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Arduino Angelucci
Inviato da : admin Lunedì, 05 Maggio 2008 - 18:42
Arduino Angelucci «pittore»
di Tea Antignani
Nel numero precedente abbiamo annunciato l’apertura della mostra del pittore Arduino Angelucci a cura della Fondazione Varrone, vorremmo ora raccontare ai nostri lettori la figura e le opere di questo artista reatino.
Nato in Rieti nel 1901 ben presto mostrò una particolare inclinazione per le arti figurative tanto da essere notato dal maestro Calcagnadoro che lo volle come allievo e lo istradò facendogli frequentare gli ambienti pittorici romani mentre studiava al Regio Istituto di Belle Arti di Roma.
Vincitore di più d’una borsa di studio potè viaggiare ed entrare in contatto, a Parigi, con l’arte impressionista.


A 30 anni gli fu commissionata la prima opera in Rieti e decorò la sala d’aspetto dell’Amministrazione provinciale nell’ex palazzo Vicentini.
Anche se realizzò opere per numerose città italiane quali Palermo, Terni, Rapallo, continuò ad onorare i suoi concittadini con numerosi lavori alcuni dei quali si possono ammirare nel cimitero di Rieti infatti gli furono commissionate numerose vetrate e decorazioni per cappelle. Contemporaneamente continuò a fare ritratti e nature morte, opere nelle quali si ritrovano i suoi sentimenti, gli affetti e la ricchezza del suo animo.
Nella rassegna di palazzo Potenziani sono esposti numerosi ritratti : la madre, la moglie, le figlie e lui stesso in autoritratti che lo rappresentano in momenti di vita diversi. Quanto amore si coglie nei tratti della madre o della moglie, che tenerezza si coglie nei ritratti delle figlie!
Sul finire degli anni sessanta fu impegnato nella decorazione del soffitto della Sala Consigliare della Cassa di Risparmio di Rieti: 65 metri quadrati di figurazioni che non si possono che ammirare. Non ci soffermiamo sulla sua capacità di usare il colore: ogni opera cattura per la sua bellezza e visitare la mostra ci permette di entrare in contatto con un artista originale che, a ben ragione, fa parte della schiera di artisti universalmente riconosciuti «grandi».
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