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Parrocchia di Vazia
Inviato da : admin Sabato, 28 Giugno 2008 - 10:29
«TRA ACCOGLIENZA E SOLIDARIETA’»
Quella infaticabile Parrocchia di Vazia
L'infaticabile … l’inarrestabile  Vazia, una parrocchia sempre pronta  a dare le la sua adesione dove si parli di accoglienza di solidarietà, di ascolto. Appena di ritorno dal Meeting della Solidarietà tenutosi a Rieti in occasione della Settimana dei diritti umani, dove senza indugio a risposto affermativamente alla richiesta di essere presente come Caritas «Santa Maria delle grazie», grazie alla disponibilità e all’entusiasmo delle nostre signore e delle nostre aiutanti più giovani, una partecipazione che è stata motivo di crescita per chiunque ci sia stato.


Eccola di nuovo in movimento, un mercoledì più di cento cappellini blu invadono Via Gregorio Settimo alla volta di  San Pietro, un allegro serpentone tutto blu, quale colore più appropriato.
Un allegro corteo, condotto con maestria dal nostro sacerdote che precedentemente aveva studiato il percorso e i punti di ristoro, come ogni bravo pastore. Ma non era solo,con noi il diacono sempre attento alle necessità di tutti, ed ai pericoli delle strade di Roma, e Don Giovanni che faceva da guida .
 In tale contesto i cappellini blu avanzavano verso la meta, tutti all’udienza del papa a far benedire da Sua Santità la bella statua della madonna intitolata a «S. Maria delle Grazie», in terracotta smaltata, che il giovane artista ceco Karel Žàk, ospite di Don Zdenek, ha realizzato per la piccola cappella, cotta e smaltata dalla ditta Gialetti di Deruda.
 Lì,  sotto il sole implacabile, i cappellini blu hanno atteso con fiducia che venisse enunciato il nome della comunità parrocchiale di Vazia , e l’hanno accolto con un esuberante grido di gioia accompagnato da uno sfarfallio di copricapo che volevano quasi toccare il cielo, così vicino… in quel luogo…
Di ritorna a casa, in silenzio per la stanchezza, o forse per conservare più a lungo possibile quell’immagine, quel pensiero,  che ogni uno meditava dentro di se, «quello sguardo del Santo Padre era per me,… solo per me!!!»
Un dono raro che sapremo conservare, in uno scrigno prezioso nel profondo della nostra anima, lontano da ogni contaminazione perché… «era tutto per me».
Maria Teresa Audino
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