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Il territorio tra Lisciano e la Papena
Inviato da : admin Martedì, 25 Marzo 2008 - 15:59
VECCHIE CARTE E NOMI ANTICHI
Il territorio tra Lisciano e la Papena descritto in una antica e storica mappa catastale
di Alberto Dionisi
 La Pianta dimostrativa di con-finazione Catastale di Lugnano, e Cantalice, e Lisciano fu realizzata quasi duecento anni fa, nel febbraio del 1812.
In quegli anni il governo di re Gioacchino Murat s’era impegnato per la riforma del catasto; bisognava rilevare e mappare il territorio del Regno.
Fu in quella occasione che la linea di confine tra Lugnano e Cantalice fu modificata, a discapito di Cantalice, che perse una fetta consistente del suo territorio (Cerreto, Ferone,  San Cataldo, Chiuriano e altro) a vantaggio di Lugnano, col pretesto della eccessiva vicinanza del vecchio limite a Lisciano, villaggio del comune di Lugnano.


Il fatto provocò le proteste dei Cantaliciani, che si protrassero, inutilmente, per anni.
La mappa catastale fu realizzata dal Controllore della Contribuzione diretta Antonio Tolotti e verificata, sui luoghi, alla presenza dei sindaci di Cantalice e Lugnano e di altri cittadini; disegnata in maniera piuttosto sommaria, permette , però, di capire l’assetto del territorio tra il monte di Lisciano, il Calcarone, e la zona della Papena, in particolare l’andamento dei fossi di Lisciano e di Cerreto. È conservata all’Archivio di Stato dell’Aquila, Atti Demaniali, I, b. 81.
Descriverò brevemente il territorio, così come appare nella mappa, evidenziando in corsivo i nomi di luoghi, così come sono scritti, sia quelli ormai dimenticati che altri ancora sussistenti.
I fossi che scendono dalla montagna Acquasanta si riuniscono sotto Tagliata, costituendo il fosso di Lisciano; la mappa del Tolotti lo descrive  a partire da poco prima del sasso grande isolato ossia Balzo dell’Arrone con tre Croci, quel grande scoglio sul greto del corso d’acqua che, come un autentico e possente faraglione, caratterizza in modo spettacolare il paesaggio.
Il fosso procede incassato fra alti dirupi, sopra i quali sta la pianura di Focetto sopra il monte; poi, appena il vallone si allarga, ecco la valle di Focetto secondo il Catasto di Can-talice e secondo gli uomini di Lugna-no Contrada Portellina; tutta la contrada Focetto è chiusa tra il fosso e la falda della montagna di Portella o Calcarone. La mappa riporta anche i nomi dei proprietari, passati e presenti, dei diversi appezzamenti di terreno.
Subito dopo il fosso incontra, a est, la strada che salisce a Focetto, a ovest la strada del Cepparo che, scalata la collina, incontra la strada che viene da Leonessa e va fino a Rieti; lungo questa, ancora verso ovest, ecco la strada di Cerreto che, dopo esser passata davanti al casale di Bonanno Faraglia, scende al fosso di Cerreto. Questo casale è ancora esistente, anche se ormai ridotto a rudere; Bonanno Faraglia era un grande proprietario terriero del XVIII secolo.
Torniamo al fosso di Lisciano, lì dove eravamo rimasti. Il letto del corso d’acqua procede verso sud, passa sotto Lisciano, lasciando a ovest la casa di Gio. Caloisi d.° il ferraro. Ancora più giù, all’altezza di Mimmitto, la carta riporta le case di Munallo e la possessione di Mu-nallo, che dice essere menzionata in un istrumento del 1540.
Il fosso di Lisciano continua poi in un suo percorso, senza altre indicazioni.
Ecco ora apparire una sostanziale differenza tra la situazione attuale e quella rappresentata sulla mappa.
Oggi il fosso di Cerreto all’altezza di Mimmitto confluisce in quello di Lisciano. Nella mappa del Tolotti le cose stanno diversamente; i due fossi non confluiscono ma si avvicinano, per poi allontanarsi l’uno dall’altro. Si tratta di un errore del cartografo oppure  i due fossi, che al tempo scorrevano ancora per un lungo tratto paralleli, hanno poi trovato una strada comune?
Il fosso di Cerreto, nella mappa, passa a est della casa di  Dom.co’ Mimmitto Faraglia, a pochi metri dal fosso di Lisciano, poi se ne allontana, lasciando a est la contrada Rati-gnana e a ovest la contrada Cam-potreanni. Qui l’alveo del corso d’acqua è sovrastato dalle cime dei Colli di S. Vito, questo è il nome delle alture sopra le quali si trova  l’abitato di Chiuriano (Queste alture oggi, nella Carta d’Italia F.°138 CAN-TALICE II N.E. vengono indicate col nome complessivo di Colle Turiano). Poco più avanti il fosso incontra la contrada Immagine di Puccio ossia Passo Cerasolo, antico punto di confinazione del territorio, poi incrocia la strada che da Cantalice porta a Cittaducale e finalmente in contrada Cesapiana o Papena si unisce al fosso di Cantalice. Questo ha appena ricevuto il fosso di Livio, non lontano dall’osteria diruta di Marsilio Coletta, attestata  come attiva già nel 1556, che oggi è un casaleno infaccia all’acqua papena.
In vecchi documenti  accade spesso di imbattersi in nomi di luoghi ormai ignoti, non più rintracciabili sulle moderne carte topografiche; nell’impossibilità di identificarli con sicurezza si rimane disorientati. La Pianta dimostrativa di confinazione del controllore Tolotti toglie qualche incertezza; Portella, Portellina, Colli di S. Vito, Campotreanni, Immagine di Puccio, Passo Cerasolo , tanti nomi dimenticati, riemergono dal passato e identificano luoghi precisi del nostro territorio.
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