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Mauro Fuggetta, il numero 1
Inviato da : admin Mercoledì, 09 Ottobre 2013 - 18:45
Mauro Fuggetta, il numero 1
Esiste la passione sportiva applicata al calcio, quella che generalmente viene chiamata «tifo»? Se esiste a Rieti ha un nome e cognome: Mauro Fuggetta.
Chi segue le vicende calcistiche amaranto-celeste ha avuto modo di incontrarlo per decenni, prima sugli spalti del Vecchio Fassini, poi sulle tribune del Manlio Scopigno.


«Anche se negli ultimi tempi ho diminuito le mie presenze, perché gli anni passano per tutti – spiega – un  sentimento è rimasto integro: l’ammirazione per la Juventus e quella per il Rieti».
«Io – prosegue – proprio per la mia età ho visto tanti degli episodi raccontati nel libro “Forza Rieti”. Dalla mia memoria emergono le grandi parate di Ippoliti, i gol di Rossi Levi, la passione di Florido Floridi, che alla fine del campionato del 1947 dovette vendere tutti i giocatori ad uno di quei factotum romani che pagato dieci hanno poi incassato cento. È inutile dopo settanta anni fare i nomi, ma è proprio così».
«Ho vissuto in prima persona anche le vicende del Rieti degli an-ni Sessanta, quello del dott. Fiora-vanti. Era una squadra che meritava molto di più di quello che ha ottenuto ed io ho la soddisfazione di aver suggerito al presidente l’acquisto di Iovino e Mengoni nel momento in cui la Squibb mollò tutto e sciolse la squadra che era fortissima. Tutti i tifosi meno giovani  ricordano quanto furono importanti quei due fortissimi campioni».
«Dopo la promozione in Serie D – prosegue Fuggetta – il Rieti poteva puntare alla vittoria ed arrivare finalmente alla tanto sospirata serie C. Mancarono le vittorie in trasferta. Sembrava un destino. Ed infatti a Faenza c’è stata la possibilità, ma Tomassoni calciò alle stelle un rigore che poteva essere  decisivo. Lui stesso ha raccontato, scherzando, che il pallone lo ripresero a Forlì! Certo quel campionato fu perduto anche perché Borsetti, l’allenatore, non aveva fiducia in Tomassoni e Iovino che pure potevano dare molto di più per forza e potenza».
Ma queste sono cose del passato e a Mauro Fuggetta non sfugge il presente.
«La Juventus di quest’anno – dice – può puntare decisamente alla conquista del terzo titolo consecutivo, anche se la partecipazione alla maggiore Coppa europea può creare qualche complicazione. Ma è bello combattere su due fronti. Per quello che riguarda il Rieti la nuova dirigenza ha messo in piedi una squadra fortissima che potrebbe vincere il campionato. Si dice che vogliono puntare in alto. Me lo auguro e vorrei avere l’occasione di vedere il Rieti arrivare almeno alla Serie C».
È una speranza comune a tutti quelli che seguono le vicende amaranto celeste: detto da  uno come Mauro Fug-getta è certamente di buon auspicio.
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