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Mediazione
Inviato da : admin Sabato, 21 Gennaio 2012 - 15:46
I consumatori debbono sapere
Mediazione
A partire dal 21 marzo del corrente anno è diventato obbligatorio l’istituto della conciliazione coll’entrata in vigore del D. Lgs. n° 28 del 04.03.2010.
Per legge la mediazione è: «l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa».


Il mediatore è: «la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo».
La conciliazione è: «la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione».
L’organismo è: «l’ente pubblico o privato, presso il quale può svolgersi il procedimento di mediazione ai sensi della legge sopra indicata».
La conciliazione può essere fatta per controversie civile e commerciali vertenti su diritti disponibili, secondo le disposizioni di legge.
La mediazione può svolgersi secondo modalità telematiche previste dal regolamento dell’organismo.
La domanda di mediazione relativa alle controversie sopra indicate  è presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo.
L’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa.
Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante con il mezzo della stampa e con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi di legge ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007 n° 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128 bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n° 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
Il procedimento conciliativo non è obbligatorio per le seguenti questioni:
a)    Nei procedimenti per ingiunzione;
b)    Nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto;
c)    Nei procedimenti possessori;
d)    Nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;
e)    Nei procedimenti in camera di consiglio;
f)    Nell’azione civile esercitata nel processo penale.
Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a quattro mesi.
All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre quindici giorni da deposito della domanda. La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all’altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante.
Sia le persone dell’organismo che il mediatore hanno l’obbligo di riservatezza.
La conciliazione può essere facilitativa quando essa avviene per accordo spontaneo delle parti senza fare proposta ma limitandosi a stimolare le parti ad accordarsi (art. 11 D. Lgs. n°28).
La conciliazione è valutativa quando le parti non raggiungono un accordo ed il mediatore formula una proposta di conciliazione.
Il verbale di accordo, il cui contenuto non è contrario all’ordine pubblico o a norme imperative, è omologato, su istanza di parte e previo accertamento anche della regolarità formale, con decreto del presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo.
Il verbale di accordo costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.
Quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di un’ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto.
Al mediatore ed ai suoi ausiliari è fatto divieto di assumere diritti o obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, fatta eccezione per quelli strettamente inerenti alla prestazione dell’opera o del servizio; è fatto loro divieto di percepire compensi direttamente dalle parti.
Il mediatore deve sottoscrivere una dichiarazione di imparzialità.
Gli organismi di mediazione possono essere enti pubblici o privati.
A Rieti l’organismo di mediazione è stato istituito ed è operante presso la Camera di Commercio.
Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi natura.
Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di €. 50.000,00.
È previsto anche un credito di imposta, ovverosia la somma pagata per la mediazione, se riesce, nei limiti di €. 500,00, viene accreditata, se la mediazione non riesce il credito si riduce a metà.
Il credito d’imposta deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione di cui al comma 3, in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n° 241, nonché, da parte delle persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi.


Rubrica legale
a cura dell’avv. Augusto Principi
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