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21 dicembre 2012: cosa succederà?
Inviato da : admin Martedì, 20 Aprile 2010 - 17:53
21 dicembre 2012: cosa succederà?
Lo avevo saputo diversi anni or sono leggendo Le profezie dei Maya di Maurice Cotterel, che il 21 Dicembre 2012 d.C. sarebbe accaduto qualcosa di straordinario; ora ne stanno parlando in molti a cominciare dalla trasmissione televisiva Voyager del 2007.
Cotterel, studiando nella calendaristica Maya il loro gioiello per eccellenza, il cosiddetto «Lungo Computo», si accorse che il calendario terminava proprio con questa data.
Il Lungo Computo era, anzi lo è ancora, un sistema per calcolare le date, oltre ad essere anche una rappresentazione di credenze riguardanti il passato, soprattutto quella secondo la quale il Tempo operava in Grandi Cicli, durante i quali avevano luogo creazioni e distruzioni del mondo.


Secondo i Maya l’attuale Grande Ciclo iniziò nell’oscurità il 4 Ahuan 8 Cumbu, data che nel nostro calendario corrisponde al 13 Agosto 3114 a. C. e che avrebbe avuto la sua conclusione nella distruzione totale il 4 Ahuan 3 Konkin, che nel nostro calendario corrisponderebbe al 21 Dicembre 2012 d. C.
Mediante il Lungo Computo i Maya registravano il passare del Tempo a partire dall’inizio dell’attuale Grande Ciclo, spuntandone uno dopo l’altro i 5.125 anni della sua durata.
Nonostante i Maya fossero un popolo, seppur feroce e sanguinario nei loro riti,  nell’insieme «semicivilizzato», infatti non realizzarono nulla che lasciasse intravedere nella loro cultura, capacità di immaginare periodi di tempo veramente lunghi. Tuttavia, e ciò risulta un mistero, erano eccellenti in maniera inimmaginabile, nell’astronomia e nella matematica, oltreché nell’architettura.
Molto probabilmente ereditarono gli strumenti calendaristici e matematici dai loro predecessori, gli Olmechi.
In definitiva, nel suo insieme, secondo il Lungo Computo il 2012 d.C. sarà l’ultimo del «Quarto Sole», inteso come quarto Ciclo vitale della Terra, cui però seguirà il quinto.
Oltre alle conclusioni del calendario Maya, ci sono anche altre profezie e leggende, i Libri Sacri di popoli diversi assai lontani tra loro, come gli Indiani d’America, gli antichi  egizi, i tibetani, le pietre dell’impero Khmer di Angkor in Cambogia,
Esistono numerosi papiri egizi di epoche diverse, in cui si descrive il sole che sorge ad Ovest e tramonta ad Est per alcuni giorni, per tornare poi alla normalità.
Anche per l’Induismo l’evoluzione dell’Umanità segue un andamento ciclico basato su un fenomeno astrologico noto come «Precessione degli equinozi», che è un movimento della terra che fa cambiare in modo lento ma continuo e costante, l’orientamento del suo asse di rotazione rispetto alla sfera ideale delle stelle fisse.
Molto probabilmente la Preces-sione degli equinozi ha forse qualche valore, seppur minimo, in questo ed in molti altri misteri che interessano il nostro pianeta e quindi anche la vita dell’umanità attuale, come ad esempio le glaciazioni nei tropici oppure la presenza in regioni polari di coralli e di flora dei climi caldi.
Collegata a questi misteri è la discussione se siano o no esistite in modo continuativo, sin dall’inizio della terra, le zone climatiche attuali che, in caso affermativo, non spiegherebbero come moltissimi fossili di antiche piante ed animali si trovarono a vivere al di là di quelli che sono i confini delle zone attuali.
Se poi queste zone non sono esistite in maniera continuativa, nessuno sa quali fattori avrebbero potuto livellare la temperatura dall’uno all’altro polo.
Se ancora ci soffermiamo sulla teoria dell’evoluzione, ci accorgiamo che anche in essa permangono insoluti numerosi problemi fondamentali riguardanti l’origine, lo sviluppo e l’estinzione delle specie.
Pur concordando che un’evoluzione c’è stata, ancorché nell’ambito delle specie, nessuno s’illude di conoscere in quale modo essa si è verificata.
Tutti questi misteri si potrebbero risolvere ammettendo lo spostamento della posizione dei poli, spostamenti che, secondo un’ipotesi formulata da James Campbell ed ampliata e fatta propria da Charles H. Hapgood, geologo, «si sono verificati non già a causa di cambiamenti di posizione dell’asse terrestre, ma semplicemente in seguito allo scorrimento della crosta terrestre».
Ma questo è un argomento che affronteremo in maniera più dettagliata, nel prossimo numero.

di Leonida Carrozzoni
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