Orizzonti ieri, oggi e domani | Home | News | Cerca | Web Links | Raccomandaci | Invia News 
19 Ago 2017   11:01
Il giornale dell'Amministrazione Beni Civici di Vazia
Menu principale
On-line

Ci sono 1 visitatore e
0 utenti on-line

Sei un utente non registrato. Puoi loggarti qui.

Login

 Nickname

 Password

 Ricordami


Lingue

Scegli la lingua:

L’antico fascino delle «Mille Miglia»
Inviato da : admin Sabato, 28 Giugno 2008 - 09:53
RIETI E LE AUTO DA CORSA:TRA TANTI «AMARCORD»
L’antico fascino delle «Mille Miglia»
La leggenda della Mille Miglia ha origine alla fine del 1926, quando quattro giovani appassionati di auto e gare (i «quattro moschettieri»), il Conte Aymo Maggi di Gradella, il suo amico, e primo finanziatore, Conte Franco Mazzotti, entrambi alla guida della neonata AC Brescia, Renzo Castagneto, dotato di ottime capacità organizzative e con un passato da pilota, e il giornalista Giovanni Canestrini della «Gazzetta dello Sport» idearono e progettarono la Corsa, in risposta alla mancata assegnazione a Brescia, loro città natale, del Gran Premio d’Italia.


Fu scelto un percorso a forma di «otto» da Brescia a Roma e ritorno, su una distanza di circa 1.600 km (corrispondenti a circa mille miglia, da cui il nome).
Solo dopo la fine della prima Mille Miglia si decise, considerato l’enorme successo, di ripetere la prova negli anni successivi.
La prima storica edizione prese il via il 26 marzo 1927, con la partecipazione di settantasette equipaggi, due soli dei quali stranieri (al volante delle minuscole Peugeot 5 HP spider). S’iscrissero invece alla manifestazione i migliori piloti italiani, oltre ad alcuni celebri personaggi pubblici. Cinquantacinque vetture portarono a termine la corsa, mentre ventidue furono costrette al ritiro. I vincitori della prima Mille Miglia furono Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi a bordo di una OM, che completarono il percorso in 21 ore, 4 minuti, 48 secondi e 1/5 alla media di Kmh 77,238.
La Mille Miglia cresceva in popolarità e veniva delineandosi come il grande appuntamento delle corse su strada, nonostante le difficoltà economiche e le controversie internazionali vissute dall’Italia in quegli anni.
Dopo una prima sospensione della manifestazione nel 1939, conseguente ad un grave incidente occorso l’anno precedente in gara, che costò la vita a dieci persone, la corsa fu interrotta nel 1940, a causa della partecipazione dell’Italia alla seconda Guerra Mondiale.
Venne in quell’anno comunque ancora disputata un’edizione particolare dell’evento, su un tracciato che collegava Brescia, Cremona e Mantova.
La Mille Miglia si ripresentò in strada alle 14.00 del 21 giugno 1947, nell’Italia Repubblicana, e vide la vittoria di Biondetti in coppia con Romano sulla poderosa e potentissima «Alfa Romeo 8C 2900B aspirato berlinetta Touring», con il tempo di 16 ore 16 minuti e 39 secondi. Ma il record assoluto se lo aggiudicò il pilota inglese Stirling Moss che nel 1955 percorse i 1600 km in 10 ore e 8 minuti, al volante di una Mercedes-Benz 300 SLR numero 722. Si narra che il suo navigatore, il barbuto giornalista Denis Jenkinson, compì una ricognizione del percorso, utilizzando per dirigere Moss durante la gara un artigianale, detta-gliatissimo «radar», scritto su una striscia di carta lunga oltre 5 metri che si svolgeva da un rullo per avvolgersi su un altro, entrambi disposti parallelamente in una scatola. Nel 1957 la tragedia che segnò definitivamente la storia della Mille Miglia: la vittoria finale premiò Taruffi e la Ferrari, ma a Guidizzolo, in provincia di Mantova, a meno di quaranta chilometri dal traguardo, il pilota spagnolo Alfonso de Portago uscì di strada a quasi 300 km/h per lo scoppio del pneumatico anteriore sinistro, causando la morte di nove spettatori, fra cui cinque bambini, e perdendo la vita assieme al copilota, il giornalista americano Edmund Gurner Nelson.
Tre giorni dopo il Governo italiano decretò la fine della Mille Miglia e delle corse su strada aperta. A seguito dell’incidente Enzo Ferrari, costruttore della vettura coinvolta nell’incidente, subì un processo che durò alcuni anni dal quale uscì assolto. L’Automobile Club di Brescia effettuò un tentativo per dare continuità alla corsa, ma di fronte all’ostracismo decretato da parte della Commissione interministeriale e alla contrarietà di parte dell’opinione pubblica choccata dopo l’incidente di Guidizzolo e della stessa stampa - che fino al giorno prima aveva esaltato la corsa -, gli organizzatori bresciani dovettero rinunciare ad una Mille Miglia di velocità e furono costretti a trasformarla in gara di regolarità con tratti a velocità libera, sul tipo di quella che era stata in passato in Italia la Stella Alpina, o in Francia il Tour de France Automobile, che, nonostante l’immane tragedia di Le Mans del 1955, riuscì a celebrare nel 1986 la sua cinquantesima e ultima edizione, mantenendo inalterata la formula originale.
Le tre Mille Miglia disputate nel 1958, 1959 e 1961, pur conservando il nome e approssimativamente la medesima distanza da percorrere, ma senza un numero d’ordine e il tributo a Franco Mazzotti, si svolsero in maniera completamente differente dalle edizioni che le avevano precedute.
DAL 1977 AD OGGI
Nel 1977, per celebrare il cin-quantenario della Coppa delle 1000 Miglia, l’Automobile Club di Brescia organizzò il Rally 1000 Miglia sulle strade della provincia, riprendendo la formula della manifestazione di regolarità con prove di classifica di velocità, idea già adottata nelle ultime tre Mille Miglia disputate a partire del 1958, ma codificata dalla FIA fin dagli anni Cinquanta per le gare che costituivano il campionato europeo Rally. In occasione di quel cinquantenario, sull’onda del crescente fenomeno del collezionismo di auto d’epoca, fu organizzata anche una rievocazione della corsa da Brescia a Roma e ritorno, riservata alle vetture storiche, stilando la classifica finale sulla base dei risultati nelle prove di precisione disposte lungo il percorso. La ripetizione della manifestazione, allungandone il tracciato, richiedeva, tuttavia, un’organizzazione che si occupasse a tempo pieno e con ingenti forze, anche economiche, del suo allestimento.
La nuova organizzazione esordì nel 1982 in occasione della seconda rievocazione storica, la prima a ripartire dalla tradizionale pedana in viale Venezia, e nelle repliche del 1984 e del 1986. Il successo di iscrizioni, passate dalle 220 del 1982 alle 350 del 1984 costrinse nel 1987 ad abbandonare la periodicità biennale in favore di quella annuale.
La rievocazione storica eredita dalla Mille Miglia di velocità non solo i simboli e alcuni punti del tracciato, ma soprattutto lo spirito, anche se la manifestazione odierna ha l’obiettivo di esaltare l’agonismo sotto forme diverse, non più legate alle prestazioni pure, ma sapientemente coniugato con il divertimento e il turismo.
Nel rispetto di una manifestazione riservata a vetture d’epoca, dal 1993 è obbligatorio l’uso di cronometri manuali, anziché quello di sofisticati congegni elettronici di misura, inoltre a partire dal 1996, viene incentivata, attraverso opportuni coefficienti di classifica, la partecipazione di vetture più anziane, meno competitive e di più difficile condotta.
Fabrizio Salvati
Stampa la pagina Invia l'articolo ad un amico
 
Link correlati
Vota l'articolo
Questo articolo non è stato votato