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I FIORI SPONTANEI DEL TERMINILLO
Inviato da : admin Mercoledì, 03 Maggio 2006 - 18:37
Nascosti nel verde della vegetazione
I FIORI SPONTANEI DEL TERMINILLO

di Simona Di Giannantonio
Chi lo avrebbe mai detto che nella semplicità e nella rusticità della nostra montagna si potessero trovare specie floreali così rare e preziose?
Probabilmente quando si passeggia immersi nella natura e abbandonati a sensazioni di estremo benessere è necessario avere uno sguardo attento e da intenditore per scorgere particolari tanto inaspettati quanto eccezionali come quelli che ci riserva il Terminillo.


Ebbene si, le orchidee – tanto apprezzate nelle vetrine dei fiorai, nonché preziose per i loro colori e per le forme estremamente varie – si possono trovare anche allo stato naturale e, cosa ancor più degna di nota, possono presentarsi di fronte ai nostri occhi nel bel mezzo di una escursione montana.
Almeno dodici  tipologie di orchidee sono state rintracciate nella flora dell’Appennino Centrale; queste ultime sono piante erbacee perenni che possono presentare infio-rescenze a spiga, a pannocchia oppure fiori solitari, il loro nome deriva dal greco «orchis» che significa «testicolo» e si riferisce alla forma a tubero delle radici.
Tra le numerose specie spiccano le seguenti:
v    L’orchidea verde («Platanthera chlorantha») vive nei boschi ed è una delle più belle orchidee spontanee; infatti, i suoi fiori sono disposti a forma di piramide e sembrano assomigliare a farfalle.
v    L’orchidea farfalla («Orchis papilionacea») si trova in posizioni generalmente assolate e i suoi fiori sono di un rosso viola-ceo più o meno intenso.
v    L’orchidea maschio («Orchis  macula») trova il suo habitat nelle radure del bosco e se ne reperiscono informazioni sin  dall’antica grecia; infatti, Dio-scoride – medico greco vissuto nel I secolo dopo Cristo – affermava che tale pianta veniva usata dagli sposi della Tessaglia per predeterminare il sesso dei nascituri. Per questo motivo per molti secoli questa specie è stata associata all’amore e alla riproduzione. Il nome volgare «dita di morto» venne attribuito ai suoi fiori nella regione inglese del West Country e, nell’«Amleto», Shakespeare utilizza questa orchidea nella ghirlanda posata sul corpo dell’annegata Ofelia.
v    L’orchidea sambucina («Dacty-lorhiza sambucina») si presenta con fiori cilindrici che vanno dal giallo al rosso vivace.
v    L’orchidea scimmia («Orchis simia») è simpaticamente paragonata alla figura scimmiesca per la forma delle sue infiorescenze che esibiscono una meravigliosa struttura a spiga.
Si potrebbe ancora parlare per ore su molte altre varietà di orchidee spontanee di altrettanta bellezza (per esempio l’orchidea rossa, quella piramidale e l’orchidea minore), ma forse la soddisfazione più grande sarebbe contemplare tali meraviglie naturali, scovarle nel loro ambiente e, perché no, far loro una bellissima fotografia nel periodo primaverile, quando la fioritura di questi esemplari è all’apice dello splendore.
È necessario puntualizzare che la bellezza di questi e di altri fiori che vivono in natura è proprio il «Background» (lo sfondo) paesag-gistico e territoriale; ne consegue che nell’eventualità doveste imbattervi in una simile visione e l’istinto vi spinga irrefrenabilmente a portare a casa questi fiori, pensate alla privazione procurata alla natura e a tutti coloro che la amano. Infatti, fuori del loro ambiente non hanno lo stesso fascino e la stessa attrattiva, è come privare un oggetto del suo significato profondo.
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