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Il mondo dell’uomo
Inviato da : admin Mercoledì, 26 Novembre 2008 - 18:58
La Comunità di vita «MONDO X»: il mondo dell’uomo
Dagli insegnamenti di Padre Valerio Vittor hanno origine una tenace voglia di vivere e una forte aspirazione a costruire il proprio futuro
Avevamo salutato la comunità di vita «Mondo X» nel secondo numero di «Orizzonti» del giugno 2007, grazie ad una splendida e illuminante conversazione con l’allora responsabile della struttura Padre Valerio Vittor, dei frati minori francescani.
Nel corso dell’anno ci sono stati dei cambiamenti, soprattutto in seguito all’improvvisa e altrettanto drammatica malattia del suddetto che ha privato i ragazzi del centro, nonché tutta la comunità, della sua presenza. 

Questo non ha impedito al suo messaggio e a quello del fondatore dell’associazione, Padre Eligio Gelmini, di continuare a sortire i suoi effetti positivi. Primo fra tutti il desiderio di perpetuare la loro impresa. E, allora, gambe in spalla e… tutti all’opera! È proprio così, sembra che sia vero il concetto secondo cui colui che semina raccoglie i frutti del proprio impegno, in questo caso lasciamo spazio alle riflessioni e all’osservazione di ciascun lettore.
«Mondo X» e «Telefono Amico» nacquero con la finalità di difendere l’uomo, con l’intento di far uscire l’individuo da uno stato di debolezza e di insicurezza e di fargli acquisire consapevolezza di sé e delle proprie capacità.
All’interno della comunità di vita si affrontano le difficoltà quotidiane ed è per tale ragione che, se un membro del gruppo è impossibilitato a compiere il proprio ruolo – come e accaduto a Padre Valerio – si reagisce, ci si fa carico del problema e si risolve.
Come ci spiega Matteo, ora responsabile della struttura, ogni persona della comunità deve aver affrontato un percorso ben preciso e deve aver condiviso con gli altri delle tappe significative per la propria crescita personale e per la sopravvivenza del gruppo stesso.
La comunità di vita non è un ricovero, non ci sono né assistenti, né assistiti, si vive come in famiglia: si affronta la giornata con sobrietà, lavorando e lottando per se stessi e per gli altri. La cura dell’orto, l’allevamento degli animali e i lavori di artigianato sono i risultati delle attività manuali dei ragazzi. Infatti, cosa ben più profonda, ciò che loro costruiscono concretamente non si esaurisce in un panorama idilliaco e in un ordine eccezionale, in quanto tutto ciò corrisponde ad un atteggiamento di natura mentale, ossia al lavoro di realizzazione personale, destinato a restituire alla famiglia e alla società un suo protagonista, smarritosi a se stesso.
Il termine comunità di vita non è casuale ed è ben diverso dal concetto di comunità terapeutica e di recupero, poiché nella prima l’accento è posto sull’uomo, sulla sua interiorità e sulla capacità di lavorare per sviluppare il senso di autonomia e di creatività. Solamente se si conosce il proprio Ego si riesce ad essere utili agli altri. Si opera sui propri tratti caratteriali e sui propri sentimenti, occorre sciogliere i nodi irrisolti, capire cosa ha fatto perdere i propri obiettivi per riuscire, in seguito, a comunicare con l’esterno.
Questo è un altro tratto fondamentale per l’individuo che vive in comunità: lo scambio sociale, la comunicazione e la compassione sono componenti basilari per esprimersi al meglio. In latino, il termine compatire (da ***** e pati), significa condividere le esperienze, partecipare alle sofferenze del prossimo, ciò dimostra che per comunicare occorre attribuire senso comune all’agire di gruppo.
D’altronde, l’immagine che i nostri sguardi possono catturare nel Santuario francescano della Foresta, che accoglie la comunità di vita «Mondo X», esprime chiaramente il risultato di un impegno svolto con amore, collaborazione e sacrificio.
I ragazzi, a cui va l’ammirazione di tutti, ci rendono partecipi della bellezza della natura e dell’essere umano che, rialzatosi in seguito ad una brutta caduta, vuole dimostrare di essere grato alla vita e a chi gli ha dato la possibilità di  manifestare il proprio valore.
Come ha sottolineato Matteo, durante la nostra conversazione: questo è il nostro grazie rivolto a chi ci ha guidati e ci ha elargito insegnamenti preziosi.
Il valore immenso che i ragazzi di «Mondo X» danno alla vita si vede in ogni angolo del Santuario, in tutte le piante e i fiori che sbocciano ogni giorno, nella lunga e ordinata fila di annaffiatoi che aspettano il loro turno per distribuire acqua ai frutti dell’orto, nel modo in cui ognuno di noi viene accolto nella loro casa. Non resta che concludere avvalorando quanto finora detto con una celebre frase di Ioshua Meyrowitz che recita così: «Poiché le situazioni sono create da noi, le possiamo anche cambiare».
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