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Morbillo
Inviato da : admin Domenica, 22 Gennaio 2012 - 17:19
Il morbillo è una malattia seria Morbillo uguale «piccolo morbo»… ma attenzione!
Questo «piccolo morbo» non è affatto innocuo: al contrario, il morbillo è attualmente una delle malattie infettive che fanno più paura e, allo stesso tempo, anche una delle più sottovalutate.


Nonostante tra le famiglie italiane ben lieve sia l’eco dei rischi che si corrono contraendo il paramy-xovirus ( il virus responsabile del morbillo), l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso dati davvero allarmanti sulla sua diffusione tra i bambini europei nei primi quattro mesi del 2011. Si parla di ben 6.500 casi, quindi una vera e propria epidemia, considerando che in tutto il 2010 i casi sono stati 5.000.
Eppure questa malattia è stata conosciuta e studiata da numerosi autori della letteratura medica da tempi antichissimi: i primi accenni sono datati 572 d.C e risalgono ad un antico manoscritto arabo che riporta la comparsa di morbillo, rosolia e vaiolo nelle terre d’Arabia.
Ma è intorno al 1517 che questo morbo esplode in tutta la sua potenza: negli anni successivi alla scoperta dell’America infatti, gli esploratori europei diffusero il morbillo nel continente appena scoperto, causando un’epidemia devastante tra gli indigeni che non conoscevano ancora questa malattia e non ne erano dunque immuni. Da questa data in poi, epidemie di morbillo si sono susseguite a cicli alterni interessando interi continenti: dall’Europa all’Australia, dall’Africa all’America.
In questi ultimi due anni purtroppo, il «piccolo morbo» è tornato a far parlare di sé in Italia… e in termini quanto mai allarmanti purtroppo. Il nostro Paese si colloca infatti in una situazione di ritardo rispetto agli altri; i dati parlano chiaro: nel 2002 in Italia si sono verificati oltre 40 mila casi di morbillo, con almeno 6 morti a causa delle complicanze sopraggiunte. Nello stesso anno in tutti gli Stati Uniti, si sono verificati solo 36 casi di morbillo e nessun morto.
La ragione è presto detta. Una delle cause principali delle morti da morbillo nel nostro Paese, è incredibilmente anche la più banale: la mancanza di informazione. Dal momento che il vaccino contro il morbillo non risulta essere tra quelli obbligatori, molti genitori non sanno che spesso chi ne contrae il virus, può andare in contro a complicanze serie e a ricoveri.
Un bambino ogni 10 ad esempio, sviluppa una broncopolmonite. Le complicanze broncopolmonari sono la prima causa di morte. Un’altra temibile complicanza è l’encefalite. Un bambino ogni mille sviluppa un’encefalite. L’encefalite da morbillo può dare danni neurologici permanenti nel 25-35% delle persone ed essere mortale nel 25%.
Per questo motivo - su iniziativa del Ministero della Sanità- il Dipartimento di Prevenzione della Usl di Rieti ha avviato una campagna di vaccinazione gratuita su tutto il territorio provinciale, coadiuvato in questo importante compito anche dal personale del Servizio Materno Infantile, dei Consultori e dei vari distretti. Questa iniziativa è stata resa urgente dai dati sempre più allarmanti provenienti dal Simi ( Sistema di sorveglianza delle malattie infettive).
Nel corso dell’anno 2010 infatti, è stato registrato un vero e proprio evento epidemico nella Regione Lazio; solamente nel territorio della Provincia di Rieti, dal 1 Dicembre 2010 al 30 Marzo successivo, sono stati registrati ben 132 casi di morbillo, risultando essere la provincia con il più alto tasso di incidenza per Asl di residenza.
Il numero dei casi è notevolmente aumentato a partire da Maggio, con un picco allarmante nel mese di Giugno (ben 50 casi), diminuendo poi gradualmente verso la fine dell’anno. La fascia di età più interessata è stata quella compresa tra i 15 e i 19 anni ( 42,42%); mentre complessivamente, circa il 74% dei casi interessa la fascia dai 10 ai 24.
Sono stati dunque interessati Ven-totto dei settantatrè comuni presenti nella provincia di Rieti.
Perché continuare a morire per una malattia che può essere facilmente de-bellata? Grazie alla vaccinazione il vaio-lo e la poliomielite sono solo ricordi lontani: il morbillo può essere sconfitto nello stesso modo.
Il vaccino contro il morbillo è usato ormai da più di trent’anni, per un totale di oltre 500 milioni di dosi; è dunque conosciuto, sicuro ed efficace. La vaccinazione è inoltre indicata ed eseguita gratuitamente anche per coloro che non ricordano con certezza di aver avuto queste malattie, in quanto la sommi-nistrazione del vaccino avrebbe quale effetto  quello di assicurare una maggiore protezione.
Non resta dunque che un ultimo appello: quello a vaccinarsi… perché vaccinarsi non costa nulla, ma non farlo può costare una vita. 
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