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Estate, crisi e tintarella a buon mercato
Inviato da : admin Lunedì, 07 Ottobre 2013 - 17:50
Estate, crisi e tintarella a buon mercato
È giugno, ed a Rieti e dintorni ormai ci si prepara per le vacanze estive, ma basta accendere un minuto la tv, guardare un telegiornale, e ci si accorge che non per tutti il sogno delle vacanze potrà concretizzarsi. La parola dell’anno è sicuramente «crisi» ed anche in questo caso c’è da tirare in ballo l’inflazionato vocabolo per spiegare come mai gli italiani trascorrano sempre meno le ferie fuori dalla propria città.


Rieti non fa eccezione, la famosa parola ha colpito anche qui, anche i reatini in molti casi quest’anno saranno costretti a passare l’estate in città, solo che a differenza dei romani costretti all’afa estiva del cemento, o ai poveri cugini ternani che vivono dentro un pozzo, la nostra città ha un paradiso a 10 minuti di macchina: il Terminillo.
Non è una nuova scoperta, ma tutti gli anni si conferma una piacevole riscoperta, quando la colonnina di mercurio comincia ad alzarsi ed i palazzi dentro la città si trasformano in forni, chi ha 2 giorni, un pomeriggio, o anche solo la pausa pranzo libera, prende la macchina ed imbocca la terminillese. Basta superare il rettilineo di Lisciano per iniziare a salire e lasciarsi l’afa alle spalle,e con il passare dei tornanti il paesaggio intorno alla strada muta: i rumori della città lasciano il posto a quelli della natura, le voci diventano cinguettii, le case diventano alberi ed i giardnini diventano prati. È proprio in questi prati, a Pian di Rosce che la «Rieti furba» si rifugia. Il caso particolare di quest’anno forse maschererà la necissità in furbizia, ma è dagli anni ’60 e dai famosi campeggi sui prati con tende e all’epoca anche con roulotte, che ogni reatino amante della natura e della tranquillità trascorre le proprie ore libere steso sul prato con un asciugamano, a prescindere dal conto in banca dalla crisi e dall’età. Il prato non è discriminante, non ti chiede un ingresso da pagare, non ha aree VIP in cui chi paga di più è trattato meglio, potrai essere anche un notaio, un famoso costruttore o un principe del foro, ma se arrivi tardi ti dovrai «accontentare» del posto che rimane, impresa non troppo ardua visto che ce n’è per tutti i gusti: dall’amante dell’abbronzatura a quello dell’ombra dei faggi, alle famiglie con bambini, ai gruppi di ragazzi con il barbecue, ogniuno trova il suo angolo di felicità al solo prezzo di pochi chilometri con la macchina o con l’autobus.
Come ogni paradiso però anche Rosce ha il suo inferno, si trova in fondo al prato ed è costituito da una fontana fatiscente con 2 vasche da bagno per far abbeverare le bestie, e dai «bagni pubblici» ormai abbandonati da anni e usati come discarica per l’immondizia dei turisti troppo pigri. A parte il problema di questo angolo oscuro, che speriamo venga presto risolto, la bellezza del prato e della natura rimane in buona parte incontaminata grazie anche al forte senso del dovere ed al rispetto dell’ambiente che i reatini dimostrano, forse perchè a differenza di altri luoghi, questo lo sentono come un posto che è di tutti, e non come una cosa che non è di nessuno.
I problemi si hanno più che altro la domenica, quando oltre ai reatini anche i romani arrivano sulla loro montagna non mostrando lo stesso rispetto per quella che è chiamata la «montagna di Roma».
Sperando che almeno quest’anno capiti a prendere il sole e a godersi la natura, un politico o qualcuno che abbia la competenza di poter aiutare tutta la comunità ad aver un luogo rispettato e pulito. È da tanto tempo che tutto ciò si verifichi. Auguriuamo a tutti una buona estate!
di Alessandro Acciai 
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