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L’attività più praticata dai giovani
Inviato da : admin Venerdì, 12 Maggio 2006 - 19:49
Lo sport: calcio
L’attività più praticata dai giovani: oggetto principale dei ricordi delle generazioni passate
di Fernando Angelucci

Calcio vaziaPer la generazione di oggi lo sport è un «hobby», rappresenta l’attività svolta per piacere nel proprio tempo libero e l’opportunità in più per socializzare e dare libero sfogo alla necessità di movimento fisico.


Se si rivolge lo sguardo indietro nel tempo ci si rende conto che le finalità di chi praticava le attività sportive nell’immediato passato erano le medesime, con una sola differenza, la generazione precedente agiva spinta da impulsi di semplicità e naturalezza tralasciando le cosiddette «sovrastrutture», vale a dire le attrezzature ultramoderne, l’abbigliamento «griffato» e tutto ciò che è sinonimo di sofisticazione. È sufficiente dialogare con persone cresciute e residenti a Vazia (come pure nei paesi limitrofi), per captare che lo sport rievoca in loro ricordi e sentimenti molto profondi, vittorie e sconfitte impresse ormai nella memoria storica del posto.
Il territorio - infatti - ha tutte le caratteristiche per fare da palcoscenico alla realizzazione di impianti che promuovano e stimolino qualsiasi categoria sportiva: la montagna, con le sue irte salite, fa da cornice ad attività come il ciclismo, il motociclismo e le cronoscalate di auto, nonché alla creazione di strutture sportive come il Campo di Altura e gli impianti sciistici (sul monte Terminillo); mentre gli immensi spazi verdi hanno permesso la realizzazione di campi da golf e da calcio.
In corso ultimo è stato uno dei punti di forza negli anni 60-70 e 80 quando, seppur con mezzi di fortuna, i giovani davano il loro contributo per fare in modo che la propria comunità si avvicinasse al mondo del calcio.
È così che nacquero prima la squadra di Vazia e poi quella di Lisciano - i cui dirigenti Domenico Rossi detto «Belancione» e Lucio Faraglia detto «Pestella» vengono ricordati con affetto particolare - che nel 75-76 riuscì, grazie anche all’entusiasmo di tutta la popolazione, a vincere i Campionati di III e II categoria e - negli anni 80 - ad acquisire il posto di rilievo in prima categoria sotto la presidenza di Angelo Faraglia e la direzione di Antonio Faraglia.
Le foto riportate, rievocano alcuni momenti di gloria o semplicemente ricordi nei quali molte persone riconosceranno alcuni frammenti della propria «storia di vita».
Alla fine degli anni ’80 si assistette ad un graduale smantellamento delle società e ad un definitivo abbandono del campo sportivo di Vazia, testimone passivo di molte competizioni ma, soprattutto, punto di ritrovo per molti giovani.
Da tale forte privazione apportata all’intera comunità, è risorto il bisogno di dar nuova vita alla struttura suddetta e sembra ormai vicino il giorno in cui essa verrà restituita alla popolazione come centro polivalente nel quale giovani e meno giovani potranno ritrovare l’entusiasmo di stare insieme, confrontare le proprie idee e rilanciare l’attività sportiva nel territorio. 
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