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Rieti retrocede
Inviato da : admin Mercoledì, 15 Settembre 2010 - 16:02
Rieti retrocede mestamente in eccellenza
Game over al Manlio Scopigno. Dopo oltre 15 anni il Rieti retrocede mestamente  in Eccellenza al termine di un campionato allucinante dove è successo di tutto e di più. Una retrocessione annunciata, dove il Presidente Stefano Palombi ha certamente le sue colpe. Una retrocessione figlia di inesperienza e, soprattutto, di totale incapacità nel gestire situazioni e persone.


Stavolta si è toccato il fondo, con un campionato portato avanti per forza d’inerzia scandito da sconfitte e umiliazioni a ripetizione. Tutto è cominciato a luglio dello scorso anno, con l’ennesima campagna acquisti scriteriata, senza senso e con molti giocatori inutili alla causa. Si era partiti con la guida tecnica di Marco Schenardi il quale, nel corso della presentazione, si era lasciato sfuggire un pesante e alquanto improbabile: «Sono qui per vincere il campionato». Infatti, dopo un mese dal suo insediamento, alla vigilia dell’esordio in Coppa Italia il tecnico, che forse prima di tutti aveva capito come sarebbe andata a finire, ha fatto la valigia lasciando nelle mani del mega-presidente Stefano Palombi la patata bollente. No problem! Morto un Papa se ne fa un altro! Finito l’interim di Bianchetti ecco che Palombi ingaggia Mario Apuzzo, Il nuovo mister arriva a Rieti per fare bene, per valorizzare le scelte presidenziali e, soprattutto, giocarsela con tutti.
 Parole, parole, parole. Il tempo di sei partite (quattro pareggi e due sconfitte) che il suo tempo a Rieti scade come uno yogourt acido. Fatale al tecnico romano la sconfitta contro il Flaminia Civitacastellana che apre le porte a Pietro Mariani, ex di Torino, Brescia e Bologna, nonchè capitano e giocatore proprio del Rieti nei primi anni del 2000. Il «terzo-uomo» di Palombi accetta l’incarico con le stesse mire dei suoi predecessori: «Fare bene, giocarsela con tutti e, possibilmente, trovare la strada per la salvezza». L’esordio di Pedro Mariani è scintillante. In casa batte con un incredibile 4-3 la capolista Fondi, i giocatori sembrano seguirlo con attenzione tanto che sembrava si fosse trovata la persona giusta.
Tutto, quindi, lasciava presagire ad una svolta che, purtroppo, non è arrivata. Mariani ci mette del suo meglio, Palombi del suo peggio. Dopo una serie di risultati non proprio confortanti a Natale qualcosa comincia a scricchiolare tanto che, dopo aver messo il cartello «VENDESI» riguardo la società, Palombi cambia di nuovo. Stavolta riesce a non cacciare l’allenatore ma per non perdere il vizio, cambia i giocatori. Via gli unici elementi buoni, Raggi su tutti, dentro una serie di giocatori inutili, presi da Palombi che oltre a passargli lo stipendio non avrà nulla in cambio. Mariani non molla, barcolla e tra un mugugno e l’altro, con i risultati che non arrivano come dovrebbero, resiste diciasette partite fino alla gara di ritorno con il Fondi che lo stesso tecnico diserta per un improvviso malanno che lo costringe a letto.
La trasferta nella tana della capo-lista si trasforma in una delle pagine più brutte della storia del Rieti calcio. Gli amarantoceleste tornano a casa con sei gol sul groppone e lo spettro della retrocessione che si materializza sempre di più. Il tempo di una notte, l’ennesima passata a studiare il da farsi, che Palombi torna in campo con l’ennesimo esonero, il decimo di una serie incredibile. Via Mariani, dentro Salvatore Polverino che accetta un incarico assurdo: provare a salvare l’in-salvabile.
Ci prova, ma non ci riesce. Parte bene fin quando non gli piovono addosso situazioni non dipendenti dalle sue volontà. Al tecnico chiamato da Palombi non bastano quattro vittorie, su nove gare, per salvare il Rieti dalla retrocessione. Si chiude così una stagione dall’epilogo già scritto, vissuta senza un briciolo di dignità e con una città ed una tifoseria andata ben oltre la delusione.
Fortunatamente, però, non tutti i mali vengono per nuocere. La retrocessione oltre ad essersi portata via la serie D, porterà via finalmente anche Stefano Palombi che certamente non ha fatto il bene del calcio reatino.
Della rinascita se ne occuperà l’assessore allo sport Marzo Leoncini che sta tessendo una tela importante e che coinvolgerà il tessuto economico-imprenditoriale di gran parte di quella città con la quale, invece, Palombi non era riuscito a stringere uno straccio di colloquio il tutto il periodo legato alla sua permanenza. Non sarà facile ricominciare, ma lo spirito per ripartire dall’Eccellenza dovrà essere quello necessario in circostanze analoghe. Rieti e la sua gente quando sono stati chiamati hanno sempre risposto presente e, di sicuro, anche stavolta non si tireranno indietro.

di Paolo Ansovini
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