Orizzonti ieri, oggi e domani | Home | News | Cerca | Web Links | Raccomandaci | Invia News 
29 Apr 2017   05:37
Il giornale dell'Amministrazione Beni Civici di Vazia
Menu principale
On-line

Ci sono 2 visitatori e
0 utenti on-line

Sei un utente non registrato. Puoi loggarti qui.

Login

 Nickname

 Password

 Ricordami


Lingue

Scegli la lingua:

Chiare, fresche, dolci acque
Inviato da : admin Mercoledì, 26 Novembre 2008 - 19:01
Chiare, fresche, dolci acque
La Valle del Velino è considerata una delle più suggestive dell’Appennino per le sue caratteristiche naturali, il clima fresco, ben ventilato e temperato da brezze costanti anche d’estate. Ma soprattutto per l’enorme presenza di sorgenti e acque di superficie, sotterranee, termali, come quelle di Cotilia, Cottorella e Antrodoco
Le Terme di Cotilia si trovano in una frazione di uno dei gioielli della provincia di Rieti, Castel Sant’Angelo. Un grande fascino, tra storia e leggenda, si intreccia attorno a queste terme dalle quali sgorgano, in grande abbondanza, acque che un tempo venivano ritenute sacre. In epoca pre-romana il grande Santuario di Cotilia era infatti meta di pellegrinaggio per i fedeli che si recavano a consultarne l’Oracolo. 

Col tempo Cotilia perse il suo carattere di centro religioso, affermandosi come uno dei centri termali preferiti dalla nobiltà romana. Conobbe il suo periodo di massimo splendore durante la dinastia degli imperatori Flavi che costruirono nella zona splendide ville e un lussuoso complesso termale. Le copiose sorgenti di acque acidule, solforose e ferrate attrassero i Romani, che vi stabilirono un vero e proprio centro turistico-termale, come testimoniano i resti delle ville degli imperatori Tito e Vespasiano e gli scritti di Varrone, Seneca, Plinio, Virgilio.
Nella valle che ora ne porta il nome, fu martirizzato San Vittorino, fatto appendere a testa in giù sulle sorgenti solfuree dall’imperatore Nerva. Le invasioni barbariche e la successiva decadenza dell’Impero Romano segnarono il degrado e l’abbandono di Cotilia delle cui acque termali si ritrovano notizie solo nel Rinascimento. Alla fine dell’Ottocento la medicina ufficiale ha riconosciuto le qualità terapeutiche delle acque di Cotilia dove, nel frattempo, era sorto un piccolo stabilimento termale. Il complesso, ripristinato e ristrutturato più volte, è ora un moderno e attrezzato Centro Termale.
L’area che circonda il Complesso Termale di Cotilia è caratterizzata dall’abbondanza di acque termali che sgorgano dalle due fonti di Vecchi e Nuovi Bagni. Tre laghetti, numerose sorgenti e piccoli ruscelli formano un bacino idrico raticamente illimitato, noto per le caratteristiche chimico-fisiche delle sue acque sulfuree. Oggi la medicina ufficiale riconosce le proprietà terapeutiche dell’acqua di Cotilia, impiegata nella prevenzione e nella cura di svariate pa-tologie nell’ambito di una moderna e attrezzata struttura termale.
Il Centro offre numerose cure e applicazioni, tra le quali fanghi, bagni, idromassaggi, inalazioni, aerosol, nebulizzazioni. Alle Terme si praticano anche trattamenti riabilitativi ed estetici.
La località termale è inserita in un contesto storico-naturalistico di grande fascino: i laghi vulcanici, le gole del Velino, il Terminillo e le vicine città medievali, c’è solo l’imbarazzo della scelta per eventuali escursioni.
In località Caporio, poco distante da Cittaducale, si trovano i resti del complesso chiamato «Terme di Cotilia» o «di Vespasiano», o anche «Villa di Vespasiano», una struttura ben conservata che si estende per quattrocento metri di lunghezza, sviluppata su quattro terrazzamenti. Una grande vasca scavata nella roccia, ancora semi-interrata, si trova sul secondo terrazzamento, raggiungibile attraverso tre rampe di gradini: a nord e a est una serie di costruzioni, altre nicchie e locali che si raccolgono in un ambiente absidato che aveva probabilmente la funzione di ninfeo, una fontana monumentale che deve il suo nome all’antica funzione di tempio delle Ninfe. Tracce di un mosaico in bianco e nero sono presenti nel vano che si ipotizza portasse al portico, del quale si deduce l’esistenza dalle strutture che circondano il tutto. Insomma: storia e benessere in un paesaggio fantastico!
Per informazioni: Terme di Cotilia, Via Salaria, km 102, Castel Sant’Angelo; tel. 0746 603036, fax. 0746 603176. Periodo di apertura: dal 1° giugno al 31 ottobre.

Situate alle pendici del Monte Belvedere, immerse in un parco attrezzato, le Terme di Cottorella sono un’oasi di pace e serenità. La loro acqua appartiene al gruppo delle acque oligominerali bicarbonato-alcalino-terrose, particolarmente indicate nelle diete povere di sodio per la loro elevata capacità diuretica e il basso contenuto di sodio. Note già agli antichi romani, le Acque di Cottorella erano stimate dall’imperatore Vespasiano, da papa Gregorio IX e dal Bramante, che con la loro presenza contribuirono ad accreditarne le qualità terapeutiche. I frati del vicino convento di Sant’Antonio al Monte da tempo immemorabile rifornivano di barili di Acqua Cottorella l’ospedale romano di Fatebenefratelli, per la cura dei malati di vescica, e le moderne tecniche di analisi hanno confermato l’effettiva validità tera-peutica delle acque. Già nel 1926 il Ministero dell’Interno autorizzò l’imbottigliamento «dell’Acqua Cottorella digestiva, antiurica di rara purezza». Il Complesso Termale dispone di sala medica, bar, ristorante, pista di pattinaggio e parco giochi. I dintorni della fonte sono molto belli e si prestano a numerose escursioni, a piedi o a cavallo, nell’incantevole scenario dei Monti Reatini, al Lago di Piediluco, al Monte Belvedere e alla Villa San Mauro, da cui si gode il panorama di tutta la conca reatina. Nei dintorni sono raggiun-gibili i santuari francescani di Poggio Bustone, Greccio, Fonteco-lombo, La Foresta, l’abbazia di Farfa, e i laghi di Turano, del Salto, Lungo e di Ripa Sottile. Inoltre per chi ama lo sport vissuto a contatto con la natura, il Monte Terminillo è molto apprezzato sia per sport invernali sia per un soggiorno estivo.
Per informazioni: Terme di Cottorella, Via Fonte Cottorella, 19, Rieti; tel. 0746 271640, fax 0746 203693. Aperte tutto l’anno, dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 19.

Le antiche Terme di Antrodoco, il cui territorio è da sempre stato ricco di sorgenti di acque sulfuree, sorgevano ai confini degli attuali Comuni di Borgo Velino e di Antrodoco. Proprio in quel luogo, in occasione dei lavori per la costruzione della ferrovia Rieti-L’Aquila, nel 1865 circa, furono trovati importanti reperti archeologici, che purtroppo non sono stati valorizzati o quantomeno conservati. Nel 1621 Salvatore Massonio scrive «Breve et utile discorso di Salvatore Massonio delle facoltà et dell’uso dell’acque dell’antico bagno di Antredoco». Oltre all’attuale area termale, infatti, gli antichi romani utilizzavano anche l’area originale delle terme, in zona Canapine. L’acqua sulfurea sgorgava dalle pendici del Monte Cotischio, l’attuale Monte Giano, ed erano visibili anche altre sorgenti nei territori confinanti. In questa zona i bagnanti utilizzavano per le proprie cure delle pozze naturali, rigorosamente separate quelle riservate agli uomini da quelle delle donne. Le qualità terapeutiche delle acque sulfuree di Antrodoco furono poi conosciute anche in tutto il Regno di Napoli.
Nel 1865 venne realizzato uno stabilimento termale con una struttura organizzativa più moderna. Fu costruito l’attuale edificio storico, munito di vasche da bagno, locali per le cure e un ampio parco dove poter sostare sotto l’ombra degli alberi.
Agli inizi del ’900, le sorgenti conosciute erano due, una chiamata «Acqua del Molino» e una «Acqua a nordovest del Molino» e nel 1939 entrarono ufficialmente a far parte delle acque minerali italiane autorizzate dalla Direzione Generale Sanità Pubblica del Ministero dell’lnterno. Lo stabilimento costruito in quegli anni venne distrutto durante la seconda guerra mondiale e sarà ricostruito dopo il 1945. Negli anni dal 1957 al 1977, le Autorità Sanitarie autorizzarono l’apertura di uno stabilimento termale ritenendo queste sorgenti idonee dal punto di vista igienico-sanitario. Purtroppo, nonostante la riapertura fosse stata annunciata per il 2007, le Terme non sono ancora tornate in funzione.
Per informazioni: Comune di Antrodoco, Servizi sociali, cultura e turismo, tel. 0746 578185.
Stampa la pagina Invia l'articolo ad un amico
 
Link correlati
Vota l'articolo
Questo articolo non è stato votato