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I grandi della musica italiana
Inviato da : admin Venerdì, 17 Dicembre 2010 - 17:40
Tornano a Rieti i grandi della musica italiana d’autore
Fiorella Mannoia a maggio, a settembre De Gregori e Dalla e poi a gennaio, Francesco Guccini. Negli ultimi tempi, l’Amministrazione della Provincia ed il giovane Assessore alle Politiche Turistiche Alessandro Mezzetti si stanno dando molto da fare e le tremila persone presenti al concerto di Lucio Dalla e Francesco De Gregori, sono il frutto di un’effervescenza positiva che, senza costi faraonici per la comunità, sta riportando Rieti al centro del circuito della musica italiana d’autore.


Tutto ciò si inserisce in una tradizione che rischiava di perdersi nei ricordi personali di chi, negli anni passati, accorreva al Palazzo dello Sport, oggi PalaSojourner, non solo per tifare la squadra del cuore ma anche per ascoltare la musica e le canzoni dei loro artisti preferiti. Si sono esibiti al Palasport di Villa Reatina, solo per fare qualche nome, Edoardo Bennato, Claudio Lolli, il Banco del Mutuo Soccorso. Anche Guccini ha suonato lì, sul finire degli anni ’70.
Il suo concerto, preceduto da quello dell’Assemblea Musicale Teatrale, è rimasto memorabile. Il nome di alcuni di questi artisti è senza dubbio legato alla leggenda della musica italiana degli anni’ 70 ma questo fatto non tragga in inganno. Francesco Guccini, ad esempio, ha un pubblico instancabile che aspetta con ansia l’uscita di ogni suo nuovo disco. In molti lo seguono sin dai suoi esordi ma chi si aspetta di vedere alle sue esibizioni dal vivo solamente un mare di barbe e di capelli canuti, sarà costretto a ricredersi.
Sono infatti i giovani e giovanissimi che soprattutto, seguono ed animano i suoi concerti, che cantano in coro le sue canzoni più celebri, che riempiono di una nuova energia le piazze e gli stadi. A chi si affanna nel lamentarsi della difficoltà di comunicazione con i giovani di oggi, della loro mancanza di valori, un bel concerto di Guccini potrebbe rivelare una realtà inaspettata e sconosciuta. I tempi sono molto cambiati ma, volenti o nolenti, la voglia di futuro, di vita, di giustizia sono e restano delle caratteristiche antropologiche della nostra specie, indifferenti al passare delle mode e delle politiche. I governi passano, la poesia resta.  
Benvenuto Francesco!
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