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Si fosse n’aucillo...
Inviato da : admin Martedì, 25 Marzo 2008 - 15:47
Ornitologia, l’hobby che permette di avvicinarsi agli unici esseri viventi rimasti estranei alle numerose nevrosi umane
«Si fosse n’aucillo...»
di Simona Di Giannantonio
Classificare gli animali è un compito che l’uomo si è dato fin dall’antichità, basti pensare alla Bibbia, che nel libro della Genesi, narra la creazione del mondo facendo una suddivisione sommaria delle forme di vita in animali acquatici e uccelli (quinto giorno), animali terrestri e uomo (sesto giorno).


Numerosi studiosi, a partire da Aristotele, si sono avvicendati in questo non facile compito, fino ad arrivare al 1758, anno in cui Carl von Linnè, pubblicò il suo “Sistema Naturae”.
Nel regno animale gli uccelli appartengono al sottoregno dei Metazoi: esseri viventi con tessuti veri e propri, formati da numerose cellule e con un sistema nervoso.
Molti sono gli appassionati di ornitologia, le associazioni che operano nel settore si moltiplicano e, se si domanda agli allevatori il motivo di  tanto interesse, la risposta è immediata: nel momento in cui si dedica il proprio tempo a curare e si ha la fortuna di assistere al meraviglioso evento della riproduzione, si resta estasiati dal miracolo naturale della vita.
Gli uccelli sono in grado di ricreare in casa una fetta di natura per il nostro benessere; infatti, essi hanno un effetto rilassante e antistress.
La passione che spinge gli alle-vatori, presenti anche nella nostra zona, implica uno studio attento e minuzioso dell’alimentazione e un’opera di fedele ricostruzione di un microambiente il più possibile conforme all’habitat naturale dei volatili in questione.
Molte sono le specie e le varietà di uccelli allevate in cattività ma, senza entrare troppo nello specifico, le più diffuse tra gli amanti del genere sono i canarini, i pappagalli e gli esotici.
Stiamo parlando di creature alate che hanno origini africane, australiane e sudamericane, ovvero sono presenti nelle regioni calde e temperate di tutti i continenti ad eccezione dell’Europa.
Forse è il gusto esotico, come accadeva nella cultura ottocentesca,  a farci approssimare alla natura e conseguentemente alla fauna di questi luoghi lontani?
Certo è che i loro colori e, in alcuni casi,il loro canto ci allontanano dalla monotonia e dal grigiore delle nostre città.
Che dire dalla melodia emessa dal becco dei canarini, originari delle Isole Canarie, oppure della policromia delle piume dei pappagalli!
Anche i nostri progenitori non rimanevano insensibili al fascino di questi animali; basti pensare che le più remote segnalazioni di allevamento domestico di pappagalli risalgono all’India e alla Cina di qualche millennio addietro e che, fra i Greci e i Romani, i possessori di tali uccelli erano oggetto di invidia.
I primi vengono citati da Marco Polo, il quale rimase affascinato alla vista dei meravigliosi pennuti che adornavano le case dei ricchi mercanti asiatici. Mentre nell’antichità classica, una testimonianza ci giunge da Plinio il Vecchio, che scoprì le eccezionali virtù mimiche dei pappagalli e, in alcuni suoi scritti, trattò il modo di addestrarli a parlare.
Proseguendo con le curiosità storiche, sembra che proprio questi ultimi abbiano dato un notevole aiuto a Cristoforo Colombo in occasione della scoperta del Nuovo Mondo: uno stormo di uccelli avrebbe indotto l’esploratore italiano a un opportuno mutamento di rotta permettendogli di arrivare in America.
Di una cosa possiamo essere certi, quando si vive in compagnia di animali, siano essi cani, gatti o uccelli è molto utile conoscerli a fondo, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto comportamentale, sia per entrare in loro contatto che per evitare di esporsi a situazioni potenzialmente pericolose.
L’esempio più semplice ce lo forniscono i bambini: quelli di loro che hanno imparato a convivere con gli animali sono più accorti a non fare loro del male e, contemporaneamente, a non mettere a repentaglio la propria incolumità.
Allevare gli uccelli crea sicuramente una dipendenza, quando si inizia non si riesce a smettere, le voliere vengono abitate da un numero sempre maggiore di esemplari ma, essendo questo un assoggettamento senza controindicazioni, non resta che sperare che i collezionisti aumentino e che divulghino il loro amore per i volatili.
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