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Abbazie e monasteri in Sabina
Inviato da : admin Lunedì, 28 Aprile 2008 - 17:44
Abbazie e monasteri in Sabina
Il Santuario della Madonna di Capo d’Acqua nei pressi di Cittareale

Il Santuario della Madonna di Capo d’Acqua, legato al ritrovamento miracoloso di una immagine raffigurante la Vergine, sorge nei pressi di Cittareale, vicino alle sorgenti del Velino. La statuetta in argilla sarebbe stata ritrovata tra il X e l’XI secolo da una pastorella chinatasi a bere alle fonti del fiume. La leggenda potrebbe nascondere il tentativo di cristianizzare un precedente culto pagano legato alle sorgenti del fiume. La suggestiva pieve di Santa Maria in capite aquae è ricordata, per la prima volta, poco dopo la metà del XII secolo. L’edificio venne gravemente danneggiato dal terremoto del 1703, quindi ricostruito con forme neoclassiche.


Alla visita del Santuario si può unire il percorso tra le vie di Cittareale. Il popolamento dell’intera area fu riorganizzato in età angioina con la fondazione di Cittareale nel 1329, per opera di re Roberto d’Angiò, con l’intento di contrastare le spinte espansive dei comuni di Cascia e di Norcia. A nord della cittadina sorge la Rocca, anch’essa angioina, all’interno della quale due scalinate conducono al cammino di ronda e tramite dei trafori si accede ai passaggi segreti. La Rocca nel 1474 fu assalita e distrutta dagli aquilani, poi costretti a pagare le spese di ricostruzione.
Per visitare il santuario di Capo d’Acqua: Comune di Cittareale, tel. 0746 947032, fax. 0746 947033, email nrgsl@tin.it.

Il Santuario di San Giuseppe da Leonessa

Il Santuario intitolato a San Giuseppe da Leonessa è il luogo più caro alla devozione locale, cresciuta nei secoli intorno alla carismatica figura del Santo cappuccino vissuto tra il XVI e il XVII secolo. Nato a Leonessa l’8 gennaio 1556 da una famiglia di mercanti, Eufranio Desideri abbracciò la dura regola dei Cappuccini andando in missione in Turchia fra il 1587 e il 1589. Tornato fortunosamente in patria dopo aver subito angherie e torture, si impegnò in un’assidua opera di predicazione e di pacificazione che lo vide viaggiare in numerosi centri dell’Italia appenninica. Frate Giuseppe morì presso il convento di Amatrice il 4 febbraio 1612, lontano dalla terra natale. I leonessani, desiderando conservare le spoglie mortali di colui che la voce popolare considerava già come Santo, organizzarono il furto delle spoglie.
Da quell’episodio iniziò la costruzione del santuario: già nel 1629 presso la casa natale del cappuccino era stata posta la prima pietra di un oratorio officiato dalla Confraternita del Suffragio. Tra il 1737 e il 1746, date della beatificazione a opera di Clemente XII e della canonizzazione compiuta da Benedetto XIV, l’architetto romano Filippo Brioni ampliò il luogo di culto. L’oratorio a pianta circolare fu collegato alla nuova costruzione, realizzata mediante l’inclusione di un tratto della via pubblica. La chiesa risultò così costituita da due aule circolari sormontate da cupole.
Il Santuario di San Giuseppe è stato per secoli un operoso cantiere, segno della fervente devozione dei leonessani per il loro concittadino. Così nel 1787 fu eretto il campanile, mentre l’interno della chiesa fu dotato di un organo e di una pregevole cantoria lignea. Durante la prima metà del XIX secolo fu realizzato il ricco mausoleo decorato da stucchi policromi; nel corso del XX secolo furono eseguite la pavimentazione su progetto del reatino Arduino Angelucci (1947), la facciata in travertino (1956) e le artistiche vetrate (1971).
Per visitare il Santuario di S. Giuseppe: ufficio informazioni Pro-Loco di Leonessa, Corso San Giuseppe, 48, tel. 0746 923380, orario: 10-13.30/17-20. Sabato, domenica e giorni festivi 10-13. Luglio, agosto e settembre tutti i giorni.

La chiesa di San Francesco a Leonessa
Arrivati a Leonessa alla fine del XIII secolo, i Francescani avviarono la costruzione del convento e della Chiesa di San Francesco. I lavori si protrassero fino alla prima metà del XV secolo. L’elegante facciata della chiesa, in conci della tipica pietra rossa leonessana, è ingentilita dal ricco portale tardogotico, che prima ornava la chiesa di San Donato delle Torri. L’interno, diviso in tre navate da grandi pilastri ottagonali, ospita opere di notevole pregio. Nelle navate si trovano, incassati nei muri, i portali impreziositi da bassorilievi provenienti dalle chiese di Santa Maria extra et prope portam e San Massimo, che ormai non esistono più. Le pareti conservano resti di dipinti trecenteschi e quattrocenteschi: una Santa Caterina d’Alessandria, la SS.ma Trinità attribuita a Domenico da Leonessa, figlio e allievo del più famoso pittore locale Jacopo, attivo nella seconda metà del XV secolo. L’interno conserva anche un superbo Presepe in terracotta policroma degli inizi del XVI secolo, con ai lati due statue in legno policromo: la prima, cinquecentesca, raffigura San Sebastiano, la seconda, di San Biagio, risale al XIV secolo ed è impreziosita da una raffinata decorazione. Di fronte alla Cappella del Presepe si trova la Cappella del Crocifisso che conserva una croce in legno di un anonimo scultore umbro del XVI secolo. Nel 1993 nella Cripta è stato scoperto un ciclo di affreschi di ispirazione giottesca attribuiti ad autori diversi. Tra essi il Paradiso (inizi del XIV secolo) e il miracolo della Madonna dell’ulivo (inizi del XV secolo). La Madonna cosiddetta dell’ulivo apparve nel 1399, con una bianca veste ricoperta di ostie, a un pastorello di Assisi presso un albero di olivo. L’iconografia si collega al movimento penitenziale dei Bianchi, pellegrini vestiti di una tunica bianca con una croce rossa, che percorsero l’Italia diretti a Roma in occasione del Giubileo del 1400.
All’interno del restaurato Convento di San Francesco si ammira il suggestivo chiostro quattrocentesco, affrescato al piano inferiore con storie della vita di San Francesco.
Per visitare la chiesa di S. Francesco di Leonessa: ufficio informazioni Pro-Loco di Leonessa, Corso San Giuseppe, 48, tel. 0746 923380, orario: 10-13.30/17-20. Sabato, domenica e giorni festivi 10-13. Luglio, agosto e settembre tutti i giorni.
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