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Ivan, ti vorremo sempre bene
Inviato da : admin Mercoledì, 31 Luglio 2013 - 09:40
Ciao Ivan, ti vorremo sempre bene
Valente medico, ha collaborato per tanti anni, con il nostro giornale
Come si può ricordare un Amico scomparso, uno di quelli che conosci da sempre, senza provare una grande tristezza dopo aver consumato le lacrime?
Con il cuore ancora stretto si può fare, ripensando ai momenti sereni passati insieme come quando, poco tempo prima della sua morte, ci siamo trovati a Roma, all’Assemblea nazionale della Legata Italiana per la lotta contro i tumori, dove lo avevo accompagnato perché lui partecipava nella sua posizione di presidente della sezione reatina che ora è intitolata al suo nome: Ivan Liguori.


Il momento migliore della giornata è stato durante l’intervallo dopo i lavori svoltisi la mattina e in attesa di riprendere, il pomeriggio, nella Sala convegni del Senato.
Dopo una frugalissima colazione, nel tempo che restava, visita a Santa Maria sopra Minerva e quindi avanti, prima con i commenti alla giornata di impegni, poi parlando di noi stessi.
Ivan era un uomo, come suol dirsi, con il cuore in mano, quindi gli fu facile parlare della sua professione e delle emozioni che aveva provato, per poi parlare dell’amore della sua vita, la moglie Anna, poi di quello per la figlia Valentina e dell’impegno per allevarla, affrontando tutti i problemi comuni ai genitori. Ed anche di più.
Quel giorno il mio presidente era un fiume in piena e non mi nascose alcune preoccupazioni per la sua salute, lui a me, che mi aveva più volte raccolto con le ossa rotte! Così come non potei fare a meno di ricordargli la mia schiena con vertebra incrinata avvolta in bende di plastica con semi-svenimento per ammoniaca, visto che quel giorno mancavano quelle per le ingessature; o quel giorno che uscito io dalla sala operatoria, per frattura alla clavicola e ancora sulla barella mi sentii fare questa confessione: «Ho visto la tua gamba destra più corta (per la prima delle mie fratture n.d.a.) e mi era venuta l’dea di  allungartela).
Sì perché il prof. Ivan Liguori, primario ortopedico dell’Opg reatino, per decenni applicando la tecnica del prof. Gavril Lizarov, aveva ottenuto risultati straordinari allungando o rial-lungando gli arti inferiori. Così come aveva operato migliaia di ernie al disco sempre al servizio della collettività e magari rinunciando alla ricchezza che il settore privato avrebbe potuto dargli.
«Era un uomo buono – dice Pasquale Berton, quello della Brina, che ha lavorato con lui dall’inizio e fino alla pensione – che si spaccava in quattro per tutti. E non tutti lo capivano».
Così quando Ivan mi chiese «Perché  non vieni con me alla Lilt» come potevo dirgli di no. È allora cominciata una collaborazione che ci ha portato in giro per la provincia a parlare alla gente di come sia la prevenzione l’unico modo per affrontare il cancro; nelle sedi dei Corpi militari; al contatto con Istituzioni e Associazioni; a organizzare convegni.
Fino a quel giorno, quando dopo aver affrontato con gli altri amici della Lilt una serie di problemi, siamo usciti insieme dalla sede in via Flavio Sabino 25.
Aveva qualche preoccupazione e ci siamo salutati in fretta.
 Non l’ho più visto.
Poi tutta Rieti  l’ha pianto, in una chiesa gremita come raramente accade, e si è stretta intorno ad Anna e Valentina che l’hanno perduto. Ma forse no perché è sempre vivo insieme a loro. E a tutti coloro che gli hanno voluto bene.
di Flavio Fosso
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