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A proposito di dialetto...
Inviato da : admin Giovedì, 08 Giugno 2006 - 15:39
...A proposito di dialetto...
Dal Prof. Vincenzo Marchioni, affermato autore di lavori in dialetto reatino,
nonchè regista e attore, riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente lettera


P.L. MarianiAl giornalista Giuliano Rossi Direttore di «Orizzonti» – Rieti  

Caro Direttore,
ho avuto il primo numero del neonato periodico «Orizzonti» da te diretto e cordialmente ringrazio. L’ho letto con molto interesse e mi congratulo con tutti coloro che l’hanno tenuto a battesimo: Amministrazione Beni Civici di Vazia, nella persona del suo Presidente Vinicio Munalli; con i suoi redattori e tutti coloro che l’hanno promosso e sostenuto. Anche l’elegante veste tipografica è degna di particolare apprezzamento.


Degli articoli in esso contenuti, mi ha particolarmente interessato ed anche preoccupato quello riguardante l’intervista dell’avvocato Mario Travaglini, che va sotto il titolo «Dialetto reatino in crisi?».
Dell’amico Mario, reatino verace ed apprezzato autore di commedie vernacolari, pur condividendo alcune preoccupazioni sulla «salute» del nostro vernacolo, non condivido la previsione finale che egli ne fa e che si sintetizza nella espressione… «viva finchè avrà vita» ..ecc., perché ritengo che la conservazione della sua vitalità dipenda da ognuno di noi.
Secondo il mio parere, esso dialetto non sta morendo, ma solo attraversando, come spesso avviene in molte vicende, un periodo di «crisi d’identità», dovuta al fatto che le nuove generazioni non hanno più gli stessi stimoli e riferimenti di socialità, di personaggi caratteristici, di abitudini, di umanità e stili di vita che il vivere moderno ha notevolmente sbiadito o addirittura cancellato. Dove possono, oggi, le nuove generazioni cibarsi del vernacolo reatino? Non certo nella nostra «scuola» che, a differenza di quanto avviene in quelle di altre regioni d’Italia, non è molto sensibile a certe problematiche; non nella «strada» o nella caratteristica «vicoleria» di una città sempre più distratta, sbrigativa e contagiata da un linguaggio essenziale, frettoloso e a volte «snob», quando non contaminato da «inglesismi» di maniera, modi di dire quasi extra-comunitari.
Ciò nonostante, mi rifiuto di ammettere che il dialetto reatino sia destinato al… «cimitero»! Se il «reatino» di Mattei, che non è certo il reatino di oggi, è pervenuto fino a noi, sfidando il tempo, sicuramente sopravvivrà al logorio delle future stagioni, come tutte le altre.
Naturalmente, l’espressione dialettale si adeguerà anch’essa al futuribile per esprimere una nuova terminologia ed un nuovo modo di concepire la vita sociale: vocaboli come «computer», «shopping», «hard» ecc. verranno assorbiti rielaborati e conditi di quello spirito, che solo l’anima popolare può dare. Ritengo che a noi, più avanti negli anni, spetti il compito di trasmettere l’essenza di questo spirito popolare per facilitare il naturale «adegua-mento» del dialetto ai tempi che cambiano.
Grazie dell’ospitalità, saluti ed auguri,
Vincenzo Marchioni.
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