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Lu Calenne
Inviato da : admin Lunedì, 28 Aprile 2008 - 18:37
Lu Calenne
A metà febbraio è tornato il vernacolo reatino con «Lu Calenne», commedia in due atti di Mario Travaglini. Lo spettacolo messo in scena dal G.A.D. Pier Luigi Mariani, sotto l’attenta regia di Fabrizio Festuccia, ha riempito con le sue quattro rappresentazioni la sala Malfatti del Teatro del Centro Servizi di Rieti. Già recitato dal G.A.D in passato, «Lu calenne», oltre a divertire, ha riproposto ai più giovani, l’antichissima tradizione del rito apotropaico che si svolgeva il primo (kalendae) di maggio. Fino a qualche decennio fa, infatti, era tradizione immergere la metà di un gheriglio di noce in un bicchiere di vino e recitare le seguenti frasi propiziatorie. «San Jacu e San Filippu che bbe’ una orda l’anno famme sapì se reengo ’n capu all’anno. 

Se campo, abbonna, se moro, affonna». Il responso naturalmente, non poteva che essere favorevole ma nella commedia di Travaglini, qualcosa va di traverso... La noce di Giggi (Luigi Colarieti) resta nel fondo del bicchiere, aprendo la stura alle più funeste previsioni. La trama si dipana tra equivoci e battute fino all’immancabile lieto fine. Dieci sono gli interpreti della commedia. Oltre a Luigi Colarieti, hanno calcato il palco Annamaria Colangeli, nel ruolo di Amalia, Carlo Simeoni (Incenzu), Carlo Giacobbi (Checcu), David Ceccarelli (Giuanni), Alessandro Mezzetti (Peppe), Francesco Rota Roselli (Lu Marescialle), Cristina di Domenico (Ndoniella), Adele Mattioni (Santina) e Beatrice Gatta (Giuan-nina). Scontati e meritati sono stati gli applausi per autore, regista, attori e collaboratori, che tra l’altro, nell’impossibilità di utilizzare il «Flavio», hanno saputo lavorare in un luogo insolito e non deputato alla rappresentazione teatrale.
E. R
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