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Festival del Teatro Popolare
Inviato da : admin Venerdì, 17 Dicembre 2010 - 17:48
È tornato a Rieti il Festival del Teatro Popolare
Organizzare quasi trenta spettacoli diversi in poco meno di un mese e in condizioni climatiche non sempre favorevoli, non deve essere stato semplice ma a Rieti è accaduto anche questo. Il Festival del Teatro Popolare, ospitato nel chiostro di S. Francesco, ha rappresentato una ghiotta occasione per conoscere le varie realtà teatrali del capoluogo sabino e della sua provincia. 

Basta dare un’occhiata al programma per rendersi conto della vivacità di gruppi ed associazioni che, a vario titolo, spesso basandosi unicamente sul volontariato e su qualche occasionale finanziamento, operano sul territorio trovandosi ad essere a volte, delle vere e proprie enclave di aggregazione sociale e di scambio culturale. La rassegna, densa di appuntamenti, ha avuto il merito di non essere stata per nulla omogenea ospitando allo stesso tempo sia il teatro vernacolare che quello in lingua e di non aver disdegnato neanche spettacoli che rientrano pienamente dell’ambito del «teatro civile».
È il caso di «Sangue dal naso», portato in scena dal Teatro delle Condizioni Avverse di Montopoli in Sabina. La kermesse, che da anni è rappresentata in varie città italiane, racconta i fatti accaduti a Genova nel luglio del 2001. La stessa compagnia ha presentato nella rassegna di Rieti, anche «Il bosco degli spiriti», spettacolo per i più piccoli. Ai bambini hanno pensato pure le Maestre di Montopoli con «Biancaneve senza nani» e l’Opus in Fabula di Cantalupo con «Storie da Giocattoli», liberamente tratto dalla favola «Il tenace soldatino di stagno».
A Cantalupo opera anche il gruppo che ha messo in scena «Marietta e Gasperino». Per il vernacolo, sono arrivati a Rieti gli attori della «Valle del Tevere» di Stimigliano con «Raffaele u trombone», gli Amici Cantaliciani con «U divorziu», il teatro Amatriciano con «N’è tutt’oro quillu che luccica», la compagnia Angioino di Cittaducale con la commedia in civitese «Lu Candidatu». Se Il Cardo di Leonessa ha messo in scena «Ditegli sempre di sì», il gruppo Ama Lur di Amatrice ha invece presentato «Campanile di sera». Divertente è stata l’esibizione del gruppo Liberi tutti di Forano che ha proposto «Una suora svitata in azione» spettacolo liberamente tratto dal musical Sister Act. La stessa compagnia ha partecipato alla rassegna anche con «Casalinghe esaurite».
Il Cicolano è stato rappresentato dalla notissima compagnia degli Zanni che si è cimentata ne «L’arte di tener favella». Gli Zanni, sono maschere carnascialesche che con i loro versi si sfidano con versi in ottava rima. Nel Festival, l’ottava rima è stata la protagonista anche di un interessante convegno sul canto a braccio a cui hanno partecipato, esperti e appassionati di questa importantissima tradizione ancora viva nel nostro territorio. In una rassegna del genere, non poteva mancare il vernacolo della città capoluogo. Se il GAD Pier Luigi Mariani ha messo in scena il secondo atto de «Lu piccaru», pietra angolare del teatro vernacolare reatino, Sipario Rosso ha rappresentato «Poru Leciu» e Sipario Aperto «Le Pora-role». La Bottega del Teatro è andata in scena con la commedia brillante «Da Giovedì a Giovedì».
Tra i gruppi reatini che hanno animato le serate del Festival troviamo anche i Colpi di Scena con «Senza Stagioni» e il Gruppo Il Pipistrello con «Possibili interviste» divertente spettacolo in cui un noto presentatore televisivo cerca di intervistare antichi personaggi biblici e mitologici. Orizzonti Sabini e Li Rapari hanno presentato «Buongiorno buona gente» in cui si riannoda il legame tra il nostro territorio e il Poverello di Assisi. Se Vicolo Primo, proveniente da Poggio Moiano ha avuto il privilegio di aprire la rassegna con «I promessi Sposi» uno degli ultimi gruppi ad esibirsi è stato il Rigodon Teatro che ha riproposto «Beatrice Cenci, processo d’appello», spettacolo che messo in scena per la prima volta a Petrella Salto il 17 luglio, ha avuto il merito di riflettere e «riaprire il caso» della sventurata giovane nobildonna romana. Il Festival del Teatro popolare, le cui serate sono state presentate da Paolo De Sisto, sono state promosse dall’ Assessorato alle Politiche Turistiche della Provincia di Rieti.
di Egisto Fiori
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