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Un ricordo di «Aimone Luciani»
Inviato da : admin Sabato, 21 Gennaio 2012 - 15:49
I nipoti raccontano
Un ricordo di «Aimone Luciani»
Come accennato nel numero precedente, Orizzonti andrà alla scoperta di odori, sapori ed emozioni di una Rieti ormai sparita, vincolata in maniera indissolubile ad antichi mestieri, alle botteghe di una volta, ma anche alle preziosa attività di commercianti, artigiani e professionisti che a tutti gli effetti, sono parte integrante della storia più o meno recente della nostra città. Iniziamo questo nostro percorso a ritroso nel tempo, ringraziando Paola Luciani per questo ritratto di suo zio Aimone. 

Quelli della mia età ricorderanno il suo negozio di dischi e articoli sportivi posto quasi nella piazza centrale, l’emozione nello sfogliare le copertine dei Long Playing e dei 45 giri più gettonati. Personalmente ero interessato anche agli scatoloni impolverati, posti in cima agli scaffali. Lì dentro giacevano da anni, cose considerate ormai invendibili come ad esempio, vecchie copie degli adesso introvabili «Dischi del sole». Aimone, spesso divertito dalla mia inconsueta curiosità di adolescente, mi permetteva di aprire i vecchi contenitori e poi non sapendo che prezzo fare, finiva sempre per venderli a prezzi stracciati quelli che ora sono definiti dei veri e propri cimeli della musica popolare e della canzone sociale italiana. Correvano gli anni ’70 ma di storia passare, le vetrine di quel negozio, ne avevano già vista un bel pò.
E. F.
Mio zio Aimone, fratello di mio nonno paterno, nacque all’ Isola D’Elba il primo di luglio del 1900. Cominciò la sua attività commerciale a Rieti, nel 1925. Inizialmente aprì una sorta di bazar ospitato in un locale di via Cintia, una volta adibito a stalla per cavalli. Tra gli articoli in vendita si potevano trovare macchine fotografiche, macchine per scrivere,  materiale elettrico e tutto il necessario per esercitare il tennis e lo sci. Mio zio fu una delle prime persone nel Lazio, a vendere articoli per sciatori. Dopo qualche anno, il negozio fu trasferito prima in Via Roma e successivamente, nel 1938, in Piazza Cesare Battisti. Venne la guerra e al ritiro delle truppe, i militari tedeschi fecero razzia di ogni merce presente nel negozio. Nell’immediato dopoguerra, a Rieti fu eletto il sindaco Sacchetti Sassetti, amico personale dello zio, che lo incoraggiiò a chiedere il rimborso allo Stato Italiano per il furto subìto. Zio Aimone rifiutò affermando che non poteva chiedere soldi ad uno Stato debilitato dalla guerra. Era un Repubblicano Mazziniano e ci teneva a seguire con coerenza il suo ideale politico e morale. Così, con le sue forze e ripartendo da zero, rimise in piedi il negozio in piazza Cesare Battisti, nel centro di Rieti, gestendolo fino all’età di ottanta anni. Oltre agli articoli sportivi, aveva cominciato a vendere anche i dischi in vinile. Mi piaceva osservare le copertine dei 45 giri, riposti in contenitori di legno, a misura. Mio zio era molto pignolo. Ogni disco era catalogato e ordinato in ordine alfabetico. Mi ricordo ancora il bancone del negozio che custodiva oggetti ben sistemati e che, grazie al vetro superiore e laterale, lasciava vedere gli articoli esposti. Tra gli oggetti che amavo di più, c’erano piccole statuine raffiguranti sciatori o cani da slitta e scatole per me, ancora bambina, assolutamente magiche. Queste ultime, tirando la coda di un cane, si aprivano trasformandosi in portaoggetti o portasigari del tipo ancora oggi in vendita in alcuni negozi di montagna. Aveva un carisma particolare mio zio. Una volta, lasciò sulla porta del negozio, il consueto biglietto con su scritto: “Torno subito”. Tornò ma da Milano, dopo due giorni, imbattendosi una volta a Rieti, con alcuni clienti che lo aspettavano impazienti. Ci fu un amore che gli creò una grande delusione e non si sposò mai anche se molte donne gli scrivevano lettere passionali. Nei suoi momenti liberi amava leggere e incontrare amici.Nel suo album di foto, tutte accompagnate da dediche, c’erano anche i suoi disegni che rappresentavano con ironia scene di vita quotidiana. Erano dei veri e propri fumetti.Prima di entrare nella scuola di cinema d’animazione, disegnavo anch’io fumetti e illustrazioni. L’ istinto rivolto al commercio è proseguito con mio padre Antonio, specializzato nell’accordatura di racchette da tennis e con i miei due fratelli: Alessandro e Carlo. L’attitudine al commercio, al disegno e la coerenza sono caratteristiche tramandate da mio zio a mio padre e poi a noi figli. Per noi è un grande privilegio, aver ereditato queste potenzialità. Ancora oggi il negozio prosegue la sua attività, in via Ligustri, gestita da mio fratello Carlo, specializzato in articoli sportivi. Alessandro gestisce invece, una società per  l’arredamento di negozi. Ricordo mio zio Aimone e la sua personalità poliedrica e affabile con molto affetto.
di Egisto Fiori
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