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Campoforogna ieri e oggi
Inviato da : admin Lunedì, 05 Maggio 2008 - 18:19
Campoforogna ieri e oggi E' una ricorrente curiosità notare che nei media, nella conoscenza del turista medio, e nelle argomentazioni riferite ai luoghi, alle bellezze, e alle problematiche inerenti lo sviluppo  del massiccio terminillese,  l’attenzione è indirizzata quasi sempre al centro di Pian de’ Valli, mini-mizzando o ignorando l’esistenza di un territorio,  urbanizzato fin dalle origini,  che risponde al nome di «Campo-forogna».
Il toponimo, molto probabilmente, ha le radici nei secoli passati al tempo in cui le popolazioni pedemontane si trasferivano in altura per l’alpeggio o magari per sfuggire alle scorrerie barbariche e barba-resche o alle angherie degli invasori, molto frequenti nella storia passata.


Vale comunque la pena di accennare alle varie interpretazioni che sono state ipotizzate sulla radice di questo toponimo: «Campus Forum» ovvero dove nella piana dei «Cinque confini» convergevano la popolazioni di valle per farne luogo d’incontro e di mercato, oppure, rammentando la leggenda che ci racconta di un certo brigante Forogna che imperversava  a valle per poi risalire a godersi il frutto delle sue scorrerie?
Ogni luogo ha la sua leggenda, ma questa ha una appendice nel vicinissimo sito dei «tre faggi», dove, a monte della  strada turistica omonima, esistevano tre vetusti alberi, riuniti alla base da un unico tronco, che il brigante utilizzava per nascondervi la refurtiva.
Questo ipotetico tesoro non è mai stato trovato, ma cercato sicuramente, dato che in anni abbastanza recenti, i tre secolari faggi furono abbattuti da ignoti  ma senza alcun ritrovamento. Territorio comunque interessante quello dei «cinque confini», perché diviso fra cinque comuni e non senza contestazioni in merito  alla giurisdizione. Oggi un punto di intersezione ubicato fra il residence ed il campo d’altura, in prossimità di una piccola casetta ristrutturata (ex stazione inferiore di una sciovia anni trenta della società Funivia), convergono i confini dei comuni di :Rieti (a ovest), Micigliano (ad est), Borgo Velino (dove c’è la casetta), Castel  S. Angelo (a sud-est) e Cittaducale (a sud dove è ubicato il residence). Oggi la zona è stata sviluppata con il «centro di altura» la cui struttura è organizzata per  discipline sportive diverse quali il calcio, il tennis, il calcetto e l’atletica in quota, mentre d’inverno è il centro per lo sci di fondo, anche per l’esercizio notturno e con l’ausilio della neve artificiale.
Un buon ristoro montanaro annesso completa l’offerta dei servizi.
Ma torniamo all’inizio. Campo-forogna è tutto qui? E come è stato pensato, e quando? Nel 1936 è di già operativo il prolungamento della strada statale n. 4/bis Salaria fino al grande piazzale di Campoforogna completato con l’anello panoramico. All’orizzonte in direzione sud si vede la pianura romana, il mare di Fiumicino, la cupola di S. Pietro e di notte il faro del Gianicolo con un normale cannocchiale. Questo è il panorama che si vede dalla villa in costruzione del Principe Francesco Chigi della Rovere, progettata dall’architetto e ingegnere Tadolini, professionista di chiarissima fama e di illustre stirpe, discendente da Scipione, capostipite di origine bolognese, allievo del Canova, le cui copiose sculture impreziosiscono la Roma rinascimentale e il Vaticano.  Tadolini osserva attentamente la zona, la studia e realizza il primo piano regolatore del Terminillo concentrato soprattutto su Campoforogna con indirizzi che privilegiano  strutture per il tempo libero quali, campi sportivi e la funivia dal piazzale al Monte Ter-minilluccio con un secondo tronco fino al monte Terminilletto (mt. 2108), mai realizzate a causa della guerra alle porte.
Seguendo l’urbanistica «tado-liniana», sorgono in  pochi anni il rifugio del governatorato di Roma voluto dal principe Lodovico Potenziani (allora governatore di Roma), le mura sono in pietra scalpellata come l’albergo della C.I.T. (oggi residence). Contemporanei sono i due edifici della G.I.L. (Gioventù Italiana del Lit-torio) oggi Hotel Terminillo, la caser-metta della «Milizia forestale», il R.A.C.I., oggi ristrutturato dall’Amministrazione Beni Civici di Vazia, la villa del professor Ciancarelli (acquistata e ristrutturata in albergo «il Ghiacciolo» da Emma Lancillotti negli anni ’50) e ancora il monumento che domina il piazzale dove sostavano decine e decine di «torpedoni» pieni di «cannibali», ossia sciatori alle prime armi.
La seconda guerra mondiale del 1939 segna l’interruzione dello sviluppo turistico che riprenderà solamente a pace raggiunta, ma non prima del 1946. Va ricordato, in merito agli edifici  del periodo anteguerra, che molti di questi sono stati lasciati nel più completo stato di abbandono, vale l’esempio di segnalare villa Chigi e il rifugio del Governatorato (già albergo Cam-poforogna), strutture in stile littorio di notevole pregio storico e architetto-nico. A questo proposito sembra che la Regione Lazio, nell’ambito del progetto «le città di fondazione» finalizzato al recupero di edifici storici, stia valutando l’opportunità di includere anche il Terminillo.
Infine, parlando di impianti di risalita installati a Campoforogna, nel primo periodo post-bellico, va citato il «Dizionario Enciclopedico Moderno» (VIIa edizione del 1951) dove alla voce «Terminillo» si legge testualmente: «…nel 1948 è entrata in funzione una sciovia smontabile, la prima del genere in Italia». L’impianto in questione, realizzato su brevetto di Cesare Fer-riani,  raggiungeva l’anello di Campo-forogna partendo dalla valletta alla base del colle Scampetti.
Questa è la sintetica storia di una località che molto meriterebbe in quanto a vastità del territorio, agli splendidi panorami che vanno dalle pianure a occidente alle montagne abruzzesi a oriente. Si ha notizia che recentemente i Sindaci dei comuni interessati si siano riuniti per concertare un consorzio per lo sviluppo di Campo-forogna, ci auguriamo che la cosa possa giungere a obiettivi concreti. Questa sintetica car-rellata narrata un po’ a macchia di leopardo, ha temporaneamente escluso argomenti, notizie e realtà più recenti che potranno essere oggetto di una prossima trattazione.
Franco Ferriani
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