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Lisciano e le sue storie
Inviato da : admin Giovedì, 15 Giugno 2006 - 18:09
Lisciano e le sue storie
Eventi miracolosi, antiche suggestioni
di Tea Antignani

Madonna LiscianoLa chiesa parrocchiale di S.Maria del Soccorso è una bella chiesa, semplice ed elegante con la sua unica navata e i quattro altari laterali.
Risale al Medioevo e intorno ad essa si sono strette le case del nucleo più antico di Lisciano. Eretta a parrocchia nel 1616 fu, poi, completamente restaurata nel 1700 mantenendo però la pianta antica ed abbellendosi con lo stile «roccocò» tipico dell’epoca.


Tre grandi tele raffiguranti la Madonna del Rosario, San Vincenzo Ferreri e la Madonna del Carmine e una statua di Sant’Antonio Abate ornano gli altari laterali; sull’altare maggiore, posta in una nicchia protetta da un vetro, c’è una bella statua raffigurante la Madonna con il Bambino.
Gli studiosi fanno risalire quest’opera alla fine del 1500, tuttavia non parlano di altri fatti, più avvincenti e straordinari tramandati di nonni in nipoti nel corso degli anni; noi siamo andati da qualcuno che ancora custodisce queste antiche memorie e abbiamo ascoltato con attenzione i loro racconti.
Ci fu un tempo in cui un gruppo di cardatori della canapa si erano allontanati da Lisciano per andar a prestare la loro opera in luoghi dove era richiesta. Sulla strada del ritorno, durante una pausa di ristoro, rinvennero, in una grotta, la statua della Madonna. Affascinati dall’opera e convinti che non potevano lasciarla in quel luogo inospitale, la caricarono su una mula e, usando la cautela necessaria affinché non si rovinasse, ripresero la strada del ritorno.
Quando furono in prossimità di Lisciano, a ponte Ranaro, avvenne qualcosa che aveva dello straordinario: la mula crollò in terra tramortita e nello stesso istante le campane della chiesa presero a suonare a distesa senza intervento umano. La gente si spaventò, si riversò per le vie per capire cosa stesse succedendo e tutti si recarono sul posto dove la mula era crollata in terra. Erano numerosi i fatti strani: un ritrovamento fortuito, il crollo della mula proprio sul confine territoriale, le campane che suonavano a distesa. Il popolo si convinse che la Madonna aveva scelto proprio Lisciano quale sua sede e fu così che, in processione, la trasportarono in chiesa collocandola sull’altare maggiore .
 Da allora è oggetto di sincera devozione che culmina, il 21 Maggio, nella festa dedicata appunto alla Madonna del Soccorso e la cui processione, seguitissima, si effettua la prima domenica successiva al 21 Maggio per dar modo a tutti di parteciparvi e di gustare le ciambelle che le donne preparano per la festa.
La processione si snoda per le vie del paese, si allarga nel piano sostando davanti alle varie edicole e tutti intonano un canto, di autore ignoto, di sentita fede nel soccorso della Madonna sia per i penitenti sia per il paese.
Ma la statua che viene portata in processione non è quella originale, è una copia. Motivo di questa sostituzione sono altri fatti straordinari che le donne hanno sentito raccontare dalle loro nonne.
Si racconta che, un tempo, nella settimana della festa, il parroco esponeva la statua, vestita ed adornata, al culto dei fedeli e pronta per essere portata in processione ma, più di una volta, la statua è stata ritrovata non dove era stata messa bensì sull’altare, nel suo sito abituale. Accertato che nessuno aveva spostato la preziosa statua in terracotta, si giunse alla conclusione che la Madonna non voleva essere spostata e cosi’ si decise di ordinarne una copia da utilizzare nei momenti di festa e lasciare sull’altare, protetta nella sua nicchia, l’originale.
Le due statue sono identiche, tuttavia molti affermano che nell’originale c’è un «non so che» che la rende unica, forse lo sguardo, forse l’espressività del volto o forse l’atteggiamento verso il Bambino che rivolge il viso alla Madre.
Nel corso degli anni numerosi fedeli si sono rivolti alla Madonna del Soccorso e le loro preghiere sono state accolte visto che a «Lei» sono stati donati numerosi ex-voto in oro, una parte dei quali è stata fusa e un artista orafo ha realizzato l’aureola posta sul capo della Vergine.
Questi sono i racconti delle nostre nonne e abbiamo voluto raccogliere le testimonianze di chi conosceva gli eventi straordinari avvenuti secoli fa per lasciarne memoria perché, solo se si conosce il passato, si può costruire un presente ed un futuro degno di essere vissuto.
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