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Santa Maria Mater Misericordiae a Cupaello
Inviato da : admin Giovedì, 15 Ottobre 2009 - 09:51
L’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia provvederà al finanziamento e quindi al restauro della vetusta Chiesa
La chiesa di Santa Maria Mater Misericordiae a Cupaello
Incastonato tra le antiche case del borgo di Cupaello Alto, possiamo ammirare uno dei più splendidi edifici monumentali del nostro territorio. Si tratta della chiesa di Santa Maria Mater Misericordiae. Come riportato dalla «Carta dei luoghi di culto della Diocesi di Rieti», il complesso, costituito da una cappella ed un edificio adiacente adibito ad oratorio pubblico, fu edificato nel 1662 ed è citato nella «Relatio ad Limina» del 1738, relazione triennale con la quale i vescovi informavano i papi sullo stato dei luoghi di culto.


Sesto Scappa, una delle memorie storiche del paese, ci racconta: «La leggenda, tramandata di padre in figlio dagli abitanti di Cupaello, vuole che l’edificio fosse stato edificato in seguito ad uno voto fatto alla Madonna da quattro fratelli della famiglia Matteocci, all’epoca molto influente nel paese, al fine di ottenere la guarigione della giovane sorella ammalata di peste. La donazione comprendeva anche sessantadue giunte di terreni boschivi e castagneti».
La pianta esagonale è una delle maggiori peculiarità della cappella interamente edificata in pietra. Dall’interno è possibile notare come essa sia costituita da un abside formato da sei archi concentrici ed un piccolo presbiterio alle spalle dell’altare. In quattro nicchie sono collocate stupende statue lignee raffiguranti Sant’Antonio da Padova, San Francesco, San Giuseppe e San Giovanni Battista. Ad intervallare le nicchie delle statue due tele: una ad oggi risulta essere sparita e l’altra in cui è rappresentata laVisitazione della Vergine Maria a Santa Elisabetta.
Nella parte superiore delle pareti sono raffigurati stupendi affreschi, alcuni dei quali in pessimo stato di conservazione a causa dell’umidità penetrata per le cattive condizioni del tetto. Nella zona dell’altare è situata una bellissima statua della Madonna col Bambino dai colori molto accesi, mentre nell’estremità della semicupola formata dall’abside è possibile notare un affresco raffigurante un sole con all’interno una colomba. Nella simbologia cristiana questi rappresentano rispettivamente Dio e lo Spirito Santo che infondono la loro benedizione dall’alto sui presenti.
La zona del presbiterio era collegata all’edificio adiacente adibito ad oratorio il quale, gravemente lesionato, è crollato pochi anni fa. Sulle sue pareti si potevano notare incise alcune scritte in lingua francese  molto probabilmente lasciate da mercenari durante il periodo risorgimentale. La Chiesa è rimasta aperta al culto fino a metà degli anni ’80 poi a causa dell’aggravarsi delle condizioni della struttura non è stato più possibile accedere all’interno per motivi di sicurezza. Come ricorda Giulia Rufina Scappa: «gli ultimi lavori di consolidamento furono eseguiti nell’immediato dopoguerra da alcuni abitanti del paese reduci dal secondo conflitto mondiale, uno dei quali credo fosse Tullio Scappa, come ringraziamento per essere tornati incolumi dalla guerra». Ogni anno il due luglio veniva festeggiata la festa di Santa Elisabetta. Questa, indissolubilmente legata anche alla tradizione contadina  era considerata una forma di ringraziamento dopo la mietitura del grano. Ancora oggi le donne del paese nella giornata del due luglio sono solite portare mazzi di fiori e lumini che depongono dall’esterno dentro il portone della chiesa.
La chiusura di questo luogo di culto ricco di storia e tradizione ha creato profondo rammarico tra gli abitanti del paese i quali si dicono pronti a sostenere il restauro dell’edificio anche con una  sottoscrizione popolare. Ancora più grave è il disagio delle persone anziane residenti, molte delle quali, impossibilitate a raggiungere  Vazia o Madonna del Passo, hanno perso l’unico luogo di culto da loro facilmente raggiungibile.
L’edificio è stato fino al 2007 proprietà degli eredi della famiglia Matteocci i quali lo hanno poi donato all’Amministrazione dei beni civici di Vazia, donazione sancita con delibera n. 16 del 10/05/2007.
Attualmente i tecnici incaricati dall’ente stanno predisponendo, di concerto con la Soprintendenza dei beni culturali del Lazio, il progetto di restauro e recupero della chiesa. Speriamo che questa possa tornare presto a disposizione degli abitanti di Cupaello in modo da poter riprendere le antiche tradizioni ad oggi interrotte per l’inagibilità dell’edificio.
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