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Estate terminillese
Inviato da : admin Venerdì, 26 Novembre 2010 - 19:16
Questa breve estate turistica terminillese
C’è molta gente che fa turismo in Italia un po’ dovunque, dalle isole alle Alpi e viceversa, dalle città d’arte ai siti archeologici, dalle terme agli agriturisrno, oltre che al mare, ma diviene spontaneo un interrogativo: siete mai saliti al Terminillo?


Quest’anno abbiamo trovato prati verdi con erba rigogliosa per un ottimo pascolo che un tempo avrebbe fatto invidia agli allevatori per una fienagione eccezionale. Mai come questa estate i boschi di faggio e di aceri hanno ricoperto l’intera montagna con una distesa di fogliame così fitta da apparire dall’alto come una illimitata distesa di muschio. Questa rigogliosa esplosione della vegetazione arborea ha creato quasi una conflittualità con il sole impedendogli di filtrare fra i rami fronzuti. Le temperature quantomeno gradevoli e le piogge quasi programmate da Dio hanno favorito la crescita dei ronaci (spinaci selvatici) in giugno, funghi di tutte le specie a luglio, fragole, lamponi e mirtilli a seguire e more ai primi di settembre. E l’aria pura? È sempre quella, mediamente iodata dal mare per l’influsso pilotato dai venti che spirano ora dal Tirreno e ora dall'Adriatico. Veramente un paradiso, a tutti gli effetti, perché molti turisti che amano la natura hanno saputo godere dei doni del Signore senza aspirare ad altro perché questo è il migliore pacchetto turistico che questa splendida montagna è in grado di offrire.
Vedete cari lettori, l’età che avanza per chi ha vissuto fìn da piccolo al Terminillo, permette di narrare la storia degli anni passati e di quelli che corrono inesorabili dando vita ad una montagna di ricordi, reali. Molti non sanno che nel 1938 il centro turistico del Terminillo aveva tutte le infrastrutture di base, ovvero: il garage del R.A.C.I. a Pian de’ Valli con pompa di benzina, quasi settanta posti macchina in garage riscaldato e custodito dalla famiglia di Bernardino Faraglia con figlie (Vittoria e Rachele) e il maschio Antonio che se ne intendeva molto bene di meccanica, montaggio delle catene e ogni fabbisogno dell’automobilista. C’era «l’Ufficio Postale» garantito per sei giorni alla settimana con telegrammi e raccomandate consegnati a casa da Oliveri, l’ufficiale postale residente. C’era una seconda pompa di benzina collocata a Pian di Rosce (dove ancora oggi c’è una piccola casetta ad un piano, prima locanda del 1936), peccato che qualche collezionista furbone se ne sia appropriato circa quaranta anni fa! Le pulizie del Terminillo, a partire dalle prime ville in basso fino a Campoforogna erano perfettamente curate dagli «Scopini» (la maiuscola è doverosa per rendere loro onore): Nino e Antonio, che raccoglievano direttamente, casa per casa, le immondizie, da laggiù fino a lassù, con l’aiuto di un carretto a trazione umana. Solo molto più tardi, negli anni sessanta, ottennero il lusso di una «Apetta della Piaggio». C’erano due ristoranti famosi a valle e a monte della Funivia gestiti dal bolognese Gubellini. C’erano le toilettes pubbliche, c’erano già due alberghi a quattro stelle, Roma e Savoia e altri in via di ultimazione. C’era un ottimo servizio sgombraneve con trattori Caterpillar coordinati dal «Sor Amedeo» Persio, c’erano i paesani di valle che mettevano le catene al primo tornante e un servizio di «torpedoni» fin dal 1937 effettuato dalla reatina S.A.U.R.A. C’era, c’era e c’era e la stagione durava tre mesi pieni da giugno a settembre compreso, tutto questo, e lo ripeto, nel lontano 1938.
È vero, oggi tutto è cambiato, l’era attuale ha portato le autostrade per arrivare alle Alpi in poche ore, la concorrenza appenninica si è fatta pressante, le vacanze si sono ridotte a pochi giorni, la crisi ha fatto il resto, ma non si può accettare che una «superba» montagna qual è il Terminillo soffra di un turismo che dura dal primo al venti agosto. Signori Amministratori e Signori Operatori c’è qualcosa che non va! A luglio le mamme con bambini in carrozzina non sanno come combinare il giorno con la notte, ovvero aria, sole e grandi sonni soltanto? I giovani, pochi, vagano con occhi annoiati alla ricerca di un qualcosa che li diverta. Mi sembra un’offerta turistica decisamente fiacca! Iniziative di nuove infrastrutture turistiche ce ne sono diverse, ma tutte procedono con programmi lavorativi di una lentezza incredibile. A inizio primavera si teme la pioggia, poi mancano i soldi, poi subentra qualche modifica progettuale e via così. A proposito di progetti! Vi ricordate con quanto clamore venne lanciato lo slogan «Terminillo aperto per le vacanze»? Povero di idee e poco incisivo. Era il 2008 e doveva servire a «rilanciare» il centro turistico con un programma biennale di 500.000 Euro per le iniziative pubblicitarie. Ma tutto è rimasto sulla carta. Comunque la si pensi e la si veda è importante guardare le cose in positivo, perché questa breve estate turistica ha visto anche delle novità che fanno ben sperare. I giovani terminillesi si sono dati da fare e hanno preso l’iniziativa creando la Pro-Loco. Hanno lavorato bene nel giardinaggio distribuendo fioriere rustiche e belle, hanno creato aiuole fiorite, organizzato barbecue, caccia al tesoro e altri piccoli eventi che hanno vitalizzato il soggiorno degli ospiti. Anche il comune di Rieti ha fatto la sua parte. A partire dal 14 luglio in poi si è dato inizio alla pavi-mentazione del piazzale Pian de’ Valli, ai primi di agosto il centro è stato pavesato con le bandiere, è stata rinfrescata la segnaletica, e nei giorni seguenti è stata organizzata una lodevole serie di eventi e spettacoli. Ma la novità molto gradita dagli ospiti sono stati i mercatini del sabato e domenica, itineranti da un piazzale all’altro a causa di malumori concorrenziali ed esposti giunti al comando della polizia municipale di Rieti. La sponsoriz-zazione della Coldiretti e il gradimento dei turisti ha fatto si che il tentativo di eliminarli è stato vanificato. Facendo un breve consuntivo dei venti giorni di stagione turistica, va segnalato che le presenze residenziali sono diminuite mentre il pendolarismo della domenica è stato positivo. Ma per il prossimo inverno cosa si prevede? Il piano per i nuovi impianti di risalita e l’ormai storico «progetto» di scaval-camento con Leonessa restano sulla carta, almeno per ora, con qualche debole «vagito» limitatamente a progettualità virtuali che restano nei cassetti. Idee faraoniche se ne sentono molte ma forse è meglio consigliare che si realizzino progetti cantierabili che già esistono da anni prima che gli sciatori abbandonino defìnitivamente il Terminillo. Serve molta più attenzione per questa montagna che è bella, a soli 95 chilometri da Roma, assolata d’estate, fiorita in primavera, dai boschi multicolore in autunno e con tanta neve d’inverno, checché ne dica un politico leonessano! Le dispute fra vicini di casa non pagano!
di Franco Ferriani
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