Orizzonti ieri, oggi e domani | Home | News | Cerca | Web Links | Raccomandaci | Invia News 
29 Apr 2017   15:31
Il giornale dell'Amministrazione Beni Civici di Vazia
Menu principale
On-line

Ci sono 1 visitatore e
0 utenti on-line

Sei un utente non registrato. Puoi loggarti qui.

Login

 Nickname

 Password

 Ricordami


Lingue

Scegli la lingua:

Castelfranco:tra Stato Pontificio e Regno di Napoli
Inviato da : admin Giovedì, 15 Giugno 2006 - 17:11
Castelfranco:tra Stato Pontificio e Regno di Napoli
di Fabrizio Salvati

CastelfrancoMettere insieme numerose notizie storiche che alternano epiche battaglie a problemi di natura economica, in poche righe, non è assolutamente facile.
Proveremo a cavalcare insieme circa tre secoli di storia e di scontri, che hanno avuto come scenario la terra di mezzo posta tra Rieti e Castelfranco da un lato e Cittaducale, S.Rufina, Lugnano e Cantalice, dall’altro.
Castelfranco nasce come baluardo di difesa dello Stato Pontificio nei confronti del Regno di Napoli.


La costruzione delle prime aree fortificate è datata intorno al 1376 e desta nelle Regina Giovanna I d’Angiò vive preoccupazioni, tanto che, nel dicembre del 1376, viene inviato il Conte Montorio Capitano delle armate dell’Aquila, in ricognizione ma pronto a distruggere Castelfranco.
Tale notizia fa smuovere la burocrazia della città di Rieti, che decise di affrettare e migliorare la forti-ficazione di Castelfranco, aumentando anche il numero delle abitazioni all’interno della cinta muraria.
A tale iniziativa seguì la franchigia dalle imposte concesse agli abitanti del nuovo castello.
Nel 1377 il Capitano Montorio scendeva nel territorio di Rieti e si accampava sotto le mura della città, predisponendosi per l’assedio.
Improvvisamente, grazie all’intervento di Papa Gregorio XI, ci fu un contrordine che mediò una tregua con l’Aquila tanto da far ripiegare l’esercito invasore oltre confine, non senza aver distrutto i campi e asportato le campane dalle chiese che trovava lungo il percorso a ritroso.
Non appena le acque si calmarono, ripresero i lavori di fortificazione di Castelfranco, che giunti al ridosso del 1394 erano ancora lungi dall’aver termine, a causa di una serie di piccole lotte che turbarono la comunità di Frascaio, terra dalla quale venivano in gran parte i nuovi abitanti di Castelfranco.
Per sanare tali dissidi e soprattutto per far sì che la nuova rocca fosse fornita anche di adeguate case, il comune di Rieti, con mano benefica, invece di punire i rivoltosi decise di agevolarli nella costruzione  delle abitazioni entro le mura.

Purtroppo i dissidi proseguirono e nel 1394, il Podestà di Rieti, Cecco di Gianni Cimini, aveva condannato alla grave ammenda di venticinque fiorini a testa cinquanta abitanti di Castel-franco, perlopiù oriundi di Frascaio, di Colle Vitello e di Villafranca, perché o non avevano preso possesso dell’area fabbricabile loro assegnata o perché si erano allontanati dal circondario di Castelfranco.
I rivoltosi minacciarono il 13 novembre 1394 il Consiglio Generale avanzando il proposito di un abbandono di massa del territorio loro assegnato se non fossero state abolite le sanzioni economiche loro imposte.
Si giunse all’accordo e in breve alla realizzazione di tutte le opere murarie di difesa e alle abitazioni di Castelfranco.
Agli inizi dell’anno 1433 nacque una contesa tra gli abitanti della nuova rocca e quelli di Lugnano, la prima di quella interminabile catena da cui ebbe origine lo stillicidio di aspre guerriglie con le popolazioni delle terre di confine.
Nel dicembre  del 1436 si accese una breve guerriglia tra Rieti e Castelfranco da un lato e Cittaducale con Cantalice dall’altro, con catture di prigionieri e razzie di bestiame da ambo le parti.
Nel Consiglio Generale del 17 dicembre dello stesso anno, si discusse le modalità di riscatto dei prigionieri e dei risarcimenti delle rispettive parti contrapposte al fine di sanare i dissidi che ogni giorno di più logoravano le forze delle popolazioni frontiste.
Al fine di tutto la faida tra Castel-franco, Cantalice e Lugnano continuò e ogni pretesto era buono per creare spunti di discordie.
Nel 1463 ripresero le ostilità tra Rieti, Poggio Bustone e Castelfranco da un lato e Cantalice e Cittaducale dall’altro e ne fece le spese il castello di Butri, scenario della battaglia, che andò distrutto.
Nel 1468, quasi che le guerre non bastassero a decimare gli uomini, giunse la peste.
Il 2 giugno di quell’anno i governanti Reatini vietarono a tutti gli abitanti delle zone limitrofe, di entrare in città, con ammenda di un ducato e di due tratti di corda.
Al tempo stesso, onde i malati non mancassero di assistenza, incaricarono due cittadini di portare alla chiesa del Monastero di S. Tommaso fuori Porta d’Arci il necessario per le cure dei colpiti dal terribile morbo.
Nel 1485, la congiura dei Broni Napoletani contro il Re, creò il pretesto per una nuova guerra, che vide coalizzati ai danni di Re Ferrante D’Aragona, il Papa Innocenzo VIII, i reatini, gli aquilani e i Conti Mareri.
Il 29 dicembre dello stesso anno, i cantaliciani, rimasti fedeli al re e uniti a cento soldati spagnoli, attaccarono Castelfranco; da tale scontro persero la vita 2 abitanti di Cantalice e uno spagnolo.
Nel 1495, i reatini vollero approfittare della presenza delle truppe francesi e svizzere dell’esercito di re Carlo VIII, per espugnare Cantalice.
L’impresa si risolse in un clamoroso insuccesso che vide l’arretrare delle truppe alleate.
I reatini, temendo le rappresaglie di Cantalice e di Cittaducale, si affrettarono a rafforzare le difese di Castelfranco, inviandovi 24 balestrieri.
La battaglia che seguì si svolse sotto la cinta muraria dell’avamposto reatino e vide alla fine l’arretrare delle truppe del regno di Napoli, non senza, però, aver arrecato danni alle fortificazioni di Castelfranco.
Il 1504 vide una nuova diatriba con gli abitanti di Lugnano, i quali ne uscirono depredati, ma senza spargimenti di sangue.
Nel 1555 gli abitanti di Castel-franco tesero un’imboscata a quelli di Lugnano, che furono prontamente soccorsi dai vicini di S.Rufina e di Cantalice.
Nella primavera del 1557 Cantalice fu assediato dalle milizie di Rieti e di Castelfranco, che arrecarono numerosi danni e fecero numerosi prigionieri.
Il 15 marzo 1571 vide la stipula del trattato di buon vicinato tra gli abitanti delle terre di confine.
Durante il periodo di quasi tranquillità che sopravvenne, furono regolati i rapporti tra Comune di Rieti e Castelfranco ed eseguiti i lavori di ristrutturazione della cinta muraria, dell’abitato e delle torri di guardia.
Nel 1641, si svolse l’ultima guerra tra Rieti e Cantalice.
In questo episodio Castelfranco ebbe ancora un ruolo in prima linea; fortunatamente la guerra si risolse con una mediazione che vide una pace lunga e duratura.
Gli eventi che restano nei documenti storici dopo questa data, vedono per fortuna solo episodi di natura economica.
Stampa la pagina Invia l'articolo ad un amico
 
Link correlati
Vota l'articolo
Questo articolo non è stato votato