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Castelfranco: nobile vita d’artigiano
Inviato da : admin Martedì, 20 Aprile 2010 - 18:00
Una passione lunga 58 anni: Mario Salvati
Castelfranco: nobile vita d’artigiano
«Vivi delle tue passioni senza lavorare un giorno della tua vita», diceva Oscar Wilde, intendendo con ciò sottolineare quanto per un uomo sia importante  e auspicabile  svolgere un’attività coinvolgente, appagante, significativa non tanto sul piano economico o prettamente lavorativo ma piuttosto su quello umano, personale.
Pochi al giorno d’oggi riescono ancora a fermarsi un istante a contemplare la bellezza di ciò che stanno realizzando.


Come in ogni lavoro, esistono persone portate a fare bene e tanto, ma ci sono rari esempi nettamente superiori alla media per dedizione, capacità manuali intrinseche e quant’altro… ma ciò che veramente  distingue questi uomini, è la scintilla dell’artista che lavora alla sua «Opera» con ispirazione.
Tempo fa, sfogliando la pagine di una rivista di auto d’epoca, mi è capitato di riconoscere in un articolo inerente il restauro di una Fiat Topolino C Giardinetta, un noto carrozziere delle nostre parti, e per l’esattezza di Castel-franco: Mario Salvati.
Siamo andati ad intervistarlo abbiamo cercato di sintetizzare ma… raccontare una storia lunga una vita non è affatto facile…
Ci sono ricordi fatti di parole, emozioni, persone e dopo più di mezzo secolo di attività, cinquantotto anni per l’esattezza, restano tanti gesti che di una lunga vita vissuta al si potrebbe dire «al banco di riscontro».             
Sfogliare queste pagine, è avvincente come leggere un libro e più si va avanti, più diviene interessante ascoltare dal protagonista di questa avventura, Mario Salvati, fatti di vita vissuta.
I  pionieristici mezzi della tecnica di oltre mezzo secolo fa, l’evoluzione sempre più spinta della tecnologia e la passione per un lavoro che è divenuto ragione di una vita intera.
Tutto ha inizio a Castelfranco di Rieti il 21 giugno del 1940, nel pieno conflitto mondiale.
Lì in quel piccolo paesino nasce Mario Salvati, titolare dell’omonima auto-carrozzeria.
I racconti di una infanzia vissuta nei sacrifici del dopo guerra e le speranze di proiezioni future ci fanno giungere nel lontano 1952, quando studiare era cosa da ricchi e bisognava soprattutto lavorare.
La mattina a scuola e il pomeriggio ad imparare un mestiere ben oltre il tramonto del sole…
Passano gli anni e la febbre automobilistica cresce portando l’Italia ad una evoluzione tecnica in campo automobilistico che non ha eguali al mondo. In termini spiccioli si potrebbe asserire che il Bel Paese produceva cocktail di qualità, mentre il mondo beveva ancora l’acqua di scolo delle canali.
Tutto ciò è servito alla conoscenza di un numero elevatissimo di modelli e case automobilistiche, nomi che oggi riecheggiano solo nella storia, auto che hanno costruito il mito e che oggi in maniera fugace è possibile vedere dal vivo in qualche trasmissione automobilistica o nella pagine di una rivista specializzata.
Il mercato dell’automobile offre ora tante utilitarie che vengono scambiate per Top Car, ma la realtà è che nell’esecuzione di una progettualità si pensa già a quale sarà l’evoluzione.
Sicuramente l’arte dei grandi carrozzieri del passato oggi è un fenomeno legato ad una fascia automobilistica estremamente esclusiva che molto ha di avveniristico e poco di concreto.
Il divario che si è creato tra uomo e automobile oggi è tale da non dare più quella emozione che poteva provarsi in passato, quando gran parte della lavorazione era affidata al sapiente fare delle mani di artigiani appassionati.
I tempi cambiano, ma il fascino del vissuto racchiude storie di estrema passione di esseri umani e di velocità.
Riparare un’auto d’epoca, magari con un discreto blasone storico, è un’arte che solo pochi Maestri possono permettersi e Mario di auto ne ha veramente «Curate» tante.
Solo chi ha vissuto e cavalcato la storia con passione può avere la giusta misura e la giusta reverenza… del resto per pochi è come incontrare un vecchio amico con cui si dovrà condividere un viaggio che porterà ad una nuova e concreta giovinezza.
Abbiamo ascoltato storie di restauri al limite della corrosione dei lamierati, racconti di altri tempi, ove la riparazione antieconomica era suffra-gata dall’amore del proprietario per il veicolo e per le storie che un oggetto a volte racchiude in se e custodisce gelosamente come uno scrigno… quindi «mai fare un lavoro tanto per dare una “rinfrescata” alla vernice come molti usano dire. Ogni intervento va fatto nel modo migliore e con la massima professionalità dando chiarimenti sin dall’inizio e in ogni fase di lavorazione al proprietario della vettura che ci commissiona il lavoro».
Siamo ora giunti alla fine di questo racconto e come ogni libro che sta per finire, dopo avere sfogliato solo alcune pagine di una lunga vita con la passione dell’auto come concetto di opera d’arte,  un po’ a malincuore dobbiamo ammettere che le persone invecchiano e le auto ringiovaniscono!!!
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