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Asfalto e colori
Inviato da : admin Sabato, 28 Giugno 2008 - 10:09
I madonnari artisti di strada che portano il «cielo in terra»
Qualcuno passa ostentando indifferenza, altri si fermano affascinati ad osservare. Altri ancora frugano nelle tasche e lasciano cadere qualche spicciolo nella ciotola. Ma chi saranno questi sconosciuti che sporchi di colore, chini sulle loro opere, fanno fiorire di colori e immagini le nostre strade? Chi saranno questi maghi che portano il cielo in terra, trasformando l’umile terreno che quotidianamente calpestiamo, in un’opera da guardare con ammirazione e devozione? Li chiamano madonnari.

Sono artisti di strada che prendono il nome dalle immagini sacre, principalmente Madonne, che sono soliti disegnare. In genere, il madon-naro è un artista ambulante che si sposta da un paese all’altro in occasione di sagre e feste popolari.
Esegue i suoi disegni utilizzando come tela l’asfalto, i marciapiedi e il cemento dei centri urbani. Forse non è a tutti noto ma la tecnica dei gessetti, è difficilissima perchè il materiale soft  tende a sporcare gli altri colori. Questo tipo di arte, che molti definiscono «povera», ha una grande tradizione che, come si evince da varie descrizioni letterarie, era già presente in tutta l’Europa fin dal sedicesimo secolo. Eredi dei pittori di icone bizantine,i primi madonnari nacquero probabilmente nel tardo medioevo.
Erano artisti poveri, ma di grande talento, e con materiali effimeri e colori ricavati sul posto, sfruttando e manipolando terre e pigmenti naturali senza collante, riproducevano per la gioia degli occhi di tutti, immagini sacre di artisti famosi, i cui originali erano spesso riservati alla vista esclusiva di pochi ricchi committenti e delle loro corti. Il madonnaro esplica la sua arte lavorando all’aperto sui sagrati delle Chiese, nelle strade, dove, attirando l’attenzione dei passanti, riesce a farsi lasciare degli oboli in omaggio alla sua produzione. Dato il materiale impiegato, dopo qualche giorno l’opera sbiadisce fino a svanire del tutto alla prima pioggia.
Questo è anche il motivo per cui solo di recente è stato possibile iniziare ad avere una documentazione visiva. La tradizione dei madonnari, veri e propri maestri dell’effimero, nel periodo successivo al secondo conflitto mondiale, si stava definitivamente perdendo.
Il numero di questi artisti era infatti sensibilmente diminuito. Alcuni di loro, nei primi anni ’70, decisero di dar vita ad un’evento annuale che potesse dare dignità e visibilità a questa forma d’arte popolare. Uno dei primi incontri avvenne il 15 agosto 1972  a Curtatone, vicino Mantova. Alla manifestazione si presentarono solo dieci madonnari ma quel primo tentativo, povero di mezzi e di partecipazione, si rivelò fondamentale per la riscoperta di un’arte antica così profondamente legata alla religiosità popolare. Nel corso degli anni successivi infatti, sono nate tantissime altre iniziative, anche all’estero.
Questi artisti, non di rado, sono molto abili nella loro tecnica, decisamente particolare e inusuale, e riescono a creare dei veri capolavori. La caratteristica principale dell’opera su strada, risiede però nell’essere effimera e quindi, indipendentemente da ciò che raffigura, evoca la finitezza dell’essere umano e la sua transitorietà. Contrariamente a quanto può ritenere qualche benpensante, i veri madonnari, non sono dei barboni o vagabondi, ma artisti, spesso eccezionali, che di città in città, fanno cate-chesi e si inseriscono a pieno titolo, nel culto mariano più popolare ed autentico.
Oggi, pur nel rispetto dello spirito tradizionale, ai madonnari, si sono aggiunti anche pittori qualificati, artisti di varie tendenze e semplici appassionati che, con produzioni a volte discutibili, elaborano madonne, altri temi sacri ma anche nature morte e temi di fantasia. Negli ultimi tempi è facile imbattersi anche in artisti le cui opere, modernissime e stupefacenti, possono essere definite a tre dimensioni.
Per saperne di più, si può visitare il sito dell’A.M.I., Associazione Madonnari d’Italia . (www.mado-nnari.it).
E. F
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