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Una maestra racconta
Inviato da : admin Martedì, 20 Aprile 2010 - 18:04
Vazia: un libro
Una maestra racconta
Il giorno 4 febbraio 2010, nella suggestiva atmosfera della Sala Consiliare del Comune di Rieti, l’insegnante, Anna Sara Corrao, ha voluto raccontare la sua «storia», presentando il libro, scritto in poco più di due mesi, intitolato «Le farfalle nel cuore»,  per condividere con gli amici, con gli alunni, grandi e piccoli, e i loro genitori, anche questa sua prima e nuova esperienza. L’insegnante è nativa di Assisi e risiede a Rieti, città dove ha prestato servizio per tanti anni, dedicandosi ai bambini di scuola primaria, con tanta passione e amore.
Negli ultimi 16 anni ha insegnato nella scuola elementare di Vazia, seguendo per tre cicli completi i bambini (dalla prima alla quinta), ognuno di loro ha avuto un posto nel suo cuore, ha fatto parte della sua vita, e lei ha condiviso con i suoi alunni e con i loro genitori, progetti, esperienze, confidenze e tenerezze.


Ad un certo punto però ha sentito dentro di sè di aver completato un percorso e di aver dato alla scuola tutta se stessa, così ha pensato, che era arrivato il momento di una svolta, a settembre è andata in pensione e si è potuta finalmente dedicare a quello che era stato da sempre il suo desiderio più grande, scrivere, di sè, delle sue emozioni, del suo modo di educare, di come ha affrontato i momenti difficili della vita, delle sue esperienze, perché così forse avrebbe potuto essere di aiuto ad altri.
Da sempre, appena ne aveva la possibilità, si rifugiava nelle pagine di un vecchio quaderno, dove scriveva quello che non riusciva a raccontare a voce, per la sua eterna timidezza, che l’ha bloccata, fin da ragazzina, nei rapporti con gli altri.
Poi un giorno il figlio le ha portato un regalo (come racconta anche nel libro).
«Ma non è il mio compleanno, perché…?» Ha esclamato sbalordita.
 E lui:
«Non ci deve essere per forza un’occasione per regalare qualcosa. Si fa anche e solo per amore…».
Sorpresa da questo dono inaspettato, ha cominciato a scartare: era un grande libro, con le pagine immacolate, un po’ ingiallite, come invecchiate dal tempo,  sembrava uno di quei libri che si trovano nel baule della nonna, la foderina era piena di farfalle dipinte, e le sono immediatamente venute in mente le «sue farfalle», quelle che volano nel suo cuore, quando le sensazioni sono così forti che la fanno tremare!
Così ha cominciato a scrivere, a sentire emozioni, presenze, passi di chi, in punta di piedi, ritornava dal buio dei ricordi; tracce, soffocate dal groviglio della vita, che la riportavano ad un’esperienza, a fatti accaduti tanti tanti anni prima.
Una pagina dopo l’altra ha cominciato a raccontare, a ricordare, e alla fine ha deciso di far stampare il libro e di renderlo pubblico, perché a volte si può aiutare qualcuno anche raccontando le proprie esperienze.
Il libro è infatti dedicato a tutte quelle donne che subiscono violenza  fisica, morale, psicologica, perché trovino sempre la forza  di riscattarsi, di  ricominciare a vivere, e a tutti quelli che hanno sempre vissuto divorati dall’ansia di portare a termine i propri impegni e che non riescono a fermarsi, ad assaporare i momenti belli della vita, a godere di ciò che hanno fatto, per partire con più nuova energia.
Inoltre due poesie, qui riportate, scritte negli ultimi anni di scuola dall’insegnante, ma non inserite nel libro, fanno riflettere sul rapporto che ha sempre avuto con i suoi alunni che sono tuttora nei suoi occhi, nel suo cuore.
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