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21 dicembre 2012: cosa succederà?
Inviato da : admin Mercoledì, 15 Settembre 2010 - 16:41
21 dicembre 2012: cosa succederà?
Come riportato nel numero precedente di Orizzonti, dicevamo della profezia dei Maya sul 21 dicembre 2012, data in cui termina il Lungo Computo, un sistema per calcolare le date, oltre ad essere anche una rappresentazione di credenze riguardanti il passato, soprattutto quella secondo la quale il Tempo operava in Grandi Cicli, durante i quali avevano luogo creazioni e distruzioni del mondo. E siccome il calendario finisce con la data del 21 dicembre 2012, cioè il termine di un Ciclo, il passa parola ha decretato che questa data fosse quella della fine del mondo.


Certamente la fine di un Ciclo potrebbe anche provocare grossi rivolgimenti terrestri e la Precessione stessa degli equinozi potrebbe effettuarli, però sono soltanto queste le ipotesi che tendono a svelare i tantissimi misteri che ancora oggi incombono sulla vita del nostro pianeta? Come accennavamo nel numero precedente di Orizzonti, ancora molte sono le teorie che cercano di svelare se le zone climatiche oggi esistenti siano sempre state uguali a quelle odierne e se la risposta è affermativa come poter spiegare la presenza di fossili di antiche piante ed animali in zone che, secondo questa ipotesi, non dovrebbe essere la loro?
Grande incertezza esiste ancora sulla vera origine della Terra ed ancora non siamo in grado di spiegarci la formazione dei continenti e delle loro conseguenze, ancorché esistano recentissime ipotesi assai verosimili e molto convincenti. Non sono ancora stati risolti i misteri delle fasi glaciali ai tropici e della presenza di coralli  e di flora dei climi caldi in regioni polari. Tutti questi misteri, però, potrebbero essere risolti con l’ammissione della teoria dello spostamento della posizione dei poli. Noi sappiamo che la crosta terrestre è piuttosto sottile ed il suo spessore, secondo stime avanzate, varia da un minimo di circa trenta ad un massimo di sessanta chilometri.
Essa è costituita da rocce cristalline aventi una certa rigidità ma non grande resistenza. Sotto di essa si trova uno strato ritenuto debolissimo data la sua temperatura, troppo elevata per consentirne la cristallizzazione ed estremamente plastica per le pressioni su di essa esercitate. Quindi, se alla crosta terrestre si applica orizzontalmente una spinta moderata, tale da sospingerla in una data direzione e se questa spinta viene mantenuta a lungo e costantemente, esistono molte probabilità che la costa stessa, nella sua parte più esterna, subisca uno spostamento rispetto allo strato inferiore plastico e viscoso. Sotto questa spinta la crosta si sposterà come in un tutto unico, con spostamento simultaneo. Come conseguenza si verificheranno dei mutamenti di latitudine, cioè si modificheranno le distanze dall’equatore delle varie località distribuite sulla superficie del globo ed alcune di esse verranno a trovarsi più vicine all’equatore mentre altre se ne allontaneranno e località agli antipodi, ossia ubicate in punti diametralmente opposti, si sposteranno in sensi opposti, anche se i diversi punti della superficie terrestre non subiranno tutti uno spostamento di eguale entità.
Una delle possibili cause dello spostamento della crosta terrestre, secondo un’ipotesi dell’ingegnere Hugh Auchincloss Brown, sono le grandi calotte glaciali polari, corpi situati sulla superficie terrestre ma non perfettamente centrati rispetto all’asse di rotazione, che necessariamente dovranno dare origine ad effetti centrifughi che tenderanno a spostare la terra dalla sua posizione di equilibrio. In particolare Brown rilevò alcuni dati circa l’Antartide, vasto continente do-tato di grossi rilievi ora sommerso da qualcosa come venticinque chilometri cubi di ghiaccio, per uno spessore che raggiunge anche i tremila metri.
Tutto questo ghiaccio o gran parte di esso, risulta un enorme sovraccarico per òla crosta terrestre, dal momento che esso si è accumulato in maniera talmente rapida che la superficie del suolo non ha avuto il tempo di sprofondare in modo da adattarvisi. Il rapido sviluppo della calotta glaciale che costituisce l’Antartide ed la sua ininterrotta espansione hanno portato a quella eccentricità di cui si parlava, che secondo l’ipotesi prospettata da Brown, potrebbe determinare un effetto centrifugo tendente a spostare il globo dalla sua posizione d’equilibrio.
Questa ipotesi dello spostamento dei poli in conseguenza dello scivolamento della crosta terrestre ha affascinato anche Einstein che nella presentazione del libro di Charles H. Hapgood  LO SCORRIMENTO DELLA CROSTA TERRESTRE, Edito in Italia dalla Einaudi, ebbe a dire: «Ritengo che simile idea, davvero sorprendente ed addirittura affascinante, meriti la più seria considerazione da parte di chiunque s’interessa alle teorie sullo sviluppo della terra».
Certamente questa di Hapgood è pur sempre una teoria che, però, riesce a risolvere un numero incredibile di misteri come quelli, i più eclatanti, che riguardano la presenza di fossili di antiche piante ed animali che si trovarono a vivere al di là di quelli che sono i confini delle zone climatiche attuali, le quali, secondo l’accezione scientifica più comune, sono sempre esistite in modo continuativo sin dall’inizio della terra. Potrebbe essere legata a questa teoria la data del 21 dicembre 2012? Chissà! Comunque questa data, secondo i Maya indica il termine di un Ciclo che potrebbe benissimo coincidere con un ulteriore scivolamento della crosta terrestre e quindi un ulteriore spostamento dei poli.
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