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Alla conquista del Terminillo
Inviato da : admin Sabato, 28 Giugno 2008 - 10:03
Personaggi
Macchina fotografica e «Topolino», alla conquista del Terminillo
Ho rincontrato al Terminillo un personaggio, direi storico, per la sua profonda conoscenza della montagna, quella di una volta.
Silvano Leonardi ha interpretato per anni, attraverso l’obiettivo della Sua macchina, fotografica aspetti ormai dimenticati di luoghi, di abitudini e di personaggi. Figlio del responsabile dello zoo di Roma, partiva con i pulmann della C.I.T. da Piazza Esedra (ora piazza della Repubblica) strapieni di sciatori che alle sei di mattina, sci in spalla, si preparavano a raggiungere il Terminillo per i cosiddetti ma famosi «cannibali».
Allora lo sci era ai promordi, l’abbigliamento era rimediato, e gli sci, senza lamine spesso si incollavano alla neve, specie se «sciroccosa».


Questi sono un po’ i racconti che mi fa Silvano, vecchio Alpino ed autore di un bassorilievo della Madonna del Don che si trova nella chiesetta del Terminillo. Leonardi possiede un notevole archivio fotografico della nostra montagna anni ’40 e ’50. Per questioni di spazio è possibile inserire nella rivista solo alcune immagini.
Una mostra la Valletta di Pian de’ Valli che allora rappresentava la palestra dei cannibali ovvero degli scitori alle prime armi. Le immagini ci mostrano un terreno privo di alberi, con una discesa che iniziava in alto dove ora sono i residences Excelsior e Beta. Sulla sinistra la prima struttura dell’Albergo Cristallo, ora ampliato e ristrutturato.
Leonardi spesso, mi dice, saliva anche con una Fiat «Topolino A» insieme al suo partener Pucci Giardina famoso fotografo di attrici e scatti per i più noti rotocalchi.
È divertente dare uno sguardo agli occupanti della «Topolino» il cane San Bernardo, dal nome greco «Atreo» occupava malamente con i suoi 80 Kg. i posti posteriori praticamente inesistenti, per cui la cappottino decapottabile veniva lasciata aperta per farci entrare il bestione.
Al posto di guida lo spazio, necessariamente, doveva essere lasciato al guidatore, ma il povero Silvano a, fianco, era occupato ad abbracciare tutte le apparecchiature fotografiche e altri «impedimenta».
Viaggio non certo comodo, ma allora le cose si facevano con spirito goliardico. Stessa cosa accadeva sui «torpedoni» della C.I.T., dove la goliardia era di casa con canti, lazzi e corteggiamenti alle ragazze con qualche matrimonio successivo! Certamente bisognava ingannare le due ore e mezzo di strada... la Salaria, tutte curve e mal di stomaco.
Il Padre di Silvano permetteva talvolta al figlio di portare al Terminillo alcuni animali dello zoo. Molte immagini mostrano bambini che abbracciano il Lama o Pinguini che slittano sulla neve per poi scendere a Rieti ed entrare al bar delle Quattro Stagioni finendo poi sul giornale in un articolo di Sergio Carrozzoni.
L’armamentario logistico di cui disponeva il fotografo comprendeva varie componenti fra cui una botticella (piena, dato che parliamo.di un alpino) e una tenda «Moretti» del tipo «Zingarella» usata come magazzino nella spedizione sul K2 da Achille Compagnoni.
La tenda era stata regalata dallo stesso signor Ettore Moretti. Mi precisa però Leonardi che non poteva certo pernottare dentro quello scomodo rifugio, per cui era solito farsi ospitare da Emilio fusacchia nella omonima pensione, dove, ancora oggi, è rimasta la famosa botticella (vuota).
F. Ferriani
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