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Una interessante pubblicazione
Inviato da : admin Sabato, 21 Gennaio 2012 - 16:10
Una interessante pubblicazione curata da Giuliano Rossi
Sfogliarlo è un piacere. Lo sguardo cade sulle numerosissime immagini fotografi che, molte recenti, ma anche antiche e bellissime come le radici contorte di certi alberi secolari. Le opere di Franco Bellardi, con pochi tratti e improvvisi squilli di colore, spuntano qua e là dalle pagine, dipanando intricate trame di memoria. 

Ha un sapore questo libro. È passato un secolo dalla nascita della banda di Lisciano ma il tempo non è ristagnato nella conca del ricordo. Il 14 maggio 1911 è iniziata una storia che ancora oggi è viva. Il volume che ripropone un percorso durato un secolo, indipendentemente dal suo universale e indubitabile valore storico ed artistico, può contribuire fortemente ad una maggiore autocoscienza di chi a Lisciano vive o vi ebbe i natali, favorendo, per dirla con l’autore Giuliano Rossi, «una riappropriazione delle proprie origini sociali e culturali». L’epopea della banda musicale del piccolo centro alla falde del Terminillo non è però solo un fatto privato, ascrivibile alla cosiddetta «storia locale». Le vicende dell’ensemble, pur nel loro intrecciarsi con quelle nazionali, spesso anche drammatiche, svelano un’altra storia, quella scritta non dai papi, dai generali e dai politici ma dalla gente comune. È questa la storia che rischia di cadere nell’oblio e che, grazie al volume, riemerge prepotentemente sfilando in una sequenza di ricordi, immagini, emozioni. Quella della banda Giuseppe Verdi è la narrazione di una passione che, come preziose lenzuola di lino ricamate, è stata trasmessa di generazione in generazione. È un sentiero di impegno e di dedizione, sovente battuto da una grande volontà di riscatto umano e sociale. È la storia di una chiave, quella che don Attilio De Francesco, fondatore della banda, utilizzava per dirigere il suo gruppo e che spesso finiva sulla testa di qualche allievo indisciplinato. È la storia di personaggi e di figure riconosciute dalla comunità per il loro carisma, siano esse state il parroco, il mugrazie anche alla ricercata mediazione degli americani. Storie di Lisciano, storie di italiani, di piccoli gesti di eroismo inconsapevole dettati dalla dignità personale e collettiva, dal senso di appartenenza, da una generosità che ieri, come oggi, mai sembrano meritare un solo rigo sulle pagine di un giornale. Eppure la realtà è questa. È il battito costante del martello di Felice3 che forgia nuovi leggii per le partiture musicali, è il gesto meticoloso e ripetuto di Giovanna4, tutta assorta nel confezionare le prime divise della banda. La realtà è l’emozione di Emilio Rossi, che dopo aver perduto una mano sulle sponde del Piave per colpa di una granata, torna a suonare nella sua banda ed eseguendo «La leggenda del Piave», si commuove fino alle lacrime. Piccole storie di un Paese reale che rischiano di perdersi in favore delle supponenti, quanto spesso noiose, agiografie di Stato. Il volume «Lisciano e la sua banda musicale 1911- 2011 cento anni di storia», in cui l’autore Giuliano Rossi ripercorre la storia del complesso bandistico fino ai nostri giorni, è stato presentato nel piccolo centro pedemontano sabato 14 maggio, in occasione della celebrazione del centenario della nascita della banda Giuseppe Verdi. È in questo clima di festa che Giuliano Rossi, stimatissimo giornalista e tra le tante altre cose, direttore di questa rivista, ha visto coronato un sogno rimasto nel cassetto per molti anni e inseguito con passione e dedizione, attingendo alle memorie personali e a quelle di chi è stato nelle possibilità di ricordare e raccontare. Nel suo lavoro di ricerca è riuscito a coinvolgere la sua comunità di riferimento, a valorizzare i ricordi, ad armonizzare il materiale, soprattutto fotografico, sparso nel ripostigli delle affettività familiari, restituendo a questo una dignità storica e morale. L’interesse di Giuliano Rossi per Lisciano e il nostro territorio è noto e non deve stupire quanto questa passione sia riuscita a produrre. Più lo si sfoglia, più lo si legge, più se ne rimane convinti. Ha un sapore questo libro.

recensione di Egisto Fiori
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