ottavio partecipò alla battaglia di Algeri al fianco di Carlo V, la sua posizione si fece più morbida. È in questo periodo che per la sua tenacia e le sue parentele con Papa e Imperatore viene chiamata Madama d’Austria, intanto nel 1542 si registrarono le prime visite ufficiali delle terre d’Abruzzo.
Finalmente nel 1545 precisamente il 27 agosto, divenne madre di due gemelli tra cui il famoso condottiero Alessandro Farnese; il papa Paolo III, per festeggiare l’evento, nominò Margherita duchessa di Castro e suo suocero Pier Luigi Farnese duca di Parma e Piacenza, ma anche questo periodo di felicità fu interrotto dall’uccisione dello stesso suocero ad opera di Ferrante Gonzaga che nel frattempo aveva occupato Piacenza, Margherita con suo marito Ottavio si trasferirono a Parma per ereditare il ducato nel 1550.
Lo stesso Ottavio però, l’anno successivo, ritenendo che Ferrante Gonzaga fosse appoggiato nelle sue mire espansionistiche da Carlo V, si alleò con la Francia scatenando l’ira del papa e dell’imperatore stesso che autorizzò Gonzaga ad assediare Parma, Margherita diede grande prova di coraggio rimanendo insieme al marito al comando degli assediati.
Nel gennaio del 1556 Carlo V abdicò in favore di suo figlio Filippo II il quale grazie al trattato di Gand fece restituire Piacenza alla giurisdizione di Ottavio ma volle che in cambio, il figlio dello stesso Ottavio e Margherita, Alessandro, fosse educato alla corte reale  cosicché madre e figlio si trasferirono prima a Bruxelles e poi a Londra; Margherita tornò a Parma nel maggio del 1557 dove rimase fino allo stesso mese del 1559 quando suo fratello Filippo II la nominò governatrice dei Paesi Bassi  per arginare la dilagante espansione del calvinismo e del protestantesimo.
Negli otto anni in cui rimase governatrice, Madama d’Austria dapprima usò il pugno di ferro ma poi con il passare del tempo portò avanti una politica conciliatrice che stava dando i suoi risultati, purtroppo il fratello non fu dello stesso avviso e la fece affiancare dal reazionario duca d’Alba, la governatrice, non tollerando questa ingerenza, lasciò le Fiandre e se ne tornò malata ed indebolita a Piacenza nel 1568; per allontanarsi dallo stress e tornare in salute nell’ottobre dello stesso anno Margherita partì per l’Abruzzo insieme al figlio Alessandro e stabilì la sua residenza a Cittaducale da dove iniziò una fitta corrispondenza con le più eminenti personalità europee, approfittò per far visita di Campli, Leonessa dalla quale rimase estremamente affascinata, Montereale e Penne, ed emanò nel 1571 gli «Ordini, leggi e tavole di Madama d’Austria per tutti li suoi stati d’Abruzzo».
Madama d’Austria tenne sempre in grande considerazione il ducato d’Abruzzo, sia per la bellezza dei luoghi, sia per la loro posizione strategica al confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, sia perché la loro rendita garantiva di fatto la sua indipendenza economica, per questi motivi Margherita non trascurò mai questi possedimenti anzi fece in modo che avessero dei privilegi presso l’imperatore, ne migliorò l’aspetto urbanistico e cercò di sviluppare un’economia diversificata per queste terre ampliandole con l’acquisto di Posta, Borbona, Accumoli ed Ortona.
A dimostrazione di quanto appena detto, furono sua iniziativa la modifica dell’urbanistica di Leonessa del 1543 con la conseguente eliminazione delle scale e dei portici dalla via Retta, l’introduzione dei mulini da grano e da concia, l’esenzione dall’obbligo di ospitare le truppe di passaggio, la costruzione della fontana sulla piazza principale (sul cui basamento c’è una targhetta con inciso «Austriacae donum est divae»), il restauro delle mura e della rocca, l’istituzione dell’ufficio pesi e misure e della Por-tulania (che si occupava di urbanistica e reperimento delle materie prime), la determinazione del confine tra la stessa Leonessa e Cascia.
Anche a Cittaducale Margherita fu molto attiva, a lei si devono l’inizio della lotta al problema del brigan-taggio, la diversificazione dell’economia, all’epoca prevalentemente agricola, con l’introduzione dell’industria della carta e dei panni, rispettivamente nei distretti di Canetra e di Paterno, l’apertura della strada dritta di San Magno (1539), la razionalizzazione dell’acquedotto ed il sistema di irrigazione delle vigne (1560), la costruzione della fonte di San Magno di fronte l’omonima porta (oggi porta Napoli) e della fonte a piazza San Giovanni (1570) nella frazione di Ponte Alto, la definizione dei confini con Rieti (1571) che ebbe come conseguenza l’enorme sviluppo della fiera di San Magno (19 agosto) la quale, grazie alla scomparsa dei dazi tra le due città, divenne una delle più importanti fiere a livello italiano e l’innalzamento della torre del palazzo comunale (1583); meno notizie abbiamo di Montereale in quanto fu rasa al suolo dal terremoto del 1703, per certo è attribuita a Margherita la costruzione dell’acquedotto e delle cisterne idriche.     
Dopo tre anni di soggiorno a Cittaducale il fratello Filippo II nominò Madama d’Austria governatrice perpetua de L’Aquila dove ella stessa stabilì la sua residenza dal 1572 al 1580 anno in cui fu richiamata dal fratello nelle Fiandre per aiutare suo figlio Alessandro Farnese nel governo della regione, ciò provocò qualche incomprensione ed attrito tra madre e figlio tanto che Margherita nel 1583 preferì tornarsene nei suoi possedimenti in Abruzzo dove nel 1588 morì ad Ortona all’età di 66 anni, per sua volontà fu sepolta nella Chiesa di San Sisto a Piacenza.
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