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Genesi geostrutturale del Terminillo
Inviato da : admin Giovedì, 08 Giugno 2006 - 15:48
Genesi geostrutturale del Terminillo
di Leonida Carrozzoni
Il Terminillo nella sua interezza merita una approfondita conoscenza sia da un punto di vista strutturale che culturale.
Trattasi infatti di una delle più belle montagne del territorio nazionale.

Archiviata la leggenda del vulcano ed accertata la natura sedimentaria marina del Terminillo, andiamo a vedere come esso si è costituito, sia dal punto di vista strutturale che da quello litologico.


Geograficamente il Terminillo appartiene all’Appennino Centrale, mentre dal punto di vista squisitamente geologico, fa parte di un bacino di sedimentazione chiamato di Transizione. Esso  è intermedio e fa da passaggio tra il bacino Umbro-Marchi-giano e quello Laziale- Abruzzese. Il primo, ubicato a nord-ovest era caratterizzato da mare profondo( detto pelagico) che ha dato luogo a rocce tipicamente stratificate, formate da un accumulo continuo di materiali detritici derivanti dall’erosione di rocce preesistenti e da resti di gusci di organismi animali, aventi una composizione calcarea o silicea. Il secondo, caratterizzato da mare poco profondo, ha dato luogo, invece,  a rocce compatte, poco o per nulla stratifi-cate, formanti grosse bancate.
La diversità del bacino di transizione sabino consiste nel fatto che qui sono presenti notevoli intercalazioni detritiche di origine diversa ed estranea rispetto al normale bacino di sedimentazione.
Ma a che cosa è dovuta questa presenza detritica estranea?
Durante il Lias inferiore, circa duecento milioni di anni fa, i tre bacini di sedimentazione erano collegati tra loro, caratterizzati da un mare poco profondo; a testimonianza di ciò, si ritrova una roccia di Calcare massiccio, comune a tutte e tre le serie stratigrafiche.
Successivamente, a seguito di rivolgimenti avvenuti nella crosta terrestre, il bacino unico si è disar-ticolato con il rilassamento dell’area Umbro-Marchigiana rispetto a quella Laziale- Abruzzese e di conseguenza si è determinato un nuovo e diverso bacino di sedimentazione con acque profonde.
L’area Sabina, a questo punto, si è venuta a trovare lungo la scarpata di raccordo tra i due nuovi bacini, di cui uno in posizione più elevata rispetto all’altro, per cui da esso rotolava verso il basso tutta una serie di detriti più o meno grandi attraverso frane sottomarine e correnti di torbida che hanno dato origine alle sopra citate intercalazioni detritiche, con strati anche di elevato spessore.
Successivamente, dopo che i bacini di sedimentazione si erano formati e dopo che si erano depositate le formazioni litologiche, a partire dal Miocene medio, all’incirca quindici milioni di anni fa, le spinte interne alla crosta terrestre si sono rimesse in movimento determinando la chiusura delle depressioni e, di conseguenza, a causa della compressione, il sollevamento delle serie sedimen-tarie depositate a suo tempo, costituendo la catena appenninica e quindi il Massiccio del Terminillo.
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