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Cambiare si può e si deve
Inviato da : admin Lunedì, 24 Novembre 2008 - 11:20
Cambiare si può e si deve: Il volontariato e i Centri di Servizi per il volontariato
A partire dalla nostra costituzione che sancisce, tra gli altri, il diritto ad associarsi liberamente (art. 18) ed il principio di sussidiarietà (art.118), passando alla L.266/91 (legge quadro sul volontariato), per arrivare alla risoluzione del Parlamento Europeo che incoraggia gli stati membri e le autorità locali a riconoscere il valore del volontariato per la promozione della coesione sociale ed economica1, ne è stata fatta di strada. Sembra ormai che, almeno formalmente, a tutti i livelli istituzionali sia stata riconosciuta l’alta valenza del volontariato. Un’alta valenza frutto, prima di tutto, della sua intrinseca capacità di motivare e mobilitare le persone educandole all’impegno civile e alla cittadinanza attiva.  

Un volontariato dunque capace di creare legami di prossimità ed incentivare la coesione e il capitale sociale. Questo soprattutto laddove crescono solitudini e si rompono le tradizionali reti di solidarietà; dove la società moderna e globalizzata diventa sempre più insensibile ed individualista; dove la solitudine di molti si accompagna sempre più al senso di incertezza ed insicurezza. Riconoscimento che però ad tutt’oggi ancora non sembra essere sufficiente a legittimare la presenza e la partecipazione attiva del mondo associazionistico ai tavoli in cui si pianificano le politiche territoriali così come tra l’altro prevede la legge L. 328/002. Un volontariato quindi che pur militando in prima linea a sostegno delle categorie più deboli, pur essendo schierato a difesa dei diritti fondamentali dell’uomo nella sua naturale funzione di advocacy, non riesce a conquistare quel ruolo di interlocutore privilegiato delle istituzioni, locali e non, che gli dovrebbe essere invece riconosciuto sia per diritto sia per la sua conoscenza particolareggiata della realtà territoriale in cui opera.  Un volontariato che, pur difendendo la propria autonomia e libertà d’azione, fatica spesso a sopravvivere ricco della passione e dedizione di tante persone ed allo stesso tempo povero di risorse economiche adeguate a rispondere alla crescente domanda di aiuto proveniente da chi si trova in difficoltà. Questo, in poche parole, quello che fanno quotidianamente e che rivendicano le numerose associazioni della nostra Provincia che operano in vari settori quali quello della sanità, dei servizi sociali, della disabilità, dell’ integrazione, della cultura, dell’ambiente e della protezione civile. Questa, analogamente, la realtà con cui si confrontano quotidianamente i Centri di Servizi per il Volontariato (di seguito CSV)  istituiti proprio dalla L. 266/91 all’art. 15. I CSV nascono per sostenere e qualificare l’azione del volontariato e della cittadinanza attiva realizzando ogni attività utile a promuovere e sviluppare le organizzazioni di volontariato e l’associazio-nismo di promozione sociale. Questo obiettivo viene da tempo perseguito attraverso l’erogazione gratuita di una serie di dervizi che vanno dalle consulenze di tipo amministrativo-contabile-fiscale, alla formazione, alla consulenza progettuale, all’informazione e promozione del volontariato. Così come le associazioni anche i CSV della Regione Lazio (Cesv e Spes), che festeggiano nel 2008 i dieci anni di vita, sono cresciuti ed hanno implementato la quantità e qualità dei servizi erogati adattandoli alle mutevoli esigenze delle organizzazioni fino ad arrivare a sviluppare una serie di servizi cosiddetti di seconda generazione. Tra questi rientra in primis la sfida del prossimo triennio che vedrà i CSV dotarsi e dotare le associazioni degli strumenti necessari per costituire e far funzionare le reti territoriali. Reti che sono naturale e necesne trasformatrice che è tanto più concreta ed incisiva quanto più condivisa e sostenuta da tutti. Altro punto focale della programmazione dei CSV è quello relativo alla tematica del ricambio generazionale del volontariato problema che accomuna in generale tutte le associazioni. Basti pensare che  l’iden-tikit del volontario, tracciato da una ricerca della Fivol, ci presenta un soggetto ultraquarantenne discretamente inserito nel mondo del lavoro. Sempre la FIVOL (2004) stima che solo il 10% dei soggetti che svolgono in modo continuativo attività di volontariato sono al di sotto dei 30 anni. Da questa premessa sembra chiaro che l’invecchiamento del volontariato sia il risultato di una situazione di generale precarietà ed instabilità in cui si trovano a vivere oggi i giovani. Non è invece altrettanto evidente come questa scarsa vocazione al prossimo sia anche conseguenza di una sostanziale incapacità delle tradizionali agenzie formative, formali e non, di promuovere il valore della solidarietà e della cittadinanza attiva. Uno degli strumenti messi in campo dai CSV in questo ambito è il progetto scuola e volontariato attraverso cui viene incentivato l’incontro tra studenti e associazioni. L’obiettivo è quello di stimolare la creazione di un nuovo circuito di giovani cittadini consapevoli, che possano garantire una continuità ed un ricambio all’interno dell’associazionismo. La promozione del volontariato giovanile passa poi anche attraverso il sostegno che i CSV forniscono alle associazioni per la presentazione di progetti di servizio civile; passa attraverso la  realizzazione di manifestazioni ed eventi di promozione del volontariato come «SolidaRieti», il meeting del volontariato e della solidarietà che si svolge nella nostra Provincia da cinque anni e che nel 2008 ha visto la partecipazione di circa 80 associazioni. Passa attraverso una continua sperimentazione di nuove strategie rivolte alla sensibilizzazione  della cittadinanza. I CSV, nati come erogatori di servizi di base, sono divenuti con il tempo veri e propri centri di riferimento e coordinamento per il mondo associazio-nistico nella Provincia di Rieti aperti a tutti coloro che vogliono conoscere più da vicino il mondo del volontariato (Cesv – Centro Servizi per il Volon-tariato – Piazzale Mercatanti, 5 – 02100 Rieti. www.cesv.org – info-rieti@cesv.org – Tel. 0746.272342 – Fax 0746.488131).
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