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Chiesetta degli Alpini
Inviato da : admin Martedì, 04 Marzo 2008 - 16:47
Terminillo nella chiesetta degli alpini il bassorilievo di Silvano Leonardi

L’opera si fa notare per l’equilibrio composi-tivo, la misura, il ricorso a un simbolismo chiaro e leggibile non certo complicato da sovrastrutture e cerebralismo.
L’Autore ha rievocato una campagna in cui l’eroismo e lo spirito di sacrificio sono stati, come spesso in passato, la molla dell’azione.


Il pugnale è un ricordo di quando l’Italia era Roma, e s eproprio non si può fare riferimento al mitico «Elmo di Scipio» che cinge la chioma della Patria, per lo meno si può fare ricorso a una continuità ideale tra passato e presente.
Artista è anche colui che sa far rivivere le passate epopee. Sotto questo aspetto l’Artefice sa’ modellare e «narrare», ma non come di un fatto «passato» del resto fu Johann Wolfgang Goethe, insieme all’amico Heinrich Meyer a Pubblicare un imponente saggio, nel 1810 (Beitrage zu der geschichte dei schaumundsen aus neuerer zeit) in cui per la prima volta le medaglie venivano considerate come parte integrante della storia dell’arte. Allargando il senso del discorso e tutti i paralleli che si possono fare, è chiaro che il senso celebrativo del tema rimane in tutta la sua evidenza.

A. Seguri
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