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Il tabagismo
Inviato da : admin Domenica, 22 Gennaio 2012 - 17:22
Il tabagismo
Giorni fa il Direttore Giuliano Rossi mi faceva notare che dopo aver trattato argomenti    come la droga e l’alcolismo sarebbe stata buona cosa parlare anche del fumo, divenuto oramai appannaggio dei nostri giovani e, cosa peggiore, delle nostre giovani.



Una statistica recente riporta che le ragazze dedite al fumo sono circa il 70% della popolazione giovanile e mentre nei maschi si prospetta una sempre minore propensione per il fumo, la media è in aumento nel sesso femminile, ove i danni irreparabili che esso provoca sono molto più dannosi. Accanto al cancro della laringe e del polmone tipico dei grandi fumatori, nella donna è ormai riscontrato, con certezza assoluta, tra i danni del fumo anche la maggior facilità allo sviluppo di un carcinoma uterino o annessiale (tube, ovaie). Mentre scrivo, io che ero un accanito fumatore (i miei allievi dell’Università Cattolica e della Sapienza mi rendevano edotto sul numero di sigarette fumate ammonendomi, bontà loro, sui rischi che correvo) ricordo con lo stesso terrore di quegli anni di astinenza, quando decisi di smettere; dopo giorni e giorni di riflessione, di preparazione psichica all’evento, un bel mattino regalai il pacchetto di Malboro e l’accendino al tecnico di sala operatoria, pregandolo di non mostrarmi più nessuno dei due oggetti da quel momento e per sempre.
Feci anche una cosa importante: andai a fare un esame Rx del torace da cui rilevai la presenza di due polmoni divenuti di un indefinibile colore tra il nero e il grigio scuro. Il collega radiologo guardandomi con una certa nota di serietà mi disse che era veramente meravigliato come ancora non si fosse sviluppato un tumore. Il periodo post cessazione fu tormentato, ebbi una vera e propria sindrome da astinenza, con dolori gastrici, vertigini che mi impedivano alcune sedute operatorie e disturbi psichici diversi cominciando dalla terribile sensazione di «avere le mani» mi domandavo in assenza della gestualità legata alla sigaretta, dove mettere, cosa fare delle mani che correvano alle tasche nella vana speranza di trovare una sigaretta da portare alla bocca, e compiere così il rituale dell’accensione e della prima boccata di fumo che scendeva, sordido nemico mascherato da piacere, a distruggere la mia laringe, i miei polmoni. Durò un po’ questa situazione, smorzandosi piano piano nel corso dei giorni. Poi un giorno comincia a sentire un senso di disturbo se mi trovavo vicino ad un fumatore ed infine la nausea, la totale avversità verso il veleno che per tanti anni avevo portato ai miei organi respiratori. Ora sono passati tanti anni, sono felice di essere riuscito nell’impresa che inizialmente mi sembrava impossibile e che invece è solo legata ad uno sforzo di volontà. Forse se avessi seguitato non sarei qui a portarvi la mia esperienza, cari ragazzi; fumare è un suicidio lento, terribile, non è vero giustificarsi con «ma io non l’aspiro» è un enorme banalità, per giustificare a noi stessi per primi, e poi agli altri, che in fondo non può fare male. Occorrerebbe mostrare le lastre di un fumatore e di un non fumatore: le mie attuali radiografie del torace dopo venti anni «dall’eroico gesto» portano ancora i segni del veleno ingurgitato, ma messe a confronto con le precedenti sono addirittura diafane e tanto basta
Ragazzi, e voi giovani signorinette che vi affacciate alla vita e che per mostrarvi più grandi vi sentite importanti con le sigarette in mano, che il veleno che state «gustando» rovinerà oltre i vostri polmoni, la laringe, l’utero anche la cute avvizzendola prima del tempo, rendendola vecchia e cadente nonostante l’età anagrafica sia ancora giovane.Liberatevi da questo maledetto vizio, sostituite la sigaretta, magari con una caramella, fate cose le più disparate, passeggiate all’aria aperta succhiando l’O2 delle piante, espirando la purezza di un’aria non avvelenata dai fumi; noi siamo fortunati, la nostra città ci offre ancora la possibilità di passeggiare sotto gli alberi le cui foglie al mattino riversano nell’aria, benefiche, boccate di ossigeno. Approfittatene: prevenite le possibili insorgenze di tumori che vi ruberanno la vita, fatevi magari aiutare (presso la Lega Italiana per la lotta contro i tumori di Rieti esistono corsi di dissuefazione dal fumo, fatti da esperti nel settore: iscrivetevi telefonando al numero 0746.205577 dalle ore 09.00 alle ore 13.00 nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì). Andate determinati, e la battaglia sarà vinta sia contro il fumo che contro la tremenda strada che sbocca solo nel peggiore dei baratri: il cancro che è li per ghermire chi scioccamente non lo  previene. Non è il fumare che ci fa sentire più grandi, non è il seguire la moda che desta l’ammirazione, anzi è proprio il contrario. Quanto grande sapeste, è la gioia di poter dire ho vinto la battaglia contro il fumo o meglio ancora «io non ho mai fumato». Avrete guadagnato un pezzo in più della vita che vi spetta e vi accompagnerà una sana e migliore qualità della vita stessa. Il tumore non sarà con voi e non vi toccherà perché avrete saputo fare la prevenzione che è espressione di intelligenza e di capacità di autocontrollo. Ora sorge la domanda: perché il fumo arreca tanti danni? Non sarà forse un pregiudizio che si è impadronito dell’uomo? Non è pregiudizio, non è esagerazione dei danni che apporta: l’esperienza clinica e la ricerca hanno ormai dimostrato con dovizia di particolari che Nicot tornando dai suoi viaggi in America e offrendo in dono alla augusta sovrana le foglie di tabacco, aveva completamente errato nel considerarlo una medicina.
Numerosi al-caloidi sono presenti nel tabacco a cominciare proprio dalla nicotina il cui effetto negativo nella circolazione e sul cuore è ormai fuori dubbio. Molti sono i malanni provocati dal fu-mo sulla funzione cardiocircolato-ria: l’infarto del miocardio ne è uno dei principali eventi negativi. Quindi non solo l’azione nociva sulle cavità orali sulla laringe sui bronchi o sul polmone, ma anche nell’apparato car-diocircolatorio. L’azione del fumo è dunque delete-ria: vale la pena portare alle labbra una sigaretta, che a lungo andare è peggio della droga stessa, tanto vero che la sua assenza, per un fumatore, scatena una vera e propria sindrome da astinenza? Perché tu giovane donna che ti affacci alla vita, devi già apparire appassita quando invece è il tuo momento della fioritura? Perché tu ragazzo non ti offri allo sport che fortificando il tuo corpo  comporta anche una migliore performance cerebrale (mens sana in corpore sano  come ci hanno insegnato i nostri antichi progenitori?)
Rifuggiamo un vizio che non da piacere neanche nel momento in cui ne abusiamo e nel tempo diventa portatore di mortee ancor peggio portatore di malattie che alterano l’equilibrio psico-fisico portando l’uomo a divenire un oggetto e non più il soggetto della propria vita. Desta veramente pena vedere, soprattutto chi sta aprendosi alla vita, e già ne programma volutamente il declino auto avvelenandosi. La vita è un bene prezioso, perché giovane amico, la vuoi distruggere, perché vuoi farne un pascolo per saziare il mostro che, se ti prende non ti lascia più, fino a che non ha dilaniato tutte le tue carni? Reagisci, combatti, determinato a non farti irretire, combattivo se già lo sei per uscirne: vedrai quanto saranno migliori le tue prestazioni fisiche e psichiche, e quanto più splendente è il sole del tuo futuro, quanto migliore è la qualità del vivere: forza dunque, lancia in resta verso la vittoria.
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