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La Banca che fa vivere il territorio
Inviato da : admin Giovedì, 15 Ottobre 2009 - 10:19
La Banca che fa vivere il territorio
Poteva una Banca che opera sul territorio, che reinveste gli utili nel patrimonio ed è particolarmente accorta alla vita delle famiglie e delle piccole aziende, poteva restare inerte dopo quanto è accaduto nella vicinissima L’Aquila? Certamente no perché girare la faccia dall’altra parte avrebbe contraddetto lo spirito fondativo dell’antica Cassa rurale e artigiana, nata a Posta, cento anni fa  trasformatasi nella Banca di Credito Cooperativo del Velino, che ha assunto un ruolo ben preciso nel panorama creditizio della nostra città.


Essa ha quindi deciso di aderire al fondo creato dell’Iccrea (l’Istituto che riunione tutte le Banche cooperative d’Italia)  per venire incontro con denaro fresco alle infinite necessità della popolazioni abruzzesi.
Descrive l’iniziativa il presidente della Banca Cooperativa del Velino dottor Alberto Costantini.
«Non siamo insensibili al dolore degli altri – spiega – per questo non abbiamo esitato un momento ad aderire al fondo dell’Istituto cui facciamo capo. Il denaro che sarà raccolto tra tutte le banche del gruppo sarà gestito direttamente dall’Iccrea per cui saremo certi che esso andrà direttamente a chi ne ha veramente bisogno».
Il dr. Alberto Costantini è presidente della Banca dal 1978 e da allora viene regolarmente rieletto, assemblea dopo assemblea, da soci che ne apprezzano il costante impegno. Vive a Roma dove svolge la sua attività professionale di cardiologo nella clinica romana Pio XI dopo essere stato per anni medico curante della Camera dei Deputati.
«Quando mi proposero la presidenza, oltre trenta anni fa – dice il presidente –  dopo qualche esitazione, accettai convinto che avrei, anzi avremmo, con i soci, i dirigenti ed i dipendenti tutti, potuto operare efficamente a favore del territorio di cui sono originario. Ma per questo bisognava avere più vasti orizzonti  quindi proposi  di cambiare nome da quello originario di Posta, alla banca che aveva nella sua ragione sociale il Velino e tutta la terra da esso attraversato».
La Cassa Rurare e artigiana di Posta nacque nel 1908 per iniziativa di tre parroci che riunirono 58 soci capaci di riunire un capitale che doveva servire a finanziarie le attività della zona. I prestiti andarono a favore degli agricoltori che poterono così avere a tassi accettabili il denaro necessario per sementi, animali, attrezzi da lavoro.  In pochi anni i soci salirono a 400 unità, anche perché l’economia della zona fece un balzo in avanti da miracolo economico, anche sul piano culturale e sociale.
La trasformazione in Banca del Credito Cooperativo del Velino, sulla base di precise norme di legge, non fa altro che incrementare l’attività dell’Istituto nei comuni confinanti, Cittareale, Leonessa, Borbona. Conseguenti l’apertura di  uno sportello a Borgovelino ed infine a Rieti, in viale Maraini.
«Posso dire con soddisfazione – aggiunge – che noi oggi vantiamo un patrimonio netto di circa sei milioni di euro che ci consente di garantire, oltre quanto stabilito dalle leggi bancarie, i nostri depositanti i quali sanno che affidandoci i loro risparmi è come se li affidassero alla cura della propria famiglia. Non solo, ma oltre la sicurezza, c’è anche la certezza di una migliore remunerazione. E questo a me sembra un argomento importante di cui i reatini, a quanto vedo, cominciano a tener conto».
«Le Banche Cooperative, che tutte insieme formano il terzo gruppo italiano dopo Unicredit e Intesa possono operare solo nei Comuni confinanti – prosegue il dr. Costantini – per cui i nostri utili vanno ad incrementare il patrimonio che a sua volta è reimpiegato sul territorio a favore delle famiglie e delle imprese. Insomma i nostri soldi restano qui non vanno a cercare investimenti lontani e a volte rischiosi.
La rete di controllo formata con tutte le consorelle garantisce la sicurezza degli investimenti grazie ad un fondo nazionale che completa la nostra struttura di garanzia interna, precedente all’attuale crisi finanziaria».
«Comunque noi ora siamo nel secondo centenario di vita della Banca. E’ difficile fare previsioni in quanto viviamo una crisi economica che attanaglia l’Europa e l’Italia in particolare; c’è un pessimismo ed una sfiducia diffusi. Nonostante ciò ci sentiamo sereni e fiduciosi in quanto i territori del reatino ancora incontaminati con le loro ricchezze di acque anche minerali e termali, il turismo invernale e religioso, gli allevamenti di bestiame, le piccole e medie imprese, hanno la potenzialità, se adeguatamente sostenuti,l di superare qualsiasi crisi, compreso l’esodo giovanile».
di Flavio Fosso
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