Orizzonti ieri, oggi e domani | Home | News | Cerca | Web Links | Raccomandaci | Invia News 
23 Ago 2017   13:58
Il giornale dell'Amministrazione Beni Civici di Vazia
Menu principale
On-line

Ci sono 2 visitatori e
0 utenti on-line

Sei un utente non registrato. Puoi loggarti qui.

Login

 Nickname

 Password

 Ricordami


Lingue

Scegli la lingua:

La primavera, il bosco e i suoi prodotti
Inviato da : admin Venerdì, 04 Novembre 2011 - 16:40
La primavera, il bosco e i suoi prodotti
Con l’arrivo della primavera,l’uomo sente il bisogno di tornare nel bosco, perché avverte nell’aria odori e profumi di un tempo passato; un tempo in cui il bosco è sempre stato un insuperabile fonte di nutrimento, fornendogli radici, frutti, fiori ed erbe, che gli servivano per la propria sopravvivenza  in quanto egli aveva abitudini alimentari di tipo vegetariano.


Il bosco è stato per l’uomo fonte di vita ed i suoi insediamenti da questo non si sono mai allontanati perché prevalentemente in esso erano a disposizione molteplici materiali indispensabili per la sua sussistenza. Se in principio il bosco è stata una fonte di approviggionamento alimentare, successivamente, per una osservazione più attenta è servito come valido strumento salutare e curativo.
L’uso degli alimenti offerti spontaneamente dalla natura è senz’altro più antico dello sviluppo dell’agricoltura; ma anche dopo che l’uomo si dedico alla pastorizzia e all’agricoltura rimase sempre il bisogno di rivolgersi al bosco. Poteva essere per la ricerca di un sapore o di qualche aroma particolare, o il bisogno e la carestia che spingevano a cercare nei boschi alimenti che altrove mancava. Anche oggi è rimasto questo bisogno di ritornare nel bosco a cercare alimenti, e lo testimonia la grnde massa di persone che si reca a cercare erbe, fragole, more, funghi, castagne e asparagi. Certo non è più un bisogno essenziale di sussistenza; forse, però, dietro questa che in certi periodi diventa una vera e propria smania di raccogliere, si nasconde anche il desiderio più profondo di ricreare un qualche legame con la natura e la madre terra. In questo secondo contributo sui prodotti secondari dei boschi, prendiamo in considerazione gli asparagi.
Gli asparagi fanno parte della famiglia delle Liliaceae (Asparageidee) comprendente un centinaio di specie;  alcune sono comuni allo stato spontaneo specialmente nelle regioni lito-ranee, e i loro steli giovanissimi e molto teneri, vengono generalmente consumati come alimento umano perché molto apprezzato, essi risultano avere anche un notevole potere diuretico. Tra le molte specie indigene ricordiamo particolarmente l’Asparagus acutifolius L. e l’Asparagus tennitolius Lam.
La specie che è presente nella provincia di Rieti è l’Asparagus acuti-folius detto asparago selvatico.
È una pianta erbacea, fornita di un corto rizoma sotterraneo da cui in primavera sorgono i giovani germogli detti turrioni (asparagini commestibili). Quelli che non vengono raccolti si trasformano in fusti assai ramificati alti anche 1m, densi di capillari fillocladi (non sono delle vere foglie) raccolti in densi fascetti verticillati. I fiori sono piccoli di colore verdastro a forma di campanula ed a questi succedono a maturità bacche carnose rosse contenenti alcuni semi neri. E’ una pianta che si trova in ambienti ombrosi e freschi specialmente nei boschi e nelle boscaglie di pianura.
L’impiego alimentare della pianta è limitato ai turrioni alti anche a 50cm che ri raccolgono in primavera fino a maggio-giugno. Questa parte della pianta che viene impiegata per uso alimentare contiene un elevato quantitativo di acqua, ma contemporaneamente è ricco di sali minerali, vitamine, zuccheri ecc.; si presta bene a preparazioni semplici e non elaborate, che consentono di sfruttare integralmente il complesso delle sostanze contenute nella pianta soprattutto dell’asparagina. L’azione diuretica e l’odore particolare che esso trasmette all’urina umana non sarebbe dovuto all’asparagina, ma ad un principio volatile che non aumenta la secrezione, ma puttosto la frequenza della minzione, stimolando direttamente l’epitelio renale.
L’uso della radice dell’asparago come diuretico è controindicato nei casi in cui la ritenzione dell’urina sia imputabile ad uno stato infiammatorio dei reni.
A conclusione di questo contributo si propongono delle ricette culinarie note e sperimentate ai più, mentre a chi si accosta al bosco con curiosità, per la prima volta, scoprirà che il cibo del bosco non è solamente rappresentato dai tartufi o dai funghi, ma anche da una varietà di ricchezze «povere» poco assunte agli oneri della buona cucina.
Turrioni di asparago
all’insalata
Si lessano per qualche minuto, poi si lasciano raffreddare e successivamente si condiscono con olio sale e pepe. Anche dopo la cottura, queste piante conservano un sapore molto più deciso di quelli coltivati e il caratteristico sapore amaragnolo che li contaddistingue può essere mitigato aggiungendo del succo di limone caldo.
Frittata di Turrioni
di asparago
Togliere la parte dura, lavarli e asciugarli. Versare dell’olio d’oliva nella padella e, appena caldo unirvi gli asparagi tagliati in piccoli pezzi di 3-5cm. Farli appena appassire nell’olio, quindi versarvi le uova salate e sbattute. Far cuocere prima da un lato e poi dall’altro, come qualsiasi frittata; si può servire sia calda che fredda.
Turrioni in salsa
Lessati gli asparagi si fanno asciugare su di un canavaccio almeno per una mezz’ora. Si mette al fuoco una noce di burro e 1 cucchiao di farina, e quando avrà preso colore nocciola, si aggiunge gradatamente brodo di carne, mescolandolo continuamente con un cucchiaio di legno; quando si raggiunge una buona consistenza si aggiunge 1 cucchiaio di aceto e si continua a mescolare. Dopo aver tolto la salsa dal fuoco, si aggiunge 1 rosso di uovo. La salsa di consistenza come quella della crema comune, si versa sugli asparagi e poi si serve.
Asparagina al guanciale
(dosi per 4 persone)
Lessare tre fascietti di asparagina in poca acqua salata; versare in una tazzina 1 dl circa di olio extravergine d’oliva, unirvi qualche cucchiaio di aceto, qualche pizzico di sale e sbattere la salsetta ottenuta. Sgocciolare gli asparagi lessati, asciugarli un poco e disporli a raggiera su un piatto di portata rotondo, cospargere le punte con il prezzemolo tritato e con la salsetta preparata. Scottare per un attimo su una graticola le fettine di guanciale (gr 100) e distribuirle sopra l’asparagina; guarnire il piatto con le olive nere (preferibilmente snocciolate) e portare in tavola.
A conclusione di questo piccolo contributo, va detto che le ricette proposte sono più o meno note, esse vogliono essere solo un suggerimento per praticare il bosco, per procurarsi gustosi piatti, e soprattutto sapori diversi ai nostri pranzi e non da ultimo a costi zero, visto i tempi in cui ora viviamo.
Stampa la pagina Invia l'articolo ad un amico
 
Link correlati
Vota l'articolo
Questo articolo non è stato votato