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«Giggiferro» un nome una garanzia
Inviato da : admin Mercoledì, 26 Novembre 2008 - 19:08
«Giggiferro» un nome una garanzia
«Adesso che praticamente sono fuori dalla mischia, sai che ti dico? Per tanti anni sono stato ufficialmente assistente allenatore, ma nella realtà il coach effettivo ero io».  Così afferma Luigi Simeoni, alias «Giggiferro», per 35 anni prima virgulto, poi giocatore, poi tecnico della Sebastiani, che ora si può confessare, tanto si sente fuori ed anche un pizzico sopra le vicende del basket reatino.


«Cosa vuole dire questa mia affermazione? Che, in pratica, mentre il coach di turno si agitava, toccava a me raccogliere le fila della squadra per indicargli le soluzioni giuste. A chi mi riferisco? Non te lo dico. Però parlo naturalmente di Serie A».
Il gossip dunque resta nel computer, ma il personaggio Simeoni è vero a tutto tondo. Atleta (medaglia di bronzo ai Campionati italiani di salto in alto, primo Crosa, quello di Mediaset, secondo Gentile, quello del provvisorio record mondiale  a Città del Messico), poi cestista fino alla Serie A, quindi allenatore. Simeoni infatti ha superato tutti i corsi federali ai quali era ammesso, senza essere prima vice allenatore, essendo stato giocatore di Serie A.
Luigi Simeoni, attualmente è direttore tecnico dei «Cavaliers», questo il nomignolo della Spes Pallacanestro Rieti, giunta quest’anno in C/1 al termine di una marcia trionfale: 26 vittorie su 26 in regular season, 6 su 7 nei play-off, dei quali proprio il nostro è stato, per unanime riconoscimento, il protagonista assoluto.
Infatti quando l’allenatore Paolo Matteucci e la società hanno deciso il divorzio consensuale ad 8 partite dalla fine, è toccato proprio a Simeoni prendere per mano la squadra, in quel momento decimata dagli infortuni.
«Veramente – quasi si scusa il DT – io telefonai a Marco Schiavi, attuale allenatore della Spes, per fargli affidare la squadra, ma purtroppo era impegnato».
«Gigi – racconta il Direttore Sportivo del sodalizio, Attilio Pasquetti – s’è messo in tasca gli allenatori avversari ed ha vinto alcune partite grazie alla sua indubbia capacità di capire quello che succede in campo, attuando sempre al momento giusto le tattiche necessarie e mandando in campo gli uomini giusti. Le sue capacità sono decisamente superiori a questa categoria. E l’ha fatto vedere abbondantemente negli anni precedenti, sia con la Sebastiani che con la Virtus».
Solo per un attimo s’è pensato a «Giggiferro» quale allenatore della prossima stagione, poi su suo suggerimento da D.T. è stato ingaggiato Marco Schiavi, un ottimo elemento che raccoglie l’eredità dell’accoppiata Simeoni-Matteucci che ha fatto la sua parte nei rispettivi ruoli per le due promozioni in altrettante stagioni della Spes.
Ma cos’è questa «Speranza» inizialmente targata Poggio Fidoni? È una società fermamente voluta da Marzio Leoncini, uno che quando decide una cosa la fa bene. Si è visto al tempo del suo assessorato allo Sport, e poi in quello al traffico. Le costruzione di alcune strutture sportive,  il completamento del Guidobaldi e del Manlio Scopigno  la dicono lunga sulle sue capacità realizzative. Non è un caso dunque che la «sua» squadra abbia ottenuto due promozioni in altrettanti campionati  con una sconfitta in 52 partite. Tra le intuizioni di Leoncini c’è stata quella di coinvolgere Luigi Simeoni e Attilio Pasquetti, usciti scottati dall’esperienza Virtus (Angeletti li accompagnò alla porta troppo alla svelta) i quali hanno portato nella società esperienza e fantasia.
«L’allenatore che ho apprezzato maggiormente tra quelli passati alla guida della Sebastiani – dice Simeoni –  è stato Giancarlo Asteo che aveva la capacità di tirar fuori da ogni giocatore il meglio. Lui si preoccupava poco di chi aveva a disposizione, faceva allenare i giocatori e li metteva in campo in modo tale da ottenere sempre il massimo. Elio Pentassuglia invece era bravissimo a fare spogliatoio ed aveva un rapporto unico con i giocatori».
«Giggiferro» ha cominciato presto a gareggiare. I professori Guidobaldi e Filipponi lo scovarono nel mucchio dei partecipanti ai Giochi della Gioventù. Prima atletica, poi basket, militare nelle Fiamme Gialle con le cui stellette diventò medaglia di bronzo nel salto in alto. Non poteva sfuggire all’attenzione di Italo Di Fazi e da allora iniziò la parabola cestistico che da giocatore l’ha portato in Serie A fino al 1977, cui seguirono diverse esperienze soprattutto in Umbria.
«L’esperienza più divertente l’ho passata a Terni dove il prof. Egisto Armillei (il non dimenticato primario ortopedico che salvò il braccio destro di Gianfranco Sanesi stritolato da una pressa n.d.r.) voleva dar vita ad un movimento cestistico. Ho giocato, ma soprattutto ho preso dei bei soldi. Dopo è cominciata l’esperienza da tecnico che mi ha portato a collaborare con tutti i “coach” che hanno occupato la panchina della Sebastiani. Certo, ho imparato molto, ma  poi ho riflettuto che in tante occasioni loro parlavano ed io “facevo” le partite. Adesso  ho smesso tutto e  voglio andare solo in bicicletta».
Insomma, Luigi Simeoni spera vivamente di stare tranquillo. Poi si mette a fare il Direttore Tecnico. Tanto per avere domeniche tranquille!
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