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I Misteri di CASA NOSTRA
Inviato da : admin Sabato, 28 Giugno 2008 - 10:24
Tra storia e leggenda
I Misteri di CASA NOSTRA
di Egisto Fiori
Cantalice, 20 maggio 1599
Un cadavere con la testa mozzata crea indubbiamente scalpore, in particolar modo, se rinvenuto nei pressi di un piccolo paese. La popolazione di Cantalice da giorni, non parla  d’altro. È un contadino del luogo, al lavoro in un campo nei pressi dell’osteria di Santa Susanna, che il giorno 17, è stato protagonista della macabra scoperta. Il cadavere, liberato dalle vesti intrise di sangue, è stato seppellito a qualche metro di distanza dal punto del suo ritrovamento.

Chi sarà mai quell’uomo riverso, decapitato e abbandonato lungo la mulattiera che porta al centro abitato? In paese, all’appello, non manca nessuno e quindi deve per forza trattarsi di un forestiero. La morte, assicurano gli esperti, è avvenuta almeno due giorni prima del macabro ritrovamento. Il corpo, secondo chi lo ha visto, appariva robusto e gli abiti che indossava sembravano quelli di un benestante. Che fine avrà fatto la testa? È stata nascosta per celare l’identità della persona uccisa? Tra gli abitanti di Cantalice, si stanno facendo strada  le ipotesi più fantasiose. L’oste della locanda di Santa Susanna asserisce di aver dato alloggio, tre giorni prima del ritrovamento del corpo, a quattro sconosciuti. La descrizione degli abiti di uno di loro, corrisponde a quella delle vesti trovate indosso al cadavere. L’uomo, ricorda l’oste, aitante e di bell’aspetto, a differenza degli altri che lo seguivano a piedi, procedeva a cavallo. Che sia proprio lui il malcapitato? Alcuni che hanno visto il gruppo, giurano di aver riconosciuto in uno del quartetto, il bandito Marco Tullio Bartoli. Sarà vero? In ogni caso, i gendarmi stanno  indagando e oltre a raccogliere testimonianze, sanno che è stato segnalato in zona Olimpio Calvetti. Forse agli abitanti di Cantalice questo nome non dirà nulla ma è bene sapere che pende una taglia sulla sua testa e da mesi non si hanno sue notizie. Olimpio Calvetti, castellano della Rocca della Petrella, proprietà dei Colonna, è infatti accusato di aver ucciso il conte Francesco Cenci, nell’ambito di un complotto ordido da alcuni familiari del nobile romano, tra cui la giovane Beatrice Cenci. Beatrice con i suoi fratelli e la matrigna Lucrezia Petroni sono a Roma, reclusi, e la testimonianza di Olimpio può dare una svolta al processo inchiodando i Cenci alle loro responsabilità. Il movente per l’omicidio di Cantalice potrebbe essere stato quindi quello di togliere di mezzo un testimone scomodo. Anche le ragioni della decapitazione, a questo punto, apparirebbero più chiare ma il corpo ritrovato è realmente quello del Calvetti? E perchè agire solo ora, a mesi di distanza dall’uccisione del conte Francesco? Non sarebbe stato più conveniente per i Cenci, sbarazzarsi subito di Olimpio e di Marzio Catalano,che sotto tortura ha già ammesso la sua complicità nel delitto di Petrella? Di contro, voci insistenti assicurano che Olimpio Calvetti non solo sia stato fino ad ora nascosto e protetto proprio dalla famiglia Cenci  ma che addirittura il castellano dei Colonna sia stato l’amante della giovane Beatrice.
Attualmente si è alla ricerca di Marco Tullio Bartoli che si dice, potrebbe aver agito su commissione e una volta ucciso Olimpio Calvetti, reso irriconoscibile il cadavere per allontanare eventuali sospetti dai Cenci. La testa del Calvetti inoltre, mostrata al mandante, può essere stata la prova dell’avvenuto omicidio.
Per il momento però, al vaglio degli inquirenti ci sono solo ipotesi e nonostante la zona sia stata battuta meticolosamente, della testa non c’è traccia.
Cittaducale 24 maggio 1599
I misteri, come le sventure, spesso non vengono da soli. Il cranio di Olimpio Calvetti è ora insospet-tabilmente spuntato a Cittaducale prendendo poi la via di Antrodoco, per essere esposto a monito, presso il monastero di S. Quirico. È qui che la testa, grazie a testimoni, è stata finalmente riconosciuta come quella del Calvetti.
Il delitto di Cantalice però, presenta ancora molti punti oscuri. La morte del castellano di Petrella è un delitto su commissione attribuibile ai Cenci oppure è avvenuta, secondo quanto dichiarano alcuni testimoni, in seguito ad uno scontro tra soldati e banditi? Qualcuno considera forse a ragione Mario Guerra, cugino dei Cenci, uno dei possibili mandanti dell’omicidio ma ancora una volta, è solo un’ipotesi. La tesi che i Cenci siano i mandanti del delitto di Cantalice, è la tesi più accreditata ma perchè si sarebbe fatto sfigurare il cadavere così orribilmente per poi decidere qualche giorno dopo, di far ricomparire la testa mancante? Forse c’è effettivamente stato uno scontro tra soldati e briganti ed è proprio in questo frangente che la testa di Olimpio, potrebbe essere stata persa o abbandonata dai suoi assassini. Il mistero della testa ritrovata potrebbe però essere sciolto più semplicemente. Il capitano De Santis infatti, si attribuisce il merito di aver assicurato Olimpio Calvetti alla “giustizia”,promettendo 200 scudi a chi, vivo o morto, gli avesse consegnato il castellano dei Colonna. Il bandito Marco Tullio Bartoli infatti, tradendo la fiducia del Calvetti , potrebbe averlo ucciso tagliandogli il capo per poi mostrarlo al De Santis come prova. Riscossa la taglia, il brigante deve essersi disfatto della testa o intendendo ottenere profitto anche dai Cenci, può averla persa in battaglia. 
Certo è che lo svolgimento del processo seguito alla morte di Francesco Cenci, non si potrà avvalere della preziosa testimonianza di Olimpio Cal-vetti, che per la storia rimarrà, uno dei protagonisti del delitto Cenci, avvenuto alla Rocca della Petrella il 10 settembre 1598.
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